Nel 2026 l'Assegno sociale cambia: nuovi importi aggiornati, requisiti specifici, limiti reddituali rivisti e regole aggiornate per cittadini e residenti. Tutto su calcolo, domanda, perdita e mantenimento dell'assegno.
L'assegno sociale rappresenta uno degli strumenti principali messi a disposizione dallo Stato per offrire supporto economico a chi ha raggiunto l’età pensionabile ma si trova in condizione di vulnerabilità economica. Aggiornato ogni anno in base all’andamento dei prezzi, questo beneficio si rivolge soprattutto a chi non possiede o dispone solo di minimi redditi, garantendo il minimo vitale necessario per una vita dignitosa.
Il meccanismo di rivalutazione adegua gli importi e aggiorna le soglie di accesso per riflettere l’inflazione. Nel 2026, l’adeguamento conferma un incremento rispetto all’anno precedente, riflettendo la costante attenzione delle istituzioni nel tutelare le fasce più deboli della popolazione anziana e rispettando nuove regole e condizioni d’accesso.
L’assegno sociale, erogato dall’INPS, è una prestazione assistenziale pensata per persone che hanno raggiunto l’età di 67 anni e sono in difficoltà economica. A differenza delle pensioni di vecchiaia, non è necessario aver versato contributi: ciò lo rende una misura di contrasto alla povertà piuttosto che una pensione in senso tradizionale. Si rivolge a coloro che non hanno raggiunto i requisiti minimi contributivi o che percepiscono pensioni molto basse, spesso inferiori a quanto garantito dalla prestazione stessa.
Per il 2026, in linea con la legislazione vigente e le circolari INPS, il diritto all’assegno sociale è strettamente legato a precisi limiti reddituali e al soddisfacimento di criteri anagrafici e di residenza.
La misura viene corrisposta su base mensile per 13 mensilità ed esclude qualsiasi automaticità: la concessione dipende dall’accertamento di situazioni di disagio economico effettivo. Il beneficio non è reversibile: in caso di decesso del titolare, infatti, il diritto si estingue senza trasferimento agli eredi. Gli importi riconosciuti non concorrono a formare il reddito imponibile e sono impignorabili, garantendo così protezione reale. Questa soluzione si conferma, specialmente per il 2026, come punto di riferimento imprescindibile per chi si trova senza altri sostegni previdenziali.
Per poter presentare richiesta sono essenziali i seguenti requisiti alla data di decorrenza del trattamento:
Ai fini dell’accesso, viene preso in considerazione il complesso dei redditi riferibili al richiedente. Sono valutati diversi tipi di reddito, tra cui:
Nell’anno in corso, l’importo della prestazione è stato aggiornato mediante la perequazione automatica, per effetto del tasso provvisorio dell’1,4%. Di seguito i principali riferimenti quantitativi validi dal 1° gennaio:
| Titolarità | Importo mensile | Limite reddituale annuo |
| Non coniugato | 546,24 € | 7.101,12 € |
| Coniugato (coppia) | 546,24 € | 14.202,24 € |
I nuovi valori riflettono sia le esigenze di mantenimento del potere d’acquisto, sia la volontà di ampliare la platea dei destinatari attraverso una revisione verso l’alto delle soglie di accesso. L’importo viene erogato per 13 mensilità e spetta in forma integrale o ridotta in base alla situazione reddituale del richiedente (o del nucleo familiare).
Nel 2026, oltre all’importo base rivalutato, i beneficiari in condizioni particolari possono ottenere una maggiorazione sociale denominata “incremento al milione”, innalzata quest’anno di 20 euro mensili come disposto dalla Manovra Finanziaria. Questa integrazione si somma al trattamento ordinario, portando il valore massimo potenzialmente percepibile da chi soddisfa i requisiti a circa 768,29 euro mensili dai 70 anni d’età. Gli adeguamenti sono disposti in base alle disposizioni normative annuali e contribuiscono all’ampliamento della protezione sociale degli anziani con redditi bassi.
L’entità della prestazione è strettamente vincolata al livello di reddito del richiedente:
Il rispetto rigoroso delle condizioni che danno accesso al beneficio è indispensabile per il mantenimento dello stesso. La perdita dei requisiti anagrafici, di residenza o superamento delle soglie reddituali accertate nella verifica annuale, infatti, comporta la sospensione o la decadenza immediata della misura. Ogni anno occorre presentare apposito modello (Red) all’INPS per la conferma della situazione reddituale.
Se la dichiarazione dovesse risultare mancante o scorretta, la prestazione può essere sospesa (entro 60 giorni di ritardo) o revocata, costringendo il soggetto a richiedere nuovamente l’accesso. Anche trasferimenti all’estero o soggiorni prolungati in Paesi stranieri comportano la sospensione automatica. Nelle more, la presentazione tempestiva di dati aggiornati e veritieri garantisce la continuità dell’erogazione.
Per ottenere l’assegno sociale, la domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito dell’INPS, l’assistenza di patronati oppure tramite il contact center dell’istituto. Sono richiesti: