Rimini, arabo compra due Rolls Royce, ma cade in una perfetta truffa. E altre di truffe riuscite

Compra due Rolls Royce, una gli rriva, l'altra molto più costosa sparisce come il venditore. E tante altre storie di truffe curiose

Rimini, arabo compra due Rolls Royce, ma

Rimini, arabo compra la Rolls Royce e resta a piedi


Le truffe sono sempre più numerose come dimostra anche l'ultima raccontata di una rabo che compra due Rolls Royce. Sembra inventata, ma ssolutamente non lo è. Ed è riuscita per centinaia di migliaia di euro, come diverse altre

Le truffe sono ormai all'ordine del giorno di tutti i tipi, tanto è vero che le statistiche ci dicono che ci sono più frodi e truffe che rapine o tantativi più forti e aggressivi per rubare soldi. E ci sono tante storie curiose che andiamo a raccontare, come questa di una Roll Royce venduta ad un ricco arabo, ma che non si è mai visto 

La Storia

Tutto avviene a Rimini e San Marino dove un ricco finanziare arabo si accorda con un imprenditore campano per l'acquisto di due Rolls Royce per allargare il suo già grande parco macchine.

Come nelle migliore delle truffe, la prima auto arriva perfettamente dopo che l'arabo aveva versato dia cconto 200mila euro. A questo punto iniziando a fidarsi dell'imprenditore italiano paga 650mila per una Rolls Royce Phantom con tutti gli accessori. Ma di questa auto e dell'italiano neanche l'ombra.

A questo punto l'acquirente inizia a preoccuparsi e affida le indagini ad un legale che sopre che l'italiano era residente a Rimini, ma aveva una società a San Marino per la quale, per avere una grande somma in prestito, erano state utilizzate le due auto. E poi non c'era il bilancio della società ( da 24 mesi) e come attività vendeva auto online, cosa che è vietato a San Marino.

Al momento, con la speranza ancora di risucire a riavere la sua auto, l'arabao sembra deciso di inviare una lettera di diffida tramite il suo avvocato, per poi, eventualmnte passare alla denuncia e alle vie legali che al momento paiono molto probabili

Ha fatto la spesa per quasi 10 anni con il conto corrente di un'altra

Una triste storia che riguarda i conti correnti è stata quella vissuta da una donna residente nel Reggiano. La protagonista di questa vicenda che pur presentando dei contorni assurdi ma tremendamente reali, ha beneficiato di una discreta cifra che non rientravano affatto nei suoi piani. Grazie, oppure a causa (dipende dai punti di vista) ad un errore bancario la donna ha infatti riscosso quarantatremila euro. Finiti per qualche ragione ancora poco comprensibile sul conto corrente della donna settantenne è stata accreditata questa cifra direttamente dai nove anni di spesa accumulata da un’altra ignara ed incolpevole signora.

Che praticamente non ha speso soldi e anzi è stata sostenuta dalla settantenne che non aveva mai prima d’ora, forse per una questione di distrazione, fatto caso all’estratto conto che parlava chiaro. L’errore bancario, commesso dall’istituto di credito Bpm, è stato risolto attraverso la restituzione del denaro da parte dell’anziana donna alla legittima proprietaria, dopo aver chiarito il misterioso equivoco. Il contenzioso legale non ha preso mai il via perché il giudice, in mancanza di un funzionario della banca a processo, delegato esclusivamente all’avvocato ha dichiarato impossibile un qualsiasi avvio della vicenda giudiziaria.

Confconsumatori, invece, ha deciso di sostenere la tesi della donna più giovane che aveva acquistato una tessera Conad nove anni prima, con addebito bancario sul proprio conto corrente, attraverso l’operato dei legali Sergio Di Chiara e Lorenzo Zappaterra. Ma il massimale della carta era stato fissato a duecento euro mensili, pertanto la cifra finale di quarantatremila euro non è corretta. Secondo i legali i primi tre anni sarebbero comunque già caduti in prescrizione. E poi il dubbio che permane è come mai l’anziana donna non abbia notato prima d’ora i numerosi prelievi dal suo conto corrente.

Ancora una vittima della truffa dell'Iban, questa volta è accaduto nella zona di Viterbo ad Andrea, un concessionario di auto. Ma la sua è una, purtroppo, delle tante staoria di truffa che continua ad aumentare come riportano i dati più recente su questo tipologie di frodi.

Iban e conti correnti

Andrea gestisce una concessionaria di auto e un pomeriggio, una sua cliente con cui stava trattando un auto, gli scrive una mail per confermare il pagamento di un veicolo. E così procede al bonifico. Ma il giorno successivo la signora lo chiama dicendo di non aver ricevuto i soldi e così il malcapitato scopre che l'Iban non era quello di un negozio di auto di Milano, ma di un privato. Nella distinta aveva inserito anche il nome, ma quello che conta è l'Iban

Andrea era diventato, purtroppo, uno delle vittime della truffa dell'Iban, con un virus o per meglio dire un trojan che entra nella posta elettronica e cambia tutti gli iban registrati, ad esempi quelli dei clienti o dei fornitori.

A questo punto, Andrea fa la denuncia alla Polista Postale e, fortunatamente, dopoi circa 30 giorni, la Polizia Postale riesce a riostruire la vicenda e recuperare i soldi, ma come spiega sempre lo stesso Andrea, gli stessi poliziotti gli hanno spiegato che è stato molto fortunato, perchè di solito i soldi vengono ritirati da un prestanome su cui vengono messi sul proprio conto che, poi, li spedisce all'estero. E anche se viene trovato, si dichiara ed è, poi, concretamente nullatenente.

A quanto sembra, le credenziali per entrare nel suo computer e poi nella sua posta elettronica, tra l'altro, non sono state "prese" attraverso un virus inviato via email, ma dopo essersi riusciti a intriffalarsi nella rete Wifi del suo negozio di autovetture e da l'aver inserito sul pc un trojan sul pc per entrare nel programma email e cambiare gli Iban

E sms

E' differente dalle altre perchè non avviene via email o attraverso Facebook o altri strumenti social, ma via Sms con un messaggino che annuncia il rimborso di una fantomatica iva del 22% deciso da Equitalia.
L'unica azione che viene chiesta all'utente è di linkare sul sito della banca di Cariparma che in realtà sembra identico a quello originale, ma già dall'url è chiaramente diverso ovvero www.cari-parma.it.

A quel punto se l'utente inserisce i suoi dati, i truffatori hanno in mano username e password del contocorrente e ne possono rubare i soldi liberamente.

Al momento la denuncia di questa nuova truffa via sms è stata fatta dallo Sportello dei diritti,
associazione dei consumatori, a cui è seguita la conferma e l'allarme della Polizia Postale e sembra essere legata solo a Banca di Parma.
Ma è fortamente probabili che analoghi sms siano inviati con nomi di altre banche o che lo potrebbero essere in futuro.
Massima attenzione, dunque, e occorre appena si riceve un sms del genere non fare nulla, non seguire il link e denunciarlo online alla Polista Postale.

Solo triffe o quasi

C'è un problema di base che riguarda le frodi creditizie. Qualunque siano le regioni e le città più colpite si tratta di un problema che viene troppo spesso sottovalutato. Eppure, dinanzi agli 11.000 casi rilevati dell'Osservatorio Crif occorrerebbe avviare una riflessione più completa. Anche perché l'importo medio rilevato nei primi 6 mesi di quest'anno è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. E poi, per quanto riguarda la tipologia di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua a essere preso maggiormente di mira con il 56,5% dei casi che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. C'è da essere preoccupati? Sì perché il trend è in ascesa. Nello stesso periodo dei due anni precedenti la media è stata di circa 8.000 unità.

Insomma, la tendenza delle frodi creditizie è in costante aumento, a differenza di quanto accade con le tradizionali rapine. Queste appartengono al passato se nel corso del 2016 ne sono state commesse 360 che hanno fruttato un guadagno di 29.500 euro. La continuità è rappresentata dalla regioni in cui si registra il maggior numero di frodi creditizie. Al pari dello scorso anno, anche in questo periodo l'ordine della classifica non cambia:

  1. la Sicilia con il 18,4%
  2. la Campania con il 16,4%
  3. la Puglia con il 11,5%
  4. la Lombardia con il 10%

La 25esima edizione dell'Osservatorio svela anche che sono colpiti soprattutto i più giovani. I maggiori incrementi hanno riguardato la fascia compresa tra i 18 e i 30 anni e quella tra 31 e 40 anni mentre è diminuita l'incidenza tra i 51 e 60 anni e tra gli over 60. Si acccennava al prestito finalizzato come principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. A seguire ci sono quelle perpetrate su carte di credito, quindi il prestito personale. A rivelarsi interessante è anche la graduatoria delle principali categorie di beni e servizi acquistati attraverso un finanziamento ottenuto fraudolentemente:

  1. elettrodomestici 38,0%
  2. elettronica-informatica-telefonia 3,6%
  3. consumi/abbigliamento/lusso 3,6%
  4. arredamento 5,0%
  5. auto-moto 9,1%
  6. spese per immobili/ristrutturazione 8,4%
  7. travel/entertainment 3,4%
  8. finanziarie/assicurazioni 0,5%
  9. trattamento estetico/medico 4,2%
  10. spese professionali 0,6%
  11. altro 23,7%

L'importo medio è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. Capitolo tempi di scoperta delle frodi, secondo i dati relativi al primo semestre dell'anno, da un lato quasi il 60% viene alla luce entro 6 mesi, dall'altro continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti small tickets mentre quelli di frode con importi superiori ai 10.000 euro hanno bisogno di tempi più lunghi per essere individuati. Per uno su cinque si superano i 5 anni.

A detta di Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine. Se le rapine in banca sono in diminuzione, si registra l'ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online.