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Aumenti benzina e diesel, i supermercati offrono un primo reale sconto con cashback mentre Governo rimane incerto su bonus e accise

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
Reale sconto con cashback

Benzina e diesel ai massimi dal 2022 riaccendono il dibattito su accise e bonus. Intanto Esselunga propone cashback sui buoni carburante, con il taglio Eni da 150 euro tra le offerte più convenienti.

Esselunga ha attivato un cashback del 20% sui buoni carburante acquistati nei propri punti vendita tra il 27 luglio e il 4 ottobre 2026, con utilizzo consentito fino al 31 dicembre 2026. E secondo indiscrezioni altri supermercati dovrebbe seguire questa scia e offrire uno sconto con cashback. L'iniziativa arriva mentre benzina e diesel hanno raggiunto quotazioni tra le più elevate dal luglio 2022 e il Governo ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio, senza avere ancora formalizzato un nuovo bonus carburante per le famiglie.

La promozione collega una spesa già prevista a un credito riconosciuto attraverso la carta fedeltà. Il vantaggio non è però uguale per tutti i tagli disponibili. La soglia minima per accedere al cashback resta di 60 euro di spesa, e proprio questo requisito rende il buono Eni da 150 euro quello più favorevole in proporzione.

Prezzi di benzina e diesel ai massimi dal 2022

Nel 2026 i listini alla pompa hanno registrato un aumento marcato. A rilevarlo sono stati i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'amministrazione che segue anche l'andamento dei prezzi medi dei carburanti.

Il rialzo è stato associato all'instabilità internazionale, alla crisi energetica e alle difficoltà di approvvigionamento. Nel periodo richiamato come quello di maggiore tensione, benzina e gasolio si sono portati ai livelli più alti dal luglio 2022.

Il valore preciso, naturalmente, dipende dalla data della rilevazione e dal luogo in cui si fa rifornimento. Contano anche la regione, la modalità scelta e la rete di vendita: il prezzo self-service può essere molto diverso da quello del servito. Le medie nazionali vengono aggiornate ogni giorno dal Ministero.

Per chi usa l'auto per andare al lavoro, il rincaro si riflette direttamente sulle spese mensili. Lo stesso vale per le famiglie che accompagnano i figli o assistono parenti, oltre che per le imprese la cui attività richiede spostamenti. Un pieno più caro pesa, quindi, sul bilancio domestico e sui costi operativi delle aziende.

Per gli autotrasportatori il problema non si ferma al rifornimento. L'aumento del carburante può trasferirsi alle spese di distribuzione e, di conseguenza, ai prezzi di beni e servizi.

Ad aggravare l'impatto interviene anche la componente fiscale. Sui carburanti si applica un'Iva del 22%; quando cresce il prezzo imponibile, aumenta in valore assoluto anche l'imposta versata. Durante una fase di rincari il gettito pubblico può dunque salire, alimentando la discussione sull'eventuale destinazione dell'extragettito a misure capaci di ridurre la spesa degli automobilisti.

Accise, proroghe e bonus ancora da definire

Nel 2026 il Governo ha fatto ricorso a riduzioni temporanee delle accise, cioè alle imposte fisse applicate ai prodotti energetici. Il primo provvedimento aveva stabilito un taglio di 25 centesimi al litro per 20 giorni. Le proroghe successive hanno mantenuto lo sconto per periodi limitati, introducendo differenze tra benzina e diesel.

Il gasolio ha ricevuto un trattamento specifico, perché il suo prezzo era aumentato più di quello della benzina. La proroga successiva ha previsto per il diesel una riduzione di 24,4 centesimi al litro; per la benzina, invece, lo sconto è stato più basso. Il risparmio effettivo sul prezzo finale tiene conto anche dell'Iva, calcolata sul valore del carburante e delle imposte.

Resta meno definita la questione di un eventuale bonus destinato alle famiglie. Tra le ipotesi circolate c'è un voucher da 100 euro rivolto ai nuclei con Isee inferiore a 15.000 euro, forse collegato alla social card. Per ora, però, si tratta di una proposta non formalizzata nei testi disponibili. Non è quindi un beneficio già riconosciuto.

La differenza rispetto a un taglio generalizzato delle accise sarebbe significativa. La riduzione applicata direttamente alla pompa interessa tutti gli automobilisti, mentre un voucher selettivo concentrerebbe le risorse sui nuclei con redditi più bassi. Il primo produce un effetto immediato, ma raggiunge anche chi ha una maggiore capacità di spesa; il secondo sarebbe più mirato, anche se richiederebbe requisiti, procedure e un'approvazione definitiva.

Tra le possibilità considerate dall'esecutivo c'è anche il meccanismo delle accise mobili. In questo caso, una parte dell'eventuale maggiore gettito Iva prodotto dall'aumento dei prezzi potrebbe essere destinata a una riduzione temporanea delle accise.

Lo sconto non sarebbe necessariamente identico in ogni fase. Dipenderebbe dall'andamento dei prezzi industriali e dalle risorse che si renderebbero effettivamente disponibili.

Esselunga offre il cashback sui buoni carburante

La misura commerciale già definita è quella di Esselunga. La catena riconosce un cashback del 20% a chi acquista buoni carburante Eni e Q8, ma il rimborso non scatta automaticamente con qualunque scontrino. Occorre comprare uno dei tagli previsti, raggiungere una spesa minima nel punto vendita e utilizzare la Carta Fìdaty.

Gli acquisti che danno diritto alla promozione devono essere effettuati dal 27 luglio al 4 ottobre 2026. I buoni possono poi essere utilizzati fino al 31 dicembre 2026, nel rispetto delle modalità e delle limitazioni previste dal regolamento ufficiale.

I tagli ammessi e il relativo ritorno economico sono i seguenti:

Brand

Valore buono

Cashback 20%

Eni

50 euro

10 euro

Eni

100 euro

20 euro

Eni

150 euro

30 euro

Q8

50 euro

10 euro

Q8

100 euro

20 euro

Il calcolo del cashback è diretto: il rimborso corrisponde al 20% del valore nominale del voucher. La questione che incide davvero sulla convenienza è un'altra, cioè la soglia di accesso. La spesa minima è di 60 euro per tutti i tagli, compreso quello da 50 euro, e non aumenta insieme al valore del buono.

La soglia deve essere verificata secondo le condizioni operative del regolamento. Lo stesso vale per la presentazione della Carta Fìdaty, necessaria per associare l'acquisto alla promozione.

Perché il buono Eni da 150 euro conviene di più

Per confrontare le alternative bisogna tenere distinti due elementi: la percentuale del cashback e il rapporto tra il premio ottenuto e la spesa minima richiesta. La percentuale è sempre la stessa, il 20%, mentre il buono Eni da 150 euro offre il rimborso più alto in valore assoluto, pari a 30 euro.

La soglia resta infatti fissata a 60 euro anche quando si sceglie il taglio maggiore. Da qui nasce il vantaggio proporzionale:

  • con un buono Eni o Q8 da 50 euro si ricevono 10 euro di cashback, cioè un importo pari a un sesto della soglia minima;
  • il buono Eni o Q8 da 100 euro produce 20 euro di cashback, pari a un terzo della spesa minima richiesta;
  • il buono Eni da 150 euro restituisce 30 euro, vale a dire la metà della soglia di 60 euro.
Il confronto non significa che il voucher da 150 euro sia il meno costoso al momento dell'acquisto. Per comprarlo serve una disponibilità maggiore e il buono deve essere utilizzato entro la scadenza prevista. Il suo vantaggio nasce dal rapporto tra valore del cashback e requisito d'accesso, che rimane fisso mentre cresce il valore nominale del voucher.

Chi prevede di fare rifornimento con regolarità può concentrare il beneficio nel taglio più alto e ridurre il numero di acquisti necessari. Per chi usa poco l'auto, la scelta da 50 euro può essere più prudente: richiede un anticipo inferiore e riduce il rischio di acquistare carburante in quantità superiore al proprio fabbisogno.

Altri supermercati potrebbero seguire l'iniziativa

L'offerta di Esselunga si colloca nella concorrenza tra supermercati sul terreno dei buoni carburante e dei programmi fedeltà. Sono circolate indiscrezioni su possibili iniziative analoghe da parte di altri operatori, con cashback, buoni sconto oppure vantaggi collegati alla spesa alimentare.

In assenza di regolamenti ufficiali, non si possono però attribuire a queste ipotesi date, percentuali o marchi precisi. Un confronto utile dovrà considerare il valore dichiarato del cashback, ma anche la spesa minima necessaria e la durata del voucher.

Conta poi la rete di distributori presso cui il buono può essere utilizzato e l'eventuale obbligo di possedere una carta fedeltà. Un cashback elevato può perdere interesse se richiede una spesa molto alta oppure se il voucher scade in tempi brevi. Una percentuale più contenuta può essere preferibile quando il buono è spendibile presso il distributore utilizzato abitualmente e non obbliga a fare acquisti aggiuntivi.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...