Quanti italiani versano davvero con regolarità il mantenimento a moglie e figli? Tra obblighi, importi, rivalutazione e mancati pagamenti, i dati disponibili aiutano a delineare il fenomeno
Ogni anno in Italia decine di migliaia di famiglie si sciolgono, e con la separazione arriva quasi sempre un obbligo economico: l'assegno di mantenimento per i figli, e in molti casi anche per l'ex coniuge. Ma quanti sono, in concreto, gli italiani che rispettano questo impegno con regolarità? La risposta, purtroppo, non è rassicurante.
Secondo il report Istat "Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024" (pubblicato il 19 gennaio 2026), in Italia si sono registrate 75.014 separazioni (-9% sul 2023) e 77.364 divorzi (-3,1%). Può sembrare strano che i divorzi superino le separazioni nello stesso anno, ma non è un'anomalia: dal 2015 esiste il cosiddetto "divorzio breve", quindi i divorzi conteggiati in un anno derivano spesso da separazioni avviate anni prima, non dalla stessa "coorte" di coppie. Numeri comunque in leggero calo rispetto all'anno precedente, ma che raccontano di una realtà stabile: centinaia di migliaia di famiglie italiane convivono, ogni giorno, con un assegno di mantenimento da pagare o da ricevere.
Dietro ognuna di queste pratiche c'è quasi sempre un genitore, più spesso il padre non convivente, tenuto a versare mensilmente una somma per il mantenimento dei figli e, quando previsto dal giudice, anche dell'ex coniuge economicamente più debole.
Qui arriva il dato che sorprende di più, ma va preso con la dovuta cautela: non esiste una statistica ufficiale Istat o ministeriale che misuri con precisione quanti genitori italiani non pagano l'assegno di mantenimento. La stima più diffusa nel giornalismo di settore, ripresa anche da tribunali e associazioni che si occupano di diritto di famiglia, indica che tra il 30% e il 50% dei genitori separati non paga con regolarità quanto stabilito per il mantenimento dei figli. È una forbice ampia, segno che si tratta di una stima indicativa e non di un dato consolidato: se confermata anche solo nella parte bassa, significherebbe comunque che quasi un genitore su tre non rispetta pienamente gli obblighi economici fissati dal giudice o dall'accordo di separazione.
Chi sono, secondo le stesse fonti non ufficiali, gli inadempienti?
Le motivazioni dietro la mancata corresponsione dell'assegno sono diverse e non sempre riconducibili alla semplice cattiva volontà:
Non esiste in Italia una tabella ufficiale unica per calcolare l'importo dell'assegno di mantenimento: i giudici si basano su alcuni criteri stabiliti dalla giurisprudenza, tra cui il reddito di entrambi i genitori, i tempi di permanenza dei figli con ciascuno di loro, le esigenze dei figli stessi e il tenore di vita goduto durante il matrimonio.
Proviamo a simulare un caso concreto, tipico di molte separazioni italiane.
Il caso: un padre non convivente con reddito netto mensile di 1.800 euro, un figlio minorenne collocato prevalentemente con la madre, che lavora part-time e guadagna 1.000 euro al mese.
Ecco come si potrebbe orientativamente comporre la simulazione di calcolo:
È bene sottolineare che si tratta di una simulazione semplificata a scopo puramente illustrativo: ogni tribunale valuta caso per caso, e importi analoghi possono variare sensibilmente in base alla situazione specifica delle parti. Al di là dei singoli calcoli, esistono alcune fasce di importo ricorrenti nella prassi dei tribunali italiani:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...