Il debutto dello yuan digitale nei mercati finanziari cinesi segna una svolta innovativa: dal funzionamento alla natura della valuta, passando per effetti su banche, consumatori e scenari globali, tra opportunità e sfide geopolitiche.
L’anno 2026 rappresenta una svolta per la Cina e per l’intero sistema finanziario globale grazie all’avvio della piena operatività dello yuan digitale nei mercati finanziari. Dopo anni di sperimentazioni estese e una fase pilota diversa da qualsiasi altro esempio internazionale, la valuta digitale emessa dalla Banca Popolare Cinese entra in una nuova fase, destinata a ridefinire le dinamiche di pagamento e regolamento sia all’interno che all’esterno dei confini nazionali. Le banche cinesi, che fino ad oggi hanno rivestito un ruolo di supporto, assumono ora un compito chiave nella gestione e nell’incentivazione dell’uso della nuova moneta. Questo cambiamento non solo riflette le nuove priorità della leadership cinese, ma promette di amplificare l’influenza della Cina nei flussi commerciali internazionali e nella definizione dei futuri standard finanziari digitali.
Il renminbi digitale, noto anche come e-CNY, rappresenta la versione elettronica della valuta sovrana cinese, emessa e garantita direttamente dalla Banca Popolare di Cina. Si distingue dalle criptovalute decentralizzate per la sua natura centralizzata e controllata: ogni unità di e-CNY mantiene il medesimo valore del corrispondente yuan cartaceo e circola in modo sicuro tramite infrastrutture digitali ufficiali.
Dal punto di vista tecnologico, la sua basa si trova in una blockchain autorizzata (BSN) che, a differenza delle reti blockchain pubbliche, consente allo Stato di monitorare e, se necessario, annullare le transazioni, garantendo un alto livello di trasparenza e sicurezza. La differenza principale rispetto alle criptovalute come Bitcoin risiede proprio nel controllo centralizzato della moneta e nella sua piena integrazione con i sistemi finanziari tradizionali.
Tra le finalità principali sostenute dal governo cinese spiccano:
La tabella seguente riassume le principali differenze tra e-CNY e altre forme digitali di valuta:
| Caratteristica | e-CNY | Criptovalute | Stablecoin |
| Emittente | Banca centrale | Decentralizzata/privata | Istituzione privata |
| Valore legale | Sì | No | No |
| Sistema | Centralizzato | Decentralizzato | Blockchain privata/pubblica |
| Integrazione bancaria | Totale | Limitata/Nessuna | Dipende dal quadro normativo |
| Stabilità del valore | Alta | Alta volatilità | Stabile rispetto valuta di riferimento |
L’innovazione più significativa del 2026 è l’introduzione del pagamento di interessi sugli importi detenuti in yuan digitale. Questa misura punta a incentivare sia l’adozione tra i consumatori cinesi sia la competitività dello strumento rispetto ai depositi tradizionali e alle soluzioni offerte dalle big tech dei pagamenti.
Le banche, che già supportano la gestione delle wallet digitali, diventano ora protagoniste nel riconoscimento degli interessi, allineando il comportamento degli utenti alle logiche familiari dei conti di deposito remunerati. Questo sistema non solo attira risparmiatori più tradizionali, ma stimola la permanenza dei fondi nelle wallet digitali, promuovendo una maggiore stabilità di liquidità nel sistema.
Il pagamento degli interessi introduce:
L’ingresso in scena di un mezzo di pagamento completamente digitale e remunerato presenta potenziali effetti di rilievo, sia per l’ecosistema bancario che per la popolazione.
Per gli operatori finanziari, la possibile “migrazione” di risparmi dalle tradizionali linee di deposito alle wallet digitali potrebbe modificare le fonti di liquidità del sistema e ridefinire la catena dell’intermediazione creditizia. Tuttavia, la presenza delle banche nel processo di distribuzione e gestione degli interessi rappresenta un elemento di equilibrio che limita i rischi di fuga di capitale dai depositi.
Dal lato dei consumatori, si prevede una modificazione delle abitudini, grazie soprattutto:
Il rafforzamento della valuta digitale rientra pienamente nella strategia della Cina per aumentare la rilevanza dello yuan negli scambi internazionali. L’apertura a flussi transfrontalieri facilitata dall’e-CNY, e la creazione di hub dedicati – come quello di Shanghai – testimoniano la volontà di Pechino di consolidare il proprio ruolo come emittente di una moneta di riferimento alternativa al dollaro.
Sul mercato globale, le pressioni indotte dall’aumento dell’utilizzo dello yuan come moneta di regolamento sono tangibili in più settori:
Nonostante gli obiettivi di espansione, l’e-CNY incontra limiti strutturali sui mercati globali. Il primo tra questi è rappresentato dagli stringenti controlli sui flussi transfrontalieri operati dalla Cina stessa, che limitano la reale convertibilità della valuta.
Altri fattori di ostacolo:
L’Europa, tramite l’euro digitale, predilige la tutela della sovranità monetaria e l’autonomia dai circuiti privati, perseguendo anche l’inclusione tramite soluzioni user-friendly; maggiore attenzione è riservata alla tutela della privacy. L’emissione e la distribuzione vengono delegate alle banche, con limiti stringenti per evitare squilibri del sistema creditizio tradizionale.
Negli Stati Uniti, la normativa sulle stablecoin (GENIUS Act) legittima tali strumenti come mezzi di pagamento, rinunciando di fatto allo sviluppo di una CBDC retail propriamente detta; le stablecoin così regolamentate diventano strumenti alternativi di intermediazione nelle transazioni digitali, ma senza valore legale e senza un supporto diretto della Federal Reserve.
Sotto il profilo dell’affidabilità, la mancanza di piena tracciabilità e la dipendenza da emittenti privati rendono le stablecoin più esposte a rischi sistemici, come segnalato anche dagli organismi di vigilanza finanziaria europei. A differenza dell’e-CNY, non godono del diretto supporto della banca centrale né delle stesse garanzie di stabilità del valore.