Hyperloop One, rivoluzionario. Arriva in Europa. Roma-Milano in poco più 20 minuti. E altra innovazione italiana

Il sistema di trasporto sotterraneo attraverso capsule ad altissima velocità rappresenta la rivoluzione della logistica e del trasporto delle merci?

Hyperloop One, rivoluzionario. Arriva in

Hyperloop One e DP World insieme per treni cargo supersonici


Hyerloop One, ma anche Hyperloop TT per rivoluzionare i trasporti non solo dei passaggeri e delle persone, ma anhe delle emrci e delle cose come dovrebbe fare, appunto questo, secondo, di cui si stano già preparano alcune gallerie come per la tratta Dubai-Abu Dhabi in 12 minuti.
 

In fin dei conti se i passeggeri possono viaggiare a velocità elevatissime, perché lo stesso trattamento non può essere riservato anche alle merci? Da questa domanda di fondo è nata Cargospeed, frutto della collaborazione tra Hyperloop One e DP World con l'obiettivo di mettere contemporaneamente a frutto nuove tecnologie e capacità di movimentare le merci su rotaia. I mercati di riferimento sono quelli europei e cinese, da mettere appunto in collegamento veloce. Siamo allora davanti alla rivoluzione della logistica e del trasporto delle merci? Il sistema di trasporto sotterraneo attraverso capsule ad altissima velocità per collegare in tempi velocissimi città distanti è in grado di creare un importante precedente tecnologico?

Chi sono Hyperloop One e DP World

Una precisazione di base è necessaria: Hyperloop One è la società in cui Richard Branson di Virgin è il presidente del Consiglio di amministrazione e non ha nulla a che vedere con la più nota Hyperloop TT. DP World, uno dei principali finanziatori di Virgin Hyperloop One, è invece un'azienda di Dubai specializzata in servizi di logistica e attiva nei terminal e nei porti di Africa, Asia e Medio Oriente. Dal punto di vista strettamente tecnico, le capsule viaggiano attraverso un sistema elettromagnetico, si toccano velocità di quasi 1.100 chilometri orari e in una manciata di minuti riescono a coprire una tratta per cui un treno tradizionale avrebbe bisogno di qualche ora.

Dubai-Abu Dhabi? Bastano 12 minuti

Ecco allora che bastano 12 per raggiungere Abu Dhabi da Dubai. Come spiegato da Simon Press, senior exhibition director di Atm Dubai 2018, costruire una connessione hyperloop tra queste due città è solo l'inizio. In futuro altri Emirati potrebbe essere resi più vicini da questa tecnologia, tanto che si può pensare di andare da Dubai fino a Riyadh in soli 40 minuti. L'idea di avere in futuro i due scali collegati da un sistema basato sulla tecnologia Hyperloop sarebbe di importanza fondamentale per tutto il traffico aereo che passa da Dubai considerando che Emirates opera solo dal Dubai International Airport.

E arriva in Europa, Milano-Roma 25 minuti

HyperloopTT è una capsula che si libra sospesa all'interno di una struttura a bassa pressione. Alla base del funzionamento c'è a la stessa idea degli aerei in alta quota. Le caratteristiche tecniche del progetto sono note da tempo perché a comunicarle è stata la stessa Hyperloop Transportation Technologies. Ecco allora che dal centro di Tolosa sta prendendo forma un mezzo con un diametro interno di 4 metri pensato sia per le capsule passeggeri e sia per i container merci. Prevede un percorso di 320 metri da attivare già entro la fine dell'anno. Ma il prossimo è l'anno del completato un secondo sistema di un chilometro, costruito su piloni a un'altezza di 5,8 metri.

Di certo Hyperloop è più di un treno supersonico e in qualche modo è destinato a fare da apripista per il raggiungimento di nuove frontiere sul terreno dei trasporti. Il sistema dei tubi è costruito su piloni così da ridurre i costi di acquisizione dei terreni e garantire l'isolamento da condizioni climatiche e ambientali. La progettazione dei piloni di HyperloopTT rende la struttura a prova di terremoto e autosufficiente in termini energetici. Di più: Hyperloop produce più elettricità di quanta ne consumi per via della presenza di pannelli solari sulla parte superiore delle strutture e un sistema di recupero energetico.

Il conto alla rovescia per la costruzione del treno supersonico HyperloopTT può ufficialmente iniziare. Perché il primo set di strutture è arrivato in Europa e da questo momento in poi non resta altro che arrivare a conclusione. Punto di riferimento è il centro di ricerca e sviluppo a Tolosa, in Francia, perché è proprio lì che prenderà forma la capsula a lievitazione magnetica dentro una struttura a bassa pressione e capace di raggiungere velocità fino a oltre 1.200 chilometri orari. Siamo insomma davanti a un passaggio decisivo nella costruzione del treno del futuro per passeggeri e merci in grado di viaggia alla velocità del suono. In qualche modo si tratta di vero e proprio spartiacque nella tabella di marcia. Riassumendo, detto in parole povere con quetso treno super veloce, Milano-Roma sarebbe possibile in 25 minuti

Hyperloop e un pezzo d'Italia

C'è un treno supersonico che collegherà Chicago a Cleveland. All'Hyperloop saranno sufficienti 28 minuti per percorrere oltre 500 chilometri viaggiando alla a circa 1.200 chilometri orari. E il merito di questo nuovo traguardo è anche dell'Italia. HyperloopTT, la società con sede a Los Angeles che sta realizzando il supertreno, vede tra i suoi fondatori l'italiano Bibop G. Gresta, cofondatore della start-up controllata da Jumpstarter e partecipata da Digital Magics, il più importante incubatore Made in Italy.

Un motivo in più per seguire da vicino questo progetto. La grandiosità di questo mezzo di trasporto sta nella sua dinamica perché si tratta di una capsula che si muove sospesa nell'aria all'interno di un tubo a bassa pressione. In questo modo, al pari degli aerei in alta quota, incontra meno resistenza. È il primo grande passo di quella che lo stesso Bibop G. Gresta considera una rivoluzione tecnologica che cambierà il modo di concepire i trasporti.

Hyperloop Transportation Technologies ha comunque già firmato gli accordi con la Northeast Ohio Coordination Agency, l'agenzia di trasporti e pianificazione ambientale, e il Dipartimento dei Trasporti dell'Illinois, per avviare lo studio di fattibilità, indispensabile per la creazione del primo collegamento interstatale del treno Hyperloop negli Stati Uniti. HyperloopTT ha prodotto 27 brevetti, stretto 8 accordi governativi in fasi avanzate di negoziazione e oltre 40 partnership per lo sviluppo della tecnologia.

E poi una versione tutta italiana

Tutto vero: il treno a levitazione magnetica passiva esiste. I test sono stati effettuati e i video sono la dimostrazione più chiara del buon esito di questa operazione. Ma la novità è anche un'altra: la firma italiana del prototipo che non richiede impiego di energia elettrica per la generazione del campo necessario a distaccare le carrozze dalle rotaie. La tecnologia in grado di rivoluzionare il trasporto, portando con sé risparmi energetici e riduzione degli impatti ambientali, è stata infatti sviluppata da ricercatori di Pisa e Treviso. Dietro Ironlev c'è infatti la joint venture tra Girotto Brevetti di Treviso, impegnata nel settore ricerca e sviluppo in ambito meccatronico, e Ales Tech, startup di Pisa che ha già lavorato nel progetto Hyperloop di Elon Musk.

Questi sono allora giorni destinati a passare alla storia perché mai come adesso si avvicina ancora un po' alla realtà il treno senza ruote ispirato a Hyperloop, il progetto dell'impreditore Elon Musk. La sua è una visione anticipatrice di ciò che tra qualche decennio apparirà come la normalità. L'obiettivo è realizzare un treno in grado di viaggiare a mille chilometri orari. Se Hyperloop è ancora un'idea per il futuro, si avvicina invece alla realizzazione il treno a levitazione magnetica passiva, che non richiede impiego di energia elettrica per la generazione del campo necessario a distaccare le carrozze dalle rotaie. Ad aver ottenuto la tecnologia necessaria è stata una squadra di inventori italiani nata da una joint venture sull'asse Treviso-Pisa. Una dimostrazione delle possibilità di questa soluzione è stata data a Spresiano, località trevigiana.

La squadra di ricercatori impegnata nel progetto è una sintesi di talenti della Girotto Brevetti, società veneta della meccatronica, e Ales Tech, una startup fondata da ex studenti di ingegneria meccanica della scuola Sant'Anna di Pisa, già in lizza per la creazione delle sospensioni del treno iperveloce Hyperloop. Non si tratta allora degli ultimi arrivati, ma di alcune delle menti più brillanti del panorama italiano che, nella maggior parte dei casi, lavorano fuori dalla luce dei riflettori.

Una delle principali scommesse da vincere è quella degli attriti. Se fosse possibile sostituire le ruote di un treno con pattini che scivolino sui binari senza toccarli, si stima un risparmio di un 30% di energia che va dispersa nel rotolamento. Insieme si otterrebbe una riduzione del rumore e dello stress a carico delle rotaie. E se esistono, come in Giappone, sistemi di trasporto collaudati che si muovono sul cuscinetto magnetico, la novità italiana sta nella caratteristica di funzionare in modo passivo. Per sollevare il treno dalle rotaie non serve energia perché il campo magnetico sufficiente si crea gratuitamente piazzando sistemi simili a grosse calamite che respingendo il ferro dei binari, azzerano il contatto fra vetture e suolo. Per raggiungere le velocità di Hyperloop - fanno notare gli ideatori - occorrono infrastrutture dedicate, cioè condotte tubolari depressurizzate per abbattere la resistenza aerodinamica. Sotto il video e altri qui

Treni merci velocità massima finalmente da subito in Italia

Tanto tuonò che alla fine piovve. Dopo un decennio esatto dall’entrata in servizio dei treni ad alta velocità pensati e costruiti per i passeggeri, è arrivato il momento di sperimentare la stessa soluzione anche per le merci. Dal prossimo ottobre, questa sarà la realtà sulla tratta Caserta (più precisamente Marcianise) Interporto di Bologna dove viaggerà il primo treno merci capace di viaggiare a una velocità media di 180 chilometri all’ora. Una performance che consente al convoglio di percorrere l’intera tratta in appena 3 ore e 20 minuti guadagnandosi anche la palma del treno merci più veloce del mondo.

Questo è quello che hanno annunciato Ivan Soncini e Marco Gosso, rispettivamente Presidente ed amministratore delegato di Mercitalia Logistics e l’ad delle Fs Renato Mazzoncini. Che ha fatto il punto sul primo anno di vita di Mercitalia, con ricavi in crescita a 1,04 miliardi con un surplus di quaranta milioni rispetto all’anno precedente, ma alle prese con un passivo di trentuno milioni di euro per quanto riguarda il settore operativo.

Nuovi treni merci veloci

I nuovi treni merci veloci dunque stabiliranno un record mondiale costituendo dunque un vero e proprio orgoglio per l’Italia che si appresterà ad affrontare con le carte in regola il nuovo trasporto merci che sarà orientato per lo più sui binari. Il nuovo modello protagonista di questa svolta sarà l’Etr 500 merci con dodici carrozze modificate per l’occasione e in grado di trasportare lo stesso numero di roll-container da 1 metro cubo di volume e duecento venti chilogrammi di peso massimo che possono trasportare diciotto Tir o due Boeing 747 Cargo.

Il nuovo servizio sfrutterà la rete Alta velocità/Alta capacità già esistente per il traporto passeggeri anche per il trasporto merci. Un servizio che garantirà una maggiore velocità nel trasporto delle merci affiancata a una maggiore efficienza. Mercitalia Logistics è, almeno per il momento, l’unica impresa ferroviaria a poter garantire un business del genere. Che dalla tratta Caserta-Bologna potrebbe presto estendersi anche agli altri terminal dell’Alta Velocità: Torino, Novara, Milano, Brescia, Verona, Padova, Roma e Bari.

Ritornando ad Elon Musk, il cyber drago

Chi credeva di averle sentite tutte in relazione a Elon Musk e alla sua capacità di inventare un futuro diverso in cui è protagonista, si deve ancora una volta ricredere. Il nuovo tweet lanciato dall'amministratore delegato dei pionieristici progetti di Tesla e SpaceX aprono nuovi orizzonti: "Oh btw I'm building a cyborg dragon".

Proprio così, la sua nuova idea è di costruire un cyber drago. Cosa intende fare non è affatto chiaro, ma che Elon Musk abbia un passione per il fuoco è noto da tempo. Basti ricordare il progetto del lanciafiamme. Ma prima di arrivare a facili e immediate conclusioni, è bene far presente come c'è chi non esclude che il tweet di Musk non è altro che uno scherzetto, ben sapendo che ogni suo messaggio è sempre oggetto di discussioni e di fantasie.

E se invece ci fosse qualche collegamento tra il cyber drago e il lanciafiamme? Oppure con lo sviluppo della capsula Dragon, la prima navicella spaziale commerciale in grado di trasportare materiali alla Stazione internazionale?E quando l'imprenditore sudafricano parla di "mercato poco considerato", a cosa si riferisce? Sono tutte domande senza risposte, ma senza dubbio le più interessanti sono quelle legati a un presunto, molto presunto, legame con la saga Game of Thrones e la dinastia dei Targaryen con i suoi draghi sputafiamme.

Dall'altra parte....

Il lanciafiamme della Boring Company una delle aziende di Elon Musk, famoso per la sua auto elettrica Tesla, ma ormai non solo ha fatto il giro del web, grazie solo ad alcuni tweet e alla fine è comparso davvero e si può preordinare a 500 dollari. Quando arriverà è un mistero, ma presto ha scritto Elon Musk che ha spiegato che si può anche personalizzare con uan propria scritta a 30 dollari

Tra l'altro Elon Musk ha spiegato di stare tranquilli che non servirà per difendersi dagli zombi che, secondo alcuni fanatici delle teorie del complotto, starebbe costruendo in una fabbrica segreta di soldati-zombie automatizzati e super innovativi per un apocalisse in arrivo. Nulla di tutto questo, il lanciafiamme è un oggetto, illustra sempre Musk, che si riverlerà assai utile per vivacizzare qualsiasi party e soprattutto sarà sicuro. E' il lanciafiamme più sicuro del mondo ha rassicurato..

Il tiranno.....

A sostenere la possibile quanto molto probabile trasformazione dell’intelligenza artificiale è stato Elon Musk, patron di Tesla, secondo cui l’intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata per creare un dittatore immortale dal quale l’uomo non potrebbe più scappare, diventando pertanto pericolosa per tutta l’umanità. Secondo Musk, questa negativa trasformazione sarebbe il risultato del cattivo uso dell’intelligenza artificiale da parte di persone sbagliate e se davvero riuscisse a dar vita ad un dittatore malvagio, considerando che sarebbe un prodotto tecnologico, vivrebbe per sempre, diventando immortale e con il rischio che arrivi a schiacciare completamente l’uomo nel caso in cui quest’ultimo si opponesse a qualsivoglia obiettivo prefissato dalla stessa intelligenza artificiale.

La teoria di Musk sulla possibile creazione di un dittatore da parte dell’intelligenza artificiale è stata riportata in un documentario dal titolo 'Do You Trust This Computer?'. Con questa sua teoria non è la prima volta che Musk ipotizza rischi derivanti dall’intelligenza artificiale: lo scorso luglio, infatti, aveva già spiegato che gli uomini dovrebbero essere preoccupati perché le macchine evolute potrebbero mettere a rischio l’esistenza del genere umano e prima che ciò accada, a suo parere, sarebbe necessario far qualcosa, affermazioni che all’epoca erano state fortemente contestate da Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook, che le aveva definite ‘irresponsabili’.

Ma sono diversi i motivi che hanno portato il patron di Tesla a definire i connotati negativi della tecnologia più innovative di sempre, dalla possibile capacità di dar vita ad una forma di intelligenza autonoma superiore a quella dell’uomo, alla possibilità che la stessa intelligenza sia in grado di prefissarsi obiettivi che non potrebbero essere ostacolati o modificati dall’uomo, ai rischi che la superintelligenza inquestione potrebbe provocare per l’intera umanità se impiegata negativamente non avendo coscienza, valori e principi.

Per Musk la soluzione per evitare che questo funesto scenario si concretizzi è impiegare l’intelligenza artificiale in maniera più ‘democratizzata’, perché, come ribadito più volte da Musk, se una società riuscisse a sviluppare una super-intelligenza digitale divina, potrebbe certo conquistare il mondo, ma molto dipende dal modo in cui questo mondo verrebbe conquistato. Potrebbe, infatti, essere nel bene, se ben impiegata la stessa intelligenza per sistemi e mezzi di aiuto, supporto e sviluppo per diversi campi utili alla buona crescita dell’umanità, ma anche nel male se lo scenario prospettato fosse davvero quello dipinto da Musk.

L’intelligenza artificiale, come per definizione inquadrata, è l’insieme di abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere attività tipici della mente umana. Con riferimento particolare al settore informatico, l’intelligenza artificiale è la disciplina che si occupa di realizzare macchine, hardware e software, capaci risolvere problemi, compiere azioni, insomma di lavorare autonomamente. Ma l’intelligenza artificiale viene particolarmente usata anche in altri ambiti, come quello meccanico e quello medico, solo per citare alcuni esempi.

Sono fondamentalmente quattro le funzioni svolte dall0intelligenza artificiale, comprensione per riconoscere testi, immagini, tabelle, video, voce ed estrapolarne informazioni; ragionamento, che permette di collegare le molteplici informazioni raccolte; apprendimento; e interazione, in relazione proprio alla ‘collaborazione’ con l’uomo. Ed è proprio in questo senso che sta evolvendo l’intelligenza artificiale, grazie alle tecnologie che permettono all’uomo di interagire con le macchine (e viceversa) sfruttando il linguaggio naturale. Ed è proprio questa evoluzione (se in negativo) che Musk teme.

errebbe da dire che non trascorre una settimana senza notizie dal mondo che ruota attorno a Elon Musk. L'imprenditore sudafricano di nascita e statunitense di adozione è di fatto un fiume in piena sotto il profilo dell'inventiva e della caccia a nuove opportunità. In buona sostanza mantiene vivo lo spirito imprenditoriale. E anche se le tempistiche indicate non sono sempre così puntuali, resta il dato di fatto che riesce a mantenere le promesse, come quella della realizzazione della batteria più grande del mondo. Sono stati sufficienti 100 giorni per realizzare quella agli ioni di litio da 129 megawattora. Le funzioni sono naturalmente ben differenti da quelli dell'alimentazione di un mezzo elettrico perché in questo caso c'è di mezzo il tentativo di risolvere, seppure parzialmente, i problemi di energia che caratterizzano il sud dell'Australia. I blackout degli ultimi tempi sono sempre più frequenti.

Ci è riuscito

Come accennato, la puntualità non è mai stato il punto di forza di Musk. E, anzi, è proprio su questo versante che subisce gli attacchi più pesanti da parte dei suoi detrattori. Questa volta è stato diverso e forse c'è una ragione ben precisa. Gli accordi prevedevano che nel caso di sforamento dei tempi concordati nella realizzazione della maxi batteria agli ioni di litio, avrebbe svolto il lavoro gratuitamente. L'obiettivo è stato centrato fin al punto che il capo dell'esecutivo australiano, Jay Weatherill, è arrivato ad affermare con un punta di trionfalismo che il suo Paese sarà leader delle energie rinnovabili. Non resta che attendere per scoprire se si tratta di un proclama azzardato o meno, tuttavia la prima mossa è stata fatta. Il sistema di accumulo energetico è stato piazzato proprio accanto a un impianto eolico, a pochi chilometri dalla città di Adelaide, pronto per essere messo in funzione.

Le vetture

E le auto elettriche di lusso di Musk continuano a solleticare la fantasia degli utenti di tutto il mondo e non sono né il prezzo e né i cronici problemi nella consegna dei veicoli prenotati a suon di lauti anticipi, a frenare la corsa all'acquisto. Ci sono evidentemente validi motivi e alcuni di questi vengono forniti dallo stesso Musk con il taglio del traguardo di nuovi record. Come quello appena raggiunto dalla Tesla Model 3. Per andare da New York a Los Angeles sono stati sufficienti 50 ore, 16 minuti e 32 secondi. Tanto per essere chiari, la distanza tra le due città a stelle e strisce è di 4.600 chilometri. Il record ha permesso alla Model 3 di agganciare sulla giacchetta la coccarda di viaggio più veloce negli Stati Uniti con un veicolo elettrico

Non si tratta della prima volta che un veicolo Tesla balza agli onori delle cronache automobilistiche per il livello elevatissimo delle prestazioni. Basti pensare che lo stesso Alex Roy ovvero il redattore della rivista The Drive protagonista del viaggio, aveva percorso un anno fa lo stesso tragitto - da Redondo Beach fino all'Empire State Building - con un tempo maggiore. E a dirla tutta, ha anche fatto meglio di Jordan Hart e Bradly D'Souza che, a bordo di un modello S 85D, hanno avuto circa un'ora di tempo supplementare per tagliare il traguardo. Dalle parole si è dunque passati ai fatti con risultati sorprendenti che non possono che solleticare gli appetiti di chi ha tempo puntato all'acquisto di un'auto elettrica a firma Tesla. A tal proposito, il costo complessivo della ricarica per il viaggio dei record da New York a Los Angeles è stato pari a 100,95 dollari.

E c'è anche un altro punto a favore della Model 3 di Tesla. Il test è stato compiuto in pieno inverno: di conseguenza il lungo tragitto ha messo alla prova l'affidabilità, l'autonomia e la capacità dell'auto elettrica di affrontare viaggi a basse temperature.

Con la Model 3 Tesla entra ufficialmente nel segmento delle vetture medie. Le consegne sono in corso e i primi a ricevere la nuovo auto elettrica sono stati i dipendenti della società statunitense (quasi a mo' di precauzione) e i giornalisti di settore che hanno eseguito le prime prove. Ebbene, i giudizi sono positivi e viene raccontano della presenza del futuro a bordo dell'auto elettrica. Secondo Jameson Dow di Electrek, la Model 3 buona, divertente da guidare e, dettaglio non di poco conto, il livello di finitura è stato portato più in su. L'accelerazione è simile a quella di una Tesla 70D anche se non paragonabile a quella della Roadster. Un primo difetto balzato subito all'occhio è stata la scarsa visibilità posteriore, comunque compensata dall'attivazione della retrocamera. Pollice in su per la silenziosità della vettura, anche alle alte velocità. Giudizi positivi, anche se non eccellenti, per Tom Moloughney di InsideEV.