Fiscalità agevolata, opportunità e rischi: nel nuovo boom delle partite Iva forfettarie, tre su dieci godono del 5% di tassazione. Chi può accedere a questi benefici, quali sono i settori protagonisti e cosa cambia nel 2025
Il regime forfettario al 5% sta rivoluzionando il panorama fiscale italiano: un fenomeno che oggi coinvolge quasi un terzo delle nuove aperture di partita Iva. La pressione fiscale ridotta e la semplicità gestionale hanno attratto oltre 242mila nuovi aderenti solo nel 2025, confermando una tendenza in crescita, in particolare in settori come ristorazione, bar e commercio. Tuttavia, a fronte di queste opportunità, emergono anche interrogativi sulla reale sostenibilità e sulle modalità di utilizzo del regime.
L’attrattività del forfettario non si limita al risparmio fiscale immediato: include semplicità contabile, minori obblighi e gestione agevolata dei contributi. Queste condizioni promettono uno slancio alle micro-imprese e ai lavoratori autonomi, favorendo l’avvio di nuove attività in un contesto di costante trasformazione del lavoro.
Ma dietro i numeri positivi si celano criticità: quote crescenti di "falsi autonomi", stimati in quasi 500mila secondo dati Inapp, stanno sfruttando la flessibilità del sistema non per intraprendere, ma per compensare scenari lavorativi più stabili, portando a discussioni tecniche sulle distorsioni di mercato e sui rischi di elusione fiscale latente.
La tensione tra vantaggi e rischi, semplificazioni e abusi, continua a crescere tra professionisti, imprenditori e lavoratori che si confrontano ogni giorno con limiti soglia, aliquote e contribuzioni INPS.
Il regime forfettario rappresenta oggi il principale strumento agevolato per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni in modo indipendente, nel rispetto di precisi vincoli.
Le condizioni di accesso e mantenimento sono state aggiornate dalla Manovra Finanziaria 2026 in coerenza con le precedenti impostazioni:
| Attività | Coefficiente redditività | Aliquota |
| Professionisti | 78% | 5% (primi 5 anni) / 15% |
| Commercianti | 40%-60% | 5% / 15% |
| Bar/Ristorazione | 40% | 5% / 15% |
| Artigiani | 67% | 5% / 15% |
Nei primi cinque anni, circa il 29,6% degli aderenti al regime beneficia della flat tax “mini”. Nel 2025 il dato ha raggiunto una quota record, con oltre 242mila nuove partite Iva secondo le ultime dichiarazioni dei redditi. Si tratta di un meccanismo fortemente selettivo che premia coloro che realmente avviano una nuova iniziativa e rispondono ai vincoli dell’art. 1 co. 54-89 L. 190/2014.
Oltre la soglia dei 85.000 euro di fatturato, l’uscita dal forfettario è automatica con passaggio al regime ordinario. I costi amministrativi rimangono ridotti per i forfettari (soprattutto grazie alla minore necessità di consulenza e contabilità semplificata), ma va sempre considerata la partecipazione obbligatoria alla Gestione INPS, con possibilità di agevolazione del 35% dei contributi per specifiche categorie.
Errori frequenti: continuare a operare con lo stesso codice attività dopo il quinquennio sperando di mantenere l’aliquota al 5%, suddividere attività tra più soggetti per non superare i limiti soglia, o ignorare le regole sull’innovatività richiesta per le nuove iniziative (che l’Agenzia Entrate verifica e sanziona in caso di abusi).
L’analisi settoriale del regime forfettario evidenzia differenze rilevanti nella diffusione e nella capacità di attrarre nuove aperture, nonché nel rischio dei cosiddetti “falsi autonomi”.
Secondo i dati 2025, le aliquote ridotte sono privilegiate soprattutto da bar, attività di ristorazione e commercio, dove la quota di neo-forfettari che paga solo il 5% sfiora il 45%. Nel dettaglio:
La partita Iva in regime forfettario può offrire un vantaggio fiscale reale a chi apre nuove attività oppure opera con redditi contenuti. Tuttavia, solo la piena comprensione di requisiti, limiti ed effetti nei diversi settori consente di evitare errori e valutare se questa opzione sia realmente conveniente rispetto al regime ordinario, specie a fronte di dinamiche di mercato sempre più complesse.
Il Dott. Ugo Terenzi è un esperto consulente senior con oltre 15 anni di esperienza nel campo della gestione delle Partite IVA. Attualmente opera a Roma, dove supporta professionisti e imprenditori nell’organizzazione delle loro attività fiscali e nella pianificazione finanziaria. Nel corso della sua carriera ha affiancato numerosi clienti, offrendo indicazioni pratiche per affrontare le normat...