Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Assegno sociale 2026: nuovi importi, regole e limiti e condizioni per non perderlo

di Marianna Quatraro pubblicato il
Assegno sociale 2026 nuovi importi condi

Nel 2026 l'Assegno sociale cambia: nuovi importi aggiornati, requisiti specifici, limiti reddituali rivisti e regole aggiornate per cittadini e residenti. Tutto su calcolo, domanda, perdita e mantenimento dell'assegno.

L'assegno sociale rappresenta uno degli strumenti principali messi a disposizione dallo Stato per offrire supporto economico a chi ha raggiunto l’età pensionabile ma si trova in condizione di vulnerabilità economica. Aggiornato ogni anno in base all’andamento dei prezzi, questo beneficio si rivolge soprattutto a chi non possiede o dispone solo di minimi redditi, garantendo il minimo vitale necessario per una vita dignitosa.

Il meccanismo di rivalutazione adegua gli importi e aggiorna le soglie di accesso per riflettere l’inflazione. Nel 2026, l’adeguamento conferma un incremento rispetto all’anno precedente, riflettendo la costante attenzione delle istituzioni nel tutelare le fasce più deboli della popolazione anziana e rispettando nuove regole e condizioni d’accesso.

Cos’è l’Assegno sociale e a chi spetta nel 2026

L’assegno sociale, erogato dall’INPS, è una prestazione assistenziale pensata per persone che hanno raggiunto l’età di 67 anni e sono in difficoltà economica. A differenza delle pensioni di vecchiaia, non è necessario aver versato contributi: ciò lo rende una misura di contrasto alla povertà piuttosto che una pensione in senso tradizionale. Si rivolge a coloro che non hanno raggiunto i requisiti minimi contributivi o che percepiscono pensioni molto basse, spesso inferiori a quanto garantito dalla prestazione stessa.
Per il 2026, in linea con la legislazione vigente e le circolari INPS, il diritto all’assegno sociale è strettamente legato a precisi limiti reddituali e al soddisfacimento di criteri anagrafici e di residenza.

La misura viene corrisposta su base mensile per 13 mensilità ed esclude qualsiasi automaticità: la concessione dipende dall’accertamento di situazioni di disagio economico effettivo. Il beneficio non è reversibile: in caso di decesso del titolare, infatti, il diritto si estingue senza trasferimento agli eredi. Gli importi riconosciuti non concorrono a formare il reddito imponibile e sono impignorabili, garantendo così protezione reale. Questa soluzione si conferma, specialmente per il 2026, come punto di riferimento imprescindibile per chi si trova senza altri sostegni previdenziali.

Requisiti anagrafici, di cittadinanza e residenza

Per poter presentare richiesta sono essenziali i seguenti requisiti alla data di decorrenza del trattamento:

  • Età minima di 67 anni;
  • Cittadinanza italiana, oppure cittadinanza di uno Stato dell’UE iscritta all’anagrafe del Comune; sono equiparati anche cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, apolidi, rifugiati politici e titolari di protezione sussidiaria;
  • Residenza effettiva e stabile in Italia. Occorre anche una dimora abituale e, per gli stranieri extracomunitari, una permanenza continuativa in Italia da almeno 10 anni;
  • Perdita della residenza o trasferimento definitivo all’estero comportano la sospensione o la decadenza del beneficio.
L’ente previdenziale verifica la residenza e la presenza continuativa, richiedendo documentazione idonea, e monitora nel tempo il rispetto di queste condizioni.

Tipologia di reddito considerato e soglie limite

Ai fini dell’accesso, viene preso in considerazione il complesso dei redditi riferibili al richiedente. Sono valutati diversi tipi di reddito, tra cui:

  • Redditi soggetti a IRPEF al netto della fiscalità e dei contributi;
  • Redditi esenti da imposta;
  • Redditi da rendita e da fabbricati;
  • Pensioni di guerra, rendite INAIL, assegni alimentari;
  • Interessi e proventi di titoli, obbligazioni, premi, vincite;
  • Pensioni estere ed altri trattamenti assistenziali o previdenziali.
Non sono invece inclusi nel computo: il valore della casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto, le indennità di accompagnamento e comunicazione, determinate somme tassate separatamente o vitalizi particolari per ex combattenti.
I limiti reddituali, determinati annualmente in base al valore dell’assegno, prevedono che:
  • per i non coniugati il reddito personale non superi l’importo annuo dell’assegno sociale;
  • per i coniugati la somma dei redditi dei coniugi non ecceda il doppio di tale importo.
Superare anche solo uno di tali limiti comporta la revoca totale del beneficio per il periodo di riferimento.

Nuovi importi e limiti reddituali dell’Assegno sociale 2026

Nell’anno in corso, l’importo della prestazione è stato aggiornato mediante la perequazione automatica, per effetto del tasso provvisorio dell’1,4%. Di seguito i principali riferimenti quantitativi validi dal 1° gennaio:

Titolarità Importo mensile Limite reddituale annuo
Non coniugato 546,24 € 7.101,12 €
Coniugato (coppia) 546,24 € 14.202,24 €

I nuovi valori riflettono sia le esigenze di mantenimento del potere d’acquisto, sia la volontà di ampliare la platea dei destinatari attraverso una revisione verso l’alto delle soglie di accesso. L’importo viene erogato per 13 mensilità e spetta in forma integrale o ridotta in base alla situazione reddituale del richiedente (o del nucleo familiare).

Maggiorazione sociale e rivalutazioni per l’anno 2026

Nel 2026, oltre all’importo base rivalutato, i beneficiari in condizioni particolari possono ottenere una maggiorazione sociale denominata “incremento al milione”, innalzata quest’anno di 20 euro mensili come disposto dalla Manovra Finanziaria. Questa integrazione si somma al trattamento ordinario, portando il valore massimo potenzialmente percepibile da chi soddisfa i requisiti a circa 768,29 euro mensili dai 70 anni d’età. Gli adeguamenti sono disposti in base alle disposizioni normative annuali e contribuiscono all’ampliamento della protezione sociale degli anziani con redditi bassi.

Come si calcola l’importo spettante e casi di misura ridotta

L’entità della prestazione è strettamente vincolata al livello di reddito del richiedente:

  • Importo pieno: per chi non possiede redditi, ovvero per i non coniugati con reddito personale pari a zero o coniugati il cui reddito complessivo familiare è inferiore al valore annuo dell’assegno.
  • Importo ridotto: per titolari di redditi inferiori alla soglia ma diversi da zero; in questo caso viene corrisposta la differenza tra il limite annuo e quanto già percepito come reddito (o fra la somma dei redditi coniugali e il doppio della soglia minima).
Come modalità di calcolo:
  • Per i non coniugati: si sottrae il reddito personale al limite massimo ammissibile;
  • Per i coniugati: si opera la differenza tra il doppio della soglia annua e il reddito familiare complessivo.
In entrambi i casi, il valore risultante viene suddiviso su base mensile per assicurare la liquidazione corretta. Si sottolinea che la penalizzazione è graduale: la perdita completa della prestazione avviene solo superata la soglia massima di reddito ammesso. In caso di cambiamenti significativi nel reddito, il beneficiario è tenuto a comunicarli tempestivamente all’INPS.

Regole per non perdere il diritto all’Assegno sociale

Il rispetto rigoroso delle condizioni che danno accesso al beneficio è indispensabile per il mantenimento dello stesso. La perdita dei requisiti anagrafici, di residenza o superamento delle soglie reddituali accertate nella verifica annuale, infatti, comporta la sospensione o la decadenza immediata della misura. Ogni anno occorre presentare apposito modello (Red) all’INPS per la conferma della situazione reddituale.

Se la dichiarazione dovesse risultare mancante o scorretta, la prestazione può essere sospesa (entro 60 giorni di ritardo) o revocata, costringendo il soggetto a richiedere nuovamente l’accesso. Anche trasferimenti all’estero o soggiorni prolungati in Paesi stranieri comportano la sospensione automatica. Nelle more, la presentazione tempestiva di dati aggiornati e veritieri garantisce la continuità dell’erogazione.

Modalità di presentazione della domanda e gestione dell’assegno sociale

Per ottenere l’assegno sociale, la domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito dell’INPS, l’assistenza di patronati oppure tramite il contact center dell’istituto. Sono richiesti:

  • Autocertificazione dei dati anagrafici e reddituali;
  • Eventuale dichiarazione riguardo ricoveri in istituti;
  • Documentazione supplementare solo se richiesta in fase di controllo.
L’accesso e la gestione si basano su credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e il procedimento prevede verifiche incrociate sui dati comunicati. Ogni cambiamento reddituale, familiare o anagrafico va prontamente comunicato. In caso di mancato rispetto delle condizioni, si rischia la sospensione o la revoca del trattamento, oltre a eventuali sanzioni per dichiarazioni non veritiere.