Carburanti, costi ancora in aumento. Salvini ripromette diminuzione accise

A spingere i prezzi all'insù ci sarebbe stato il rialzo del costo industriale delle materie prima e delle loro quotazioni internazionali.

Carburanti, costi ancora in aumento. Sal

Taglio delle accise: ci siamo?


Crescono ancora i carburanti e ci potrebbe essere una vera e propria impennata in arrivo. Ma lo stesso Mateo Salvini, riconferma e promette ancora una volta il taglio delle accise.
 

Dalle parole sembra adesso deciso a passare ai fatti: le accise sui carburanti vanno tagliate. Matteo Salvini - vicepremier, ministro dell'Interno e leader della Lega - promette tempi brevi e in occasione di un incontro organizzato la scorsa settimana a Milano, ha assicurato la sforbiciata già entro il 2018. Le ragioni alla base di questa decisione sono le stesse che ha ripetuto più volte nelle settimane che hanno preceduto il voto: le imposte sui carburanti applicate in Italia sono tra le più alte d'Europa e alcuni balzelli non hanno più ragione di esistere, anche perché si riversano sulle tasche degli automobilisti e del loro bisogno di benzina e diesel.

Taglio delle accise: ci siamo?

Solo il Belgio per il diesel e l'Olanda per la benzina presentano prezzi più alti per il rifornimento di carburante. Da qui l'impegno ribadito di Salvini di tagliare le accise. A oggi la tassa applicata è pari a 0,728 euro al litro per la benzina, 61 centesimi al litro per il gasolio e 26 centesimi al litro per il Gpl. Il tutto mentre il 28 agosto è scattato un primo aumento di 1 centesimo al litro per benzina e gasolio e il 4 settembre un secondo di un ulteriore centesimo al litro. Di conseguenza un litro di benzina può adesso costare anche 1,90 euro e uno di diesel 1,80 euro al litro. A chiudere il cerchio c'è il Gpl, salito di 3 centesimi al litro in una settimana.

Inevitabile, verrebbe da dire, l'intervento del Codacons, secondo cui l'incremento dei prezzi dei carburanti sta avendo da settimane ripercussioni dirette per le tasche dei consumatori, con rincari a cascata in tutto il comparto dei trasporti e in quello alimentare. Per il presidente dell'associazione a tutela dei diritti dei consumatori, l'aumento ha avuto pesanti conseguenze anche sul settore turistico, perché ha provocato prezzi più alti non solo per gli spostamenti ma per una moltitudine di beni e servizi. Non a caso - fa notare - le vacanze degli italiani sono costate quest’anno circa il 7% in più rispetto al 2017. A spingere i prezzi all'insù ci sarebbe stato il rialzo del costo industriale delle materie prima e delle loro quotazioni internazionali.

Ultime Notizie