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Tassa di 3 euro per spedizioni sotto i 150 euro extra Ue: ogni prodotto del pacco verrà tassato e non l'importo complessivo

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Una nuova tassa di 3 euro per ogni prodotto spedito da Paesi extra UE sotto i 150 euro cambierà regole e costi di acquisto online. Funzionamento, effetti su prezzi e spedizioni, soggetti interessati.

Dal 2026 il panorama degli acquisti online provenienti da paesi non europei subisce una importante trasformazione. Gli acquisti dall'estero sono ormai pratica quotidiana grazie a marketplace globali, ma una nuova normativa impone costi aggiuntivi che impatteranno soprattutto le spedizioni di modico valore. Dal 1° luglio un ulteriore dazio doganale di 3 euro, stabilito a livello comunitario, si aggiungerà a tutte le spedizioni extra UE di importo fino a 150 euro. Questo nuovo assetto implica che non sarà più la somma totale del pacco a determinare la tassazione, bensì il numero di categorie di articoli presenti nello stesso invio. Questi cambiamenti rispondono sia a esigenze di equità fiscale, sia alla volontà di tutelare le filiere produttive europee dalla concorrenza low-cost estera.

Origine, finalità e sviluppi della tassa: la riforma europea

La nascita del contributo sulle spedizioni a basso valore affonda le radici nella volontà di riformare il sistema doganale in risposta all'evoluzione delle abitudini di acquisto. Negli ultimi anni, il volume di pacchi importati da paesi come Cina, USA e Regno Unito è cresciuto in modo esponenziale, stimolando l'approvazione di norme per rendere più trasparente ed equo il prelievo fiscale.

La riforma doganale UE, approvata dal Consiglio nel novembre 2025, introduce dal 1° luglio 2026 un dazio fisso di 3 euro per lotti fino a 150 euro, con la prospettiva di favorire la competitività degli operatori comunitari e rafforzare la lotta a frodi e pratiche elusive. Il nuovo sistema si applicherà progressivamente a tutti gli Stati membri, coinvolgendo non soltanto l'Italia ma anche Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Romania. L'adeguamento alla norma europea permetterà, dal 2028, l'unificazione e digitalizzazione attraverso la nascita dell'EU Customs Data Hub, con l'obiettivo di semplificare e monitorare ogni fase delle importazioni.

La nuova disciplina sui contributi fissi colpisce in modo mirato le spedizioni internazionali provenienti da paesi terzi. Per l'applicazione è fondamentale che vengano rispettati due requisiti:

  • la provenienza extra UE del pacco;
  • un valore dichiarato non superiore a 150 euro per ciascuna spedizione.
Le spedizioni interne all'Unione Europea rimangono escluse da questa tassazione, così come quelle il cui valore eccede i 150 euro: in questi casi, continuano ad applicarsi le consuete normative doganali e le regole sull'IVA. Nessuna distinzione neanche per tipologia di bene: la tassa si applica a qualsiasi articolo, sia abbigliamento sia elettronica sia accessori. Non sono previste esenzioni particolari o riduzioni in base alla quantità; il prelievo viene infatti calcolato per ogni spedizione e, come chiarito dalla normativa, per ogni categoria di prodotto presente nel pacco sotto la soglia indicata.

L'onere del pagamento spetta solitamente al destinatario finale all'atto dello sdoganamento, anche se alcuni marketplace e operatori logistici possono integrare automaticamente le tasse nelle spese di consegna. Solo direttive aggiuntive potranno disciplinare eventuali esoneri per categorie specifiche di utenti.

Come funziona la tassazione su ogni prodotto nel pacco

Il nuovo assetto non riguarda solo l'importo complessivo della spedizione, ma introduce una tassazione per categoria di articolo contenuta nel pacco. Il criterio adottato dall'Unione Europea si basa sulle sottovoci tariffarie (categorie doganali), ossia su distinte tipologie di beni corrispondenti a codici di classificazione doganale. In pratica, se un singolo pacco contiene diversi articoli appartenenti a categorie differenti, la tassa si applicherà a ciascuna sottovoce e si moltiplica per il numero di categorie presenti. Per maggiore chiarezza, vediamo due esempi pratici:

  • Nel caso in cui una spedizione sotto i 150 euro contenga sia una camicetta di seta che due camicette di lana, il sistema doganale identifica due sottovoci differenti. La tassa europea di 3 euro verrà quindi applicata per ciascuna categoria: 3 euro per la seta, 3 euro per la lana. Risultato: 6 euro di dazi .
  • Se invece si acquista un pacco con tre magliette identiche (stessa categoria), la tassa sarà applicata solo una volta a quella voce doganale, indipendentemente dal numero di pezzi.
Questa impostazione punta a limitare le pratiche elusive che, in passato, vedevano ordini multipli suddivisi in spedizioni distinte per sfuggire a controlli o risparmiare sui dazi. Il sistema tariffario impone ora una maggiore attenzione in fase di acquisto, poiché spedire diversi articoli diversificati costerà più caro rispetto a più pezzi della stessa categoria:

Combinazione articoli

Totale dazi/tasse

1 camicetta seta + 2 camicette lana

6 euro (2 x 3 euro) + eventuale contributo Italia

3 magliette cotone

3 euro + eventuale contributo Italia

Orologio elettronico + jeans

6 euro (2 x 3 euro) + eventuale contributo Italia

L'onere fiscale ricade sempre sul valore del pacco dichiarato e sulle sue categorie merceologiche, riducendo la possibilità di aggirare le regole.

Impatto su consumatori, negozi online e operatori logistici

L'introduzione dei nuovi balzelli modifica radicalmente la struttura dei costi per gli acquisti da siti internazionali e per la logistica connessa. I consumatori dovranno tenere conto di un aggravio per ogni spedizione extra europea, somma che aumenta se nel pacco sono presenti più sottocategorie tariffarie. A ciò si aggiunge l'IVA calcolata sull'imponibile comprensivo di tasse e dazi, con un impatto immediato sul prezzo finale a carico del destinatario.

Sul fronte dei marketplace e dei rivenditori online, diventa necessario aggiornare le politiche di prezzo, gestione ordini e informazione al cliente. I listini subiranno inevitabilmente degli adeguamenti: molte piattaforme potrebbero includere le nuove tasse già in fase di checkout oppure addebitarle al ricevimento del pacco, aumentando la pressione sulla trasparenza delle comunicazioni.

Anche la catena logistica è coinvolta direttamente: corrieri e spedizionieri dovranno istituzionalizzare procedure di anticipo, gestione e riversamento delle tasse. Si prevede un aumento della complessità nelle fasi di dichiarazione doganale e nei controlli, con il rischio di ritardi, rallentamenti e maggiori oneri organizzativi almeno nelle fasi di avvio delle nuove regole. Sono richiesti investimenti in sistemi informatici, formazione degli operatori e assistenza ai clienti per evitare disservizi e reclami.

Strategie per minimizzare costi e evitare errori nelle spedizioni

Chi acquista o spedisce abitualmente da o verso paesi extra europei dovrebbe adottare una serie di buone pratiche per limitare le spese aggiuntive e prevenire sorprese nell'importazione:

  • Acquista più pezzi della stessa categoria: l'aggravio si applica per voce merceologica, non per quantità, perciò concentrare ordini su articoli uguali permette di pagare una sola volta la tassa UE.
  • Verifica la provenienza reale delle spedizioni: scegliendo venditori con magazzino in UE si evitano del tutto i contributi fissi.
  • Confronta il dettaglio delle tasse in fase di checkout: molti marketplace aggiornano automaticamente i costi delle spedizioni internazionali in base alle normative.
  • Consulta sempre la dichiarazione doganale: assicurati che sia corretta e rispetti le nuove regole sulle sottovoci tariffarie per evitare blocchi e penali.
  • Valuta servizi di spedizione professionali: operatori affidabili e specializzati nelle normative offrono supporto gestionale ed evitano errori che possono comportare costi imprevisti o ritardi.
Un'attenzione particolare va riservata anche alle tempistiche, in quanto nei primi mesi di attuazione delle nuove regole non sono da escludere rallentamenti dovuti all'adeguamento dei processi interni di dogane e corrieri.

Cosa cambierà per e-commerce e acquisti online

Le previsioni elaborate da studi governativi e istituzionali indicano un effetto immediato sui volumi di spedizioni a basso valore. L'aumento dei costi fissi genererà un calo stimato tra il 15% e il 20% delle importazioni private da paesi terzi, a causa di una riduzione dell'attrattiva per piccoli acquisti d'impulso da mercati extraeuropei.

L'impatto finanziario previsto si aggira sui 200-250 milioni di euro l'anno per le casse italiane, cifra raggiunta grazie all'assoggettamento di una quota stimata intorno al 60% delle spedizioni interessate dalle nuove regole. La pressione fiscale aumentata contribuirà sia alla copertura dei costi amministrativi sia a una maggiore equità concorrenziale tra operatori UE ed extra UE. Fra le criticità emergenti si rilevano:

  • Aumento della complessità logistica e amministrativa;
  • Possibili effetti indesiderati su piccoli importatori e PMI che operano in filiere globali;
  • Rischio di maggiore frammentazione degli ordini per aggirare gli aggravi, con impatto ambientale sfavorevole;
  • Necessità di investimenti digitali nei flussi doganali e nel servizio clienti.
Per diversi operatori, specie piattaforme con bassi margini e grandi volumi, la sostenibilità del proprio modello di business andrà ridefinita in rapporto alle nuove dinamiche di price e delivery.




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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...