Per il pagamento dell'Assegno unico figli, fino a novembre gli importi restano quelli del 2026. Il decreto del Mef sulla rivalutazione 2027, atteso a fine mese, fisserà l'aumento per il prossimo anno. Al momento, la stima è del 2,9%.
Per milioni di famiglie italiane l'assegno unico è ormai una voce stabile del bilancio domestico. Con l'autunno tornano puntuali le domande su quanto cambierà l'importo il prossimo anno. La risposta, per ora, è netta: da oggi a fine novembre non cambia nulla nelle cifre che ricevete ogni mese. Cambia invece molto sul fronte delle attese, perché nella seconda metà di novembre è previsto il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) che fissa la percentuale di rivalutazione per il 2027.
Il provvedimento atteso dal Mef non riguarda una riforma dell'assegno unico né l'introduzione di nuovi criteri di calcolo. È il decreto sulla rivalutazione annuale degli importi per il 2027, cioè l'adeguamento automatico all'inflazione previsto dalla normativa che ha istituito la misura.
Il meccanismo è ormai consolidato. Ogni anno gli importi dell'assegno unico e universale vengono aggiornati in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi). Il Mef, con un proprio decreto, certifica la percentuale definitiva. Solo dopo questo passaggio l'Inps può pubblicare la circolare con le nuove tabelle e applicare i valori aggiornati.
In sintesi, la sequenza è questa:
Per un figlio minorenne, con Isee entro la prima soglia, l'importo massimo è pari a 203,80 euro al mese. Con Isee alto, o in assenza di Isee, si scende all'importo minimo di 58,30 euro al mese. Tra questi due estremi l'assegno decresce in modo graduale, e a ciò si aggiungono le maggiorazioni previste per specifiche situazioni familiari, come i figli con disabilità, le madri under 21, i nuclei numerosi o quelli con entrambi i genitori lavoratori.
Il consiglio pratico è semplice: non aspettatevi variazioni in busta o sul conto prima della fine dell'anno e diffidate di chi promette aumenti immediati. Le simulazioni servono a farsi un'idea, ma non hanno valore ufficiale.
Il dato che alimenta le previsioni è quello diffuso dall'Istat a settembre: l'inflazione acquisita per il 2026 si attesta al 2,9%, leggermente sopra il 2,8% indicato dal Governo nel Documento di economia e finanza (Def).
Il confronto con gli anni recenti è eloquente. La rivalutazione fu dello 0,8% per il 2025 e dell'1,4% per il 2026. Se il decreto del Mef confermasse il 2,9%, l'adeguamento per il 2027 risulterebbe più che doppio rispetto a quello dell'anno in corso, ed è per questo che il tema è seguito con tanta attenzione.
Attenzione, però: il 2,9% è oggi una stima basata sul dato Istat, non la percentuale ufficiale. Il decreto potrebbe confermarla oppure discostarsene di qualche decimale, e qualunque cifra circoli online va letta come simulazione.
Applicando il 2,9% agli importi attuali, le simulazioni diffuse dalla stampa specializzata indicano questi valori per i figli minorenni:
Importo minimo: da 58,30 a circa 60 euro al mese, con un aumento di 1,70 euro mensili, pari a circa 20,40 euro l'anno per figlio.
Importo massimo: da 203,80 a circa 209,70 euro al mese, con un incremento di 5,90 euro mensili, pari a circa 70,80 euro l'anno per figlio.
Per le famiglie in fascia intermedia l'aumento sarà proporzionale, e poi vanno considerate le maggiorazioni, che verrebbero rivalutate con la stessa percentuale. Chi ha più figli, o figli con disabilità, vedrà quindi l'effetto moltiplicarsi sull'insieme dell'assegno percepito dal nucleo.
La rivalutazione non tocca soltanto gli importi mensili, ma anche le soglie Isee che determinano a quale fascia appartiene ciascuna famiglia. È un dettaglio tecnico con effetti concreti.
Con il 2,9%, la prima soglia, quella che dà diritto agli importi più alti, salirebbe da 17.468,51 a circa 17.975,10 euro. Anche il limite dell'ultima fascia si alzerebbe, passando da 46.582,71 a poco più di 47.900 euro. Se il valore dell'Isee resta invariato ma le soglie si spostano in alto, alcune famiglie potrebbero rientrare in una fascia più favorevole e ottenere un beneficio superiore alla sola rivalutazione dell'importo.
Le simulazioni parlano, per un nucleo con Isee intorno a 17.975 euro, di un vantaggio fino a 104,40 euro in più all'anno per un figlio minorenne. È la cifra più citata nelle ultime settimane, ma resta ipotetica finché non arriverà il decreto.
Sul fronte dei pagamenti, lo schema seguito negli anni scorsi dovrebbe ripetersi. Gli aumenti dell'assegno unico 2027 sarebbero visibili dalla mensilità di febbraio. La mensilità di gennaio, calcolata con i vecchi importi in attesa dell'aggiornamento, verrebbe conguagliata successivamente, insieme al pagamento di marzo 2027.
Questo significa che il periodo che va dalla pubblicazione del decreto all'applicazione effettiva vede tre momenti distinti: la certezza sulla percentuale a novembre, la circolare Inps con le tabelle tra fine dicembre e gennaio, e l'arrivo degli importi ritoccati nei mesi successivi.
Aspettare il decreto non significa restare fermi. Ci sono alcune attenzioni che possono fare la differenza:
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...