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Prezzi diesel e accise ridotte di nuovo fino al 17 settembre: perché le misure del Governo restano inefficaci

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il
Taglio accise diesel

Il taglio di 0,17 euro sulle accise del diesel viene prorogato fino al 17 settembre, ma tra vincoli Ue e coperture incerte il bonus stabile resta lontano: ecco cosa può accadere.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 10 settembre 2026 una proroga di sette giorni del taglio sulle accise del gasolio: lo sconto resta pari a circa 0,17 euro al litro, compreso l'effetto dell'Iva, e viene esteso fino al 17 settembre 2026. Per chi guida un'auto diesel, per le famiglie e per le imprese significa un sollievo immediato. Non cambia, però, la natura dell'intervento. La riduzione non diventa un bonus permanente: continua a dipendere da provvedimenti temporanei, dalle coperture disponibili e dall'andamento dei prezzi internazionali.

La proroga è contenuta in un decreto-legge collegato alle disposizioni urgenti sui prezzi petroliferi e sulle attività energetiche strategiche. Il precedente intervento scadeva il 10 settembre 2026; la nuova misura decorre quindi dopo quella data e copre sette giorni, fino a giovedì 17 settembre 2026 compreso, salvo altre decisioni. Il taglio riguarda il gasolio usato come carburante. Per questa estensione, le fonti disponibili non indicano una riduzione generalizzata analoga sulla benzina.

Quanto vale il taglio sulle accise del diesel

Alla pompa, il valore annunciato è di circa 17 centesimi in meno per ogni litro. La parte principale deriva dalla riduzione dell'accisa, fissata in 14 centesimi al litro. Gli altri 3 centesimi circa sono l'effetto dell'Iva, che viene calcolata anche sulla componente fiscale del carburante.

Non è quindi uno sconto commerciale deciso dai distributori. Si tratta della rideterminazione temporanea di un'imposta.

Nel periodo precedente, dal 6 al 10 settembre 2026, l'aliquota dell'accisa sul gasolio era stata portata a 532,90 euro per mille litri. Il valore ordinario indicato nei provvedimenti e nelle analisi disponibili è di 672,90 euro per mille litri. La differenza ammonta a 140 euro ogni mille litri, cioè 14 centesimi per litro, prima di considerare l'Iva.

Per capire l'ordine di grandezza del beneficio si possono usare alcuni calcoli semplici:

  • su un rifornimento da 50 litri, il risparmio teorico è di circa 8,50 euro;
  • chi consuma 1.000 litri nell'arco considerato avrebbe un vantaggio vicino a 170 euro;
  • per chi utilizza il diesel ogni giorno, il risparmio aumenta con i litri acquistati, ma resta limitato alla durata prevista dal decreto.
Gli 8,50 euro sono una stima. Il prezzo praticato dal singolo impianto può recepire il beneficio con tempi e modalità diverse, perché entrano in gioco anche le quotazioni del petrolio, i costi di raffinazione, i margini della distribuzione e la concorrenza locale. L'effetto fiscale, dunque, non coincide necessariamente con una riduzione identica in ogni stazione di servizio.

La proroga è valida fino al 17 settembre

La nuova estensione si inserisce in una serie di interventi ravvicinati adottati nel 2026. Il taglio riservato al gasolio era entrato in vigore il 28 luglio 2026 e, dopo successive proroghe, aveva raggiunto il 5 settembre. Un ulteriore provvedimento aveva coperto i giorni dal 6 al 10 settembre 2026, utilizzando il meccanismo delle accise mobili. Il decreto-legge approvato il 10 settembre aggiunge ora altri sette giorni.

La scadenza è fissata al 17 settembre 2026. La sequenza dei provvedimenti conferma il carattere emergenziale della misura. Ogni rinnovo richiede una nuova decisione e una copertura finanziaria compatibile con le regole applicabili. Per i consumatori non esiste, quindi, una riduzione garantita oltre il 17 settembre. Per prolungarla servirebbe un altro atto; in sua assenza, l'accisa tornerebbe al livello ordinario.

Tra luglio e settembre 2026 il Governo ha alternato riduzioni introdotte con atti normativi e il ricorso alle accise mobili. Il meccanismo è previsto dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244. Consente di diminuire temporaneamente l'accisa quando la crescita del prezzo internazionale del petrolio produce maggiori entrate Iva rispetto alle previsioni.

Il recupero di questo extragettito, però, non costituisce una disponibilità illimitata. Se le quotazioni scendono o le entrate aggiuntive risultano insufficienti, si riduce anche lo spazio per finanziare lo sconto.

Prezzi del diesel e risparmio sul pieno

Il taglio fiscale è arrivato mentre il gasolio superava la soglia dei 2 euro al litro. L'8 settembre 2026 il prezzo medio nazionale in modalità self service era indicato in 2,169 euro al litro per il diesel e in 2,058 euro per la benzina. Sulla rete autostradale le medie erano più alte: 2,240 euro al litro per il gasolio e 2,143 euro per la benzina.

In questo quadro, una riduzione di 17 centesimi pesa sul bilancio di chi fa rifornimento. Non basta, però, a riportare automaticamente il carburante a prezzi contenuti. A parità delle altre condizioni, senza il beneficio fiscale il prezzo teorico sarebbe superiore di circa 17 centesimi al litro. Su 50 litri, l'aumento potenziale raggiungerebbe 8,50 euro.

Si tratta di un confronto teorico, non di una previsione sul prezzo effettivo. Nel frattempo possono cambiare le quotazioni del petrolio, il cambio, i costi di raffinazione e i margini applicati lungo la distribuzione:

Voce

Valore indicativo 2026

Effetto su 50 litri

Riduzione dell'accisa

0,14 euro al litro

7 euro

Effetto complessivo con Iva

circa 0,17 euro al litro

circa 8,50 euro

Durata della nuova proroga

11-17 settembre

sette giorni

In valore assoluto, il vantaggio più alto va a chi percorre più chilometri e compra più carburante. Un pendolare con consumi elevati, un artigiano o un'impresa di trasporto possono risparmiare più di un automobilista che usa l'auto solo occasionalmente.

È uno degli aspetti che alimentano il dibattito sulla misura. Lo sconto riduce il costo di ogni litro per tutti, ma assegna un beneficio maggiore a chi consuma di più, a prescindere dal reddito.

Perché il Governo non rende stabile il bonus diesel

La prima questione riguarda le risorse. Le riduzioni adottate nel 2026 hanno richiesto finanziamenti pubblici ingenti. Il solo taglio delle accise era stato stimato in circa 1,908 miliardi di euro; considerando anche le agevolazioni settoriali, tra crediti d'imposta e altri sostegni, l'impegno complessivo indicato arrivava a circa 2,412 miliardi.

Prorogare la misura per periodi brevi consente di circoscrivere l'esborso. Trasformare lo sconto in un intervento mensile o annuale renderebbe molto più difficile sostenerne il costo.

Pesano anche le oscillazioni del mercato. Il petrolio può rincarare rapidamente in seguito a crisi geopolitiche, interruzioni degli approvvigionamenti o tensioni finanziarie. Le accise mobili seguono in parte l'extragettito Iva prodotto dagli aumenti, ma non assicurano una somma fissa e costante. Per mantenere una riduzione stabile servirebbe una copertura autonoma, da reperire nel bilancio pubblico o attraverso nuove entrate.

C'è poi un problema di distribuzione del beneficio. Un taglio uguale per tutti non distingue tra chi usa l'auto per necessità di lavoro, chi percorre pochi chilometri e chi possiede più veicoli. Chi consuma 2.000 litri riceve, in valore assoluto, un vantaggio doppio rispetto a chi ne consuma 1.000.

Per questo il Governo ha indicato l'intenzione di orientarsi verso aiuti selettivi destinati alle famiglie con redditi più bassi, ai lavoratori e alle imprese maggiormente esposte.

Va considerato anche il quadro fiscale del 2026. Benzina e gasolio sono state portate alla stessa aliquota ordinaria, indicata in 672,90 euro per mille litri. Ripristinare in modo permanente un'accisa più bassa soltanto sul diesel ricreerebbe una differenza che il legislatore ha scelto di superare. Una riduzione temporanea può trovare giustificazione nell'emergenza; una deroga strutturale richiederebbe invece una revisione più ampia della fiscalità energetica.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...