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Tasse e Partite iva forfettarie, 3 su 10 pagano solo il 5% di tasse (neppure il 15%): chi sono e cosa fanno

di Dott. Ugo Terenzi pubblicato il

Fiscalità agevolata, opportunità e rischi: nel nuovo boom delle partite Iva forfettarie, tre su dieci godono del 5% di tassazione. Chi può accedere a questi benefici, quali sono i settori protagonisti e cosa cambia nel 2025

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Il regime forfettario al 5% sta rivoluzionando il panorama fiscale italiano: un fenomeno che oggi coinvolge quasi un terzo delle nuove aperture di partita Iva. La pressione fiscale ridotta e la semplicità gestionale hanno attratto oltre 242mila nuovi aderenti solo nel 2025, confermando una tendenza in crescita, in particolare in settori come ristorazione, bar e commercio. Tuttavia, a fronte di queste opportunità, emergono anche interrogativi sulla reale sostenibilità e sulle modalità di utilizzo del regime.

L’attrattività del forfettario non si limita al risparmio fiscale immediato: include semplicità contabile, minori obblighi e gestione agevolata dei contributi. Queste condizioni promettono uno slancio alle micro-imprese e ai lavoratori autonomi, favorendo l’avvio di nuove attività in un contesto di costante trasformazione del lavoro.

Ma dietro i numeri positivi si celano criticità: quote crescenti di "falsi autonomi", stimati in quasi 500mila secondo dati Inapp, stanno sfruttando la flessibilità del sistema non per intraprendere, ma per compensare scenari lavorativi più stabili, portando a discussioni tecniche sulle distorsioni di mercato e sui rischi di elusione fiscale latente.

La tensione tra vantaggi e rischi, semplificazioni e abusi, continua a crescere tra professionisti, imprenditori e lavoratori che si confrontano ogni giorno con limiti soglia, aliquote e contribuzioni INPS. 

Chi può accedere al regime forfettario al 5% e al 15%: regole, requisiti e dati 2025

Il regime forfettario rappresenta oggi il principale strumento agevolato per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni in modo indipendente, nel rispetto di precisi vincoli.

Le condizioni di accesso e mantenimento sono state aggiornate dalla Manovra Finanziaria 2026 in coerenza con le precedenti impostazioni:

  • Limite massimo di ricavi o compensi: non superiore a 85.000 euro annui.
  • Esclusività o prevalenza: l’attività deve essere esercitata principalmente in forma individuale.
  • Assenza di partecipazioni: esclusione per titolari di quote in società di persone, associazioni o imprese familiari.
  • Precedente attività: chi ha già svolto attività d’impresa o lavoro autonomo nei tre anni precedenti può accedere solo se l’attività è innovativa o dissimile dalle precedenti.
  • Non sono ammessi lavoratori che abbiano percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 30.000 euro nell’anno precedente (salvo casi specifici).
Due sono le possibili aliquote sostitutive dell’IRPEF e delle relative addizionali, oltre ai contributi previdenziali:
  • Aliquota al 5%: tassazione agevolata applicabile per i primi cinque anni di attività effettiva, ma solo alle "nuove iniziative produttive"; si rivolge a chi non abbia mai esercitato nei tre anni precedenti un’attività analoga. Non sono previste ulteriori agevolazioni dopo il primo quinquennio.
  • Aliquota al 15%: applicata ai soggetti che non rispettano i requisiti di “nuova attività” o che hanno già goduto della mini flat tax quinquennale.
Il calcolo dell’imposta sostitutiva avviene applicando il coefficiente di redditività stabilito per ciascuna attività (ad esempio 78% per professionisti, 40% per attività ricettive come affitti brevi), riducendo così l’imponibile e consentendo una tassazione efficiente rispetto al sistema ordinario. La tabella seguente riassume le principali aliquote:
Attività Coefficiente redditività Aliquota
Professionisti 78% 5% (primi 5 anni) / 15%
Commercianti 40%-60% 5% / 15%
Bar/Ristorazione 40% 5% / 15%
Artigiani 67% 5% / 15%

Nei primi cinque anni, circa il 29,6% degli aderenti al regime beneficia della flat tax “mini”. Nel 2025 il dato ha raggiunto una quota record, con oltre 242mila nuove partite Iva secondo le ultime dichiarazioni dei redditi. Si tratta di un meccanismo fortemente selettivo che premia coloro che realmente avviano una nuova iniziativa e rispondono ai vincoli dell’art. 1 co. 54-89 L. 190/2014.

Oltre la soglia dei 85.000 euro di fatturato, l’uscita dal forfettario è automatica con passaggio al regime ordinario. I costi amministrativi rimangono ridotti per i forfettari (soprattutto grazie alla minore necessità di consulenza e contabilità semplificata), ma va sempre considerata la partecipazione obbligatoria alla Gestione INPS, con possibilità di agevolazione del 35% dei contributi per specifiche categorie.

Errori frequenti: continuare a operare con lo stesso codice attività dopo il quinquennio sperando di mantenere l’aliquota al 5%, suddividere attività tra più soggetti per non superare i limiti soglia, o ignorare le regole sull’innovatività richiesta per le nuove iniziative (che l’Agenzia Entrate verifica e sanziona in caso di abusi).

I settori trainanti, le opportunità e i rischi: bar, ristorazione, commercio e professionisti

L’analisi settoriale del regime forfettario evidenzia differenze rilevanti nella diffusione e nella capacità di attrarre nuove aperture, nonché nel rischio dei cosiddetti “falsi autonomi”.

Secondo i dati 2025, le aliquote ridotte sono privilegiate soprattutto da bar, attività di ristorazione e commercio, dove la quota di neo-forfettari che paga solo il 5% sfiora il 45%. Nel dettaglio:

  • Bar e ristoranti: Si registra il picco di adesioni alla mini-flat tax, complice la natura spesso stagionale e frammentata delle nuove aperture e delle attività familiari.
  • Commercio: Anche in questo comparto oltre il 43% dei nuovi iscritti sfrutta l’aliquota al 5%. La gestione semplificata e l’esenzione IVA attraggono chi opera con piccoli margini e volumi contenuti.
  • Professionisti: Solo il 24% può beneficiare della aliquota agevolata, dato che molte posizioni derivano da attività preesistenti o trasformazioni di rapporti professionali già attivi.
Opportunità principali del forfettario nei settori principali:
  • Minore pressione fiscale e semplificazione burocratica: sia la contabilità che gli adempimenti fiscali risultano più semplici e accessibili ai nuovi imprenditori e lavoratori autonomi.
  • Agevolazioni previdenziali: possibilità di ottenere lo sconto del 35% sui contributi INPS per commercianti e artigiani.
  • Possibilità di cumulare più posizioni fino al raggiungimento della soglia massima di 85.000€: particolarmente utile in attività stagionali o part-time come la ristorazione e il commercio al dettaglio.
Rischi e criticità principali:
  • Lavoratori formalmente autonomi ma strutturalmente legati a un solo committente: i "dipendenti mascherati" pongono seri rischi di contenzioso fiscale e previdenziale (quasi mezzo milione in Italia secondo INAPP).
  • Pressione sulla soglia dei ricavi: la tentazione di frammentare attività per non superare il limite di 85.000 euro rischia di minare equità fiscale e solidità del mercato.
  • Saturazione settoriale: specie in ristorazione e commercio, dove le nuove adesioni tendono a concentrarsi, si assiste a un incremento della concorrenza "al ribasso" e a un rischio di instabilità imprenditoriale.
La compliance normativa impone poi attenzione anche nel quotidiano: occorre gestire correttamente gli aspetti contabili, non superare i limiti nei servizi aggiuntivi (ad es. nel turismo, dove la partita Iva diviene obbligatoria sopra due immobili), conoscere le regole su SCIA, iscrizione in Camera di Commercio, comunicazione delle presenze e adempimenti sulla sicurezza.

La partita Iva in regime forfettario può offrire un vantaggio fiscale reale a chi apre nuove attività oppure opera con redditi contenuti. Tuttavia, solo la piena comprensione di requisiti, limiti ed effetti nei diversi settori consente di evitare errori e valutare se questa opzione sia realmente conveniente rispetto al regime ordinario, specie a fronte di dinamiche di mercato sempre più complesse.




Dott. Ugo Terenzi

Il Dott. Ugo Terenzi è un esperto consulente senior con oltre 15 anni di esperienza nel campo della gestione delle Partite IVA. Attualmente opera a Roma, dove supporta professionisti e imprenditori nell’organizzazione delle loro attività fiscali e nella pianificazione finanziaria. Nel corso della sua carriera ha affiancato numerosi clienti, offrendo indicazioni pratiche per affrontare le normat...