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Esodati: soluzioni possibili nel nuovo decreto Fornero-Monti tra pensioni e ritorno al lavoro

Continua a far discutere la questione esodati: soluzioni possibili e dubbi



Il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il presidente del Consiglio Mario Monti si sono detti particolarmente impegnati nelle ricerca di una soluzione per la questione esodati, che ormai fa discutere da tempo, creando non poche tensioni, magari con un nuovo decreto ad hoc.

Qualche giorno fa, il ministro del Lavoro, facendo marcia indietro sulle sue prime stime di lavoratori da inserire nella platea dei beneficiari delle soluzioni proposte dal governo per risolvere il problema, ha aperto ad altri 55mila esodati, insieme ai 65 inizialmente stabiliti, e rilanciato per loro la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole.

Si è detta, inoltre, disposta ad inserire tra i lavoratori salvaguardati coloro che hanno superato i 62 anni di età. Tra i lavoratori salvaguardati, infatti, oltre a quelli interessati da accordi collettivi, sottoscritti con il governo, potrebbero esserci coloro che entro il 2014 hanno raggiunto i requisiti o che hanno superato una soglia di età, per esempio 62 anni.

Il ministro ha poi spiegato che “Per i lavoratori meno anziani, il mix delle soluzioni può muovere dall'estensione del trattamento di disoccupazione a formule di sostegno all'impiego di queste persone: per esempio con incentivi contributivi e fiscali nella direzione indicata dallo stesso disegno di legge di riforma del mercato del lavoro”.

Potrebbe, dunque, profilarsi l’ipotesi di un prolungamento degli ammortizzatori e del sussidio di disoccupazione per quei lavoratori esodati che non rientrano tra i 120.000 soggetti che il governo pensa di salvaguardare rispetto all'incremento dell'età pensionabile.

Altra ipotesi allo studio è quella che riguarda la possibilità di riassumere gli esodati e farli lavorare part time e contemporaneamente iniziare a incassare parte della pensione. Questa la proposta arrivata del Pd presentata per risolvere il nodo degli esodati.

Resta il fatto, però, che al momento non si parla  del totale dei lavoratori senza reddito e senza pensione che restano fuori dalla salvaguardia né del costo delle risorse disponibili, per cui persistono ancora molti dubbi su quelle che saranno effettivamente le soluzioni che saranno approvate e soprattutto dubbi e timori riguardano coloro che dovranno essere interessati, o meno, dalle misure di salvaguardia. Ancora incerti sono, infatti, i numeri.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il