


La pressione fiscale in Italia è quasi al 50%. Lo rileva l'Ufficio della Cgia
di Mestre che ha spiegato di essere arrivato a questo risultato stornando dal
Pil nazionale la quota relativa al sommerso economico.
Tutto questo partendo dalla considerazione che chi evade, anche se crea Pil, non
paga tasse e contributi. Quindi la pressione fiscale ufficiale che pesa sui
contribuenti italiani è, secondo la CGIA, sottostimata di quasi 10 punti.
"L'altra metà del Pil" sottolinea la Cgia spiegando poi che è "proprio così
perché del Pil italiano, ben il 50 % viene 'eroso' da tasse e contributi. Un
dato, quello rilevato dagli esperti della CGIA di Mestre, che - ribadisce -
supera di quasi 10 punti percentuali quello ufficiale che annualmente viene
presentato dall'Istat. Sia chiaro - aggiunge -, non è che l' Istat sbaglia i
conti.
"Una ulteriore dimostrazione - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - che, chi in Italia è conosciuto dal fisco, subisce un prelievo fiscale ben superiore al dato statistico ufficiale. Per questo è assolutamente improrogabile una seria lotta conto il lavoro nero e l'abusivismo. Aumentando la platea dei contribuenti potremo così ridurre imposte e contributi a chi oggi ne paga più del dovuto".