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Esodati: pensione per 130 mila decreti Fornero entro 2013 non nuove salvaguardie

Nuovo governo deciso a risolvere questione esodati entro fine anno: le ipotesi



Continua ad essere prioritaria da affrontare la questione esodati che sin dall’inizio del suo incarico il premier Letta ha definito un’urgenza del governo. Il problema sta nella necessità di allargare ancora la platea di coloro che dovrebbero essere oggetto di salvaguardati ma per cui non vi sarebbero risorse disponibili.

Del resto, queste mancherebbero ancora anche per i 130mila già salvaguardati dall’ex governo Monti, divisi in tre platee, la prima di 65mila persone, la seconda di 55mila e l’ultima di 10mila, ma, secondo i primi numeri resi noti, della prima tranche solo 62mila sono stati effettivamente tutelati, ciò significa che ne restano ancora fuori 3mila.

Ora il nuovo governo si impegna per sciogliere definitivamente il nodo esodati e sono diverse le ipotesi al vaglio. Quella ultimamente più discussa prevede la possibilità di una pensione più flessibile, offrendo l’opportunità di lasciare a 62 anni e con 35 di anni di contribuzione, con penalizzazioni per chi lascia prima e incentivi bonus, invece, per chi sceglie di restare al lavoro anche tra i 65 e i 70.

In entrambi i casi la quota in aggiunta o in deficit nell’assegno dovrebbe corrispondere al 2%, ma le ultimissime notizie accennano a un prelievo una tantum sull’assegno per chi scelga l’uscita anticipata dal lavoro che potrebbe andare dall’8 al 15%. L’obiettivo è risolvere la situazione di tutti coloro che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione entro fine 2013.

Ciò significa che entro fine anno dovrebbero essere erogate 130mila pensioni, come disposto dai 3 decreti esodati emanati dal governo precedente, ma non una di più. Unica possibilità ulteriore di cui si parla sarebbe quello di un allargamento della platea ad altre 20mila persone.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il