Il Superbonus è al centro di nuove ispezioni fiscali: come si svolgono i controlli sulle imprese che ne hanno usufruito, quali sono le principali verifiche e i profili sanzionatori previsti dalla normativa
L’attenzione dell’amministrazione finanziaria si sta intensificando verso le imprese che hanno operato nell’ambito degli interventi edilizi incentivati negli ultimi anni. Il Superbonus ha rappresentato un potente motore di rilancio per il comparto costruzioni, ma ora il Fisco concentra i controlli sulle società appaltatrici e sui general contractor, individuando come elemento di rischio l’effettiva congruità tra spese dichiarate, lavori svolti e requisiti normativi. Le verifiche, avviate dall’Agenzia delle Entrate in sinergia con ENEA e Guardia di Finanza, coinvolgono ora le imprese chiamate a rispondere della regolarità delle procedure adottate e dei crediti d’imposta maturati.
Questo nuovo scenario dei controlli prende forma dopo un primo ciclo di accertamenti focalizzati su condomìni e proprietari: ora sotto la lente finiscono direttamente i soggetti esecutori dei lavori.
I nuovi controlli, previsti per proseguire nel medio-lungo periodo, mirano in particolare a identificare le posizioni in cui la correlazione tra importi fatturati, cantieri effettivamente realizzati e documentazione tecnica appare critica. Particolare attenzione viene data ai lavori subappaltati, ai servizi professionali ingegneristici e ai SAL (Stato Avanzamento Lavori), alla luce delle numerose norme fiscali e tecniche che regolano la materia (tra cui il Decreto Rilancio e le successive informative dell’Agenzia delle Entrate).
Le verifiche attualmente in corso coinvolgono più livelli documentali, tecnici e amministrativi e sono progettate per monitorare in modo approfondito l’uso delle risorse pubbliche legate alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica ed edilizia. Di seguito una panoramica dettagliata dei principali aspetti oggetto di controllo:
Ricordiamo che il rafforzamento delle procedure di controllo non si esaurirà nel breve periodo: secondo i nuovi piani, la guardia rimarrà alta con incisività almeno fino al 2028, con l’obiettivo di intercettare tempestivamente anomalie o comportamenti che possano configurare ipotesi di irregolarità materiale o formale, anche attraverso lettere di compliance e preavvisi di accertamento.
Se dai controlli emergono irregolarità, le imprese coinvolte si espongono sia a sanzioni amministrative che penali, sulla base della gravità e della natura delle contestazioni. Il sistema sanzionatorio, delineato sia dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi sia dalle più recenti circolari dell’Agenzia delle Entrate, distingue tra vari scenari:
| Tipologia di violazione | Sanzione prevista |
| Irregolarità formali / errori nella documentazione | Da 1.032 a 8.264 euro; ridotte se regolarizzate spontaneamente durante la fase di compliance |
| Indebito utilizzo dei crediti d’imposta | Recupero delle somme + sanzione proporzionale (30% - 100% della cifra contestata) |
| Mancata congruità dei SAL o dei prezzi dichiarati | Recupero del credito d’imposta, sanzione amministrativa e, nei casi gravi, segnalazione all’autorità giudiziaria |
| Frodi o crediti inesistenti per importi superiori a 50.000 euro | Reato penale (fino a 6 anni di reclusione) |
| Fatture per operazioni inesistenti | Risvolto penale; confisca dei beni e responsabilità solidale tra committente e imprese esecutrici |
La collaborazione durante la fase di compliance permette talvolta di sanare irregolarità senza subire tutte le conseguenze delle sanzioni piene. Tuttavia, se il contribuente omette di regolarizzare o fornisce documentazione incompleta o mendace sull'uso del superbonus, si attivano sia le procedure di recupero coattivo delle somme sia le eventuali segnalazioni alle autorità penali.
Le ipotesi più gravi riguardano la contestazione di crediti “inesistenti”, dove emerge non una semplice irregolarità o errore materiale, ma una costruzione artificiale di crediti d’imposta mai effettivamente maturati. In questi casi la normativa prevede l’interruzione dell’agevolazione, il blocco della cessione del credito e l’avvio di procedimenti penali, con rischio per le imprese di sanzioni detentive e interdittive che possono compromettere la continuità operativa.
Ulteriori ricadute possono riguardare la responsabilità solidale con il committente (ad esempio, amministratori di condomini) e le responsabilità in solido con professionisti che abbiano asseverato dichiarazioni infedeli o non rispondenti alle norme tecniche.
Il confronto tra imprese, amministrazione finanziaria e associazioni di categoria si sviluppa quindi su un terreno che va ben oltre la semplice verifica formale: la difesa delle proprie ragioni diventa possibile solo in presenza di una rigorosa tracciabilità dei rapporti, di una documentazione esauriente e della dimostrazione della buona fede nell’interpretazione delle norme di settore che, specie negli anni del Superbonus, sono state soggette a continui aggiornamenti e chiarimenti.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...