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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: la situazione aggiornata di questa settimana

Nuova proposta di legge in aula entro marzo: l’annuncio della presidente della Camera Laura Boldrini. Nuove misure per esodati, precoci e usuranti. Necessario cambiare le cose attuali



La commissione lavoro della Camera ha formulato una ipotesi legge condivisa da tutti i partiti su pensioni ed esodati e la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha annunciato che il testo proposto dalla commissione sarà esaminato dall'aula entro il mese di marzo. Il presidente della commissione lavoro Cesare Damiano ha, infatti, detto: “Rispetto ai primi tre contingenti salvaguardati che ammontano a 130.000 esodati sono state liquidate 33.000 pensioni. C'è una sproporzione. Perciò abbiamo chiesto all'Inps un monitoraggio costante con una relazione trimestrale.

Intanto la commissione ha formulato una proposta che affronta in modo risolutivo il problema eliminando alcuni paletti della riforma e aggiustando alcune date. Viene così consentito a chi ha maturato i requisiti di andare in pensione con le regole precedenti alla legge Fornero”.

E la stessa Boldrini ha ammesso che effettivamente gli esodati “hanno tutte le ragioni di sentirsi traditi,migliaia di famiglie vittime di quella che non esito a definire una pesante ingiustizia sociale, persone sottoposte ad una inaccettabile incertezza, addirittura sul loro numero, visto che dopo due anni non sappiamo ancora con precisione quanti siano le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e anche le risorse economiche a disposizione”.

Quella di marzo dovrebbe, dunque, essere una discussione tutta incentrata sugli esodati, ma probabilmente si cercherà di dare risposte, nel contempo, anche a determinate categorie di lavoratori, come precoci ed usuranti, ugualmente penalizzati, come gli esodai, dall’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche.

E’ necessario, infatti, definire anche per loro misure che consentano un’uscita anticipata dal lavoro, considerando le mansioni troppo pesanti svolte durante la vita lavorative e che impossibilitano il lavoratore a restare attivo fino all’attuale soglie dei 66 anni. Probabilmente verrà ulteriormente riproposto il prestito pensionistico del ministro Giovannini, per permettere a certi lavoratori di uscire prima dal lavoro, con un sistema flessibile, finanziato da stato e imprese stesse.

Intanto, questa sarà la settimana decisiva per i Quota 96, con la Commissione Bilancio chiamata a decidere in merito al nuovo testo della Ghizzoni. In caso di parere positivo, tutti i 4000 Quota 96 potrebbero andare in pensione fruendo dei requisiti pre riforma Fornero già a partire dal settembre di quest’anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il