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Come aumentare l'Assegno unico per i figli fino a oltre 600 euro l'anno: le condizioni e la procedura

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Quali sono soluzioni e procedure che possono permettere alle famiglie italiane di aumentare il proprio importo di assegno unico per i figli fino a 600 euro: come fare.

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L'Assegno unico e universale per i figli a carico è uno dei sostegni economici più importanti per le famiglie italiane, ma il suo importo non è uguale per tutti: dipende in modo diretto dall'ISEE del nucleo familiare. Più basso è l'indicatore, più alto è l'assegno mensile riconosciuto dall'INPS. Proprio per questo motivo, molte famiglie che nel 2026 stanno percependo un importo ridotto potrebbero avere diritto a una cifra più alta, semplicemente aggiornando la propria situazione economica attraverso lo strumento dell'ISEE corrente.

Il meccanismo è meno conosciuto di quanto dovrebbe essere, ma può tradursi in un aumento concreto dell'assegno, anche superiore a 600 euro l'anno

Perché l'Assegno unico dipende dall'ISEE e il problema di quello ordinario

L'importo dell'Assegno unico varia in base a fasce ISEE crescenti: più il valore dell'indicatore è basso, maggiore è la quota mensile riconosciuta per ciascun figlio a carico. Al di sopra di una certa soglia, l'assegno si riduce fino a un importo minimo garantito, indipendentemente dal reddito familiare.

A questo si aggiungono le maggiorazioni, cioè quote extra collegate a specifiche condizioni: numero di figli, età dei figli, presenza di disabilità, genitori entrambi lavoratori, madri under 21 e altre situazioni particolari. Anche molte di queste maggiorazioni sono legate, direttamente o indirettamente, al valore dell'ISEE.

Questo significa che un ISEE più basso non fa aumentare solo la quota base dell'assegno, ma può incidere anche sulle maggiorazioni collegate, moltiplicando il beneficio complessivo per la famiglia.

Qui si nasconde il punto critico che molte famiglie non conoscono. L'ISEE ordinario utilizzato nel 2026 non fotografa la situazione economica attuale, ma quella di due anni prima: si basa infatti sui redditi e sui patrimoni relativi al 2024.

Si tratta di una regola pensata per garantire dati certificati e già consolidati (dichiarazioni dei redditi, saldi patrimoniali di fine anno), ma che porta con sé un effetto collaterale importante: se nel frattempo la situazione della famiglia è peggiorata, l'ISEE non se ne accorge.

Pensiamo ad alcune situazioni molto comuni:

  • perdita del lavoro di uno dei genitori nel corso del 2025 o del 2026;
  • calo del reddito, ad esempio per la fine di un contratto, una riduzione dell'orario di lavoro o la chiusura di un'attività;
  • spese impreviste o eventi che hanno inciso pesantemente sulla disponibilità economica del nucleo.
In tutti questi casi, l'ISEE calcolato sui dati del 2024 resta alto, anche se oggi la famiglia dispone di molte meno risorse. La diretta conseguenza è che l'Assegno unico continua a essere erogato in base a una fascia ISEE non più coerente con la realtà, e quindi resta più basso di quanto dovrebbe essere.

Cos'è l'ISEE corrente e come funziona

Per correggere questa distorsione, l'ordinamento prevede uno strumento specifico: l'ISEE corrente. Si tratta di una versione aggiornata dell'indicatore, che permette di sostituire i redditi (e, in alcuni casi, anche i patrimoni) del periodo di riferimento ordinario con dati più recenti e più vicini alla situazione attuale della famiglia.

Nello specifico, l'ISEE corrente consente di aggiornare i redditi, sostituendo quelli del 2024 con quelli degli ultimi dodici mesi disponibili. Dal 1° aprile, inoltre, è possibile aggiornare anche i patrimoni, facendo riferimento alla situazione patrimoniale al 31 dicembre 2025, quindi molto più recente rispetto a quella utilizzata nell'ISEE ordinario.

Il meccanismo è automatico dal punto di vista degli effetti: se l'ISEE aggiornato risulta più basso rispetto a quello ordinario, l'INPS ricalcola l'Assegno unico sulla base del nuovo valore. L'aumento riguarda sia la quota base dell'assegno, sia le eventuali maggiorazioni collegate all'indicatore, con un beneficio economico che può essere significativo.

Un esempio concreto: fino a oltre 600 euro in più all'anno

Per capire l'impatto reale di questo aggiornamento, è utile fare un esempio numerico.

Prendiamo una famiglia con un figlio minorenne e un ISEE ordinario pari a 30.000 euro. In questa fascia, l'Assegno unico riconosciuto è pari a 140,90 euro al mese.

Se questa stessa famiglia, a seguito di un calo di reddito, presenta l'ISEE corrente e ottiene un nuovo indicatore pari a 20.000 euro, l'importo dell'assegno sale a 191 euro al mese.

La differenza è di 50,10 euro al mese, che su base annua diventano oltre 600 euro. Un importo tutt'altro che trascurabile per il bilancio familiare, ottenuto semplicemente aggiornando i dati economici alla situazione reale.

Va inoltre sottolineato che, in presenza di più figli o di maggiorazioni aggiuntive (ad esempio per figli con disabilità, per famiglie numerose o per genitori entrambi lavoratori), il vantaggio economico legato alla riduzione dell'ISEE può risultare ancora più alto, perché l'effetto si somma su più voci contemporaneamente.

Quando conviene richiedere l'ISEE corrente e quanto dura

L'ISEE corrente non è uno strumento che si può richiedere liberamente in ogni situazione: è pensato per i casi in cui la situazione economica della famiglia è effettivamente cambiata in modo rilevante rispetto a quella fotografata dall'ISEE ordinario.

Per poter accedere all'ISEE corrente e, di conseguenza, ottenere un possibile aumento dell'Assegno unico, è necessario che si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:

  • un calo dei redditi superiore al 25%;
  • un calo dei patrimoni superiore al 20%.
Questi due parametri rappresentano la soglia minima di variazione richiesta dalla normativa. Se il peggioramento della situazione familiare, in termini di reddito o di patrimonio, supera queste percentuali rispetto ai dati utilizzati nell'ISEE ordinario, la famiglia può legittimamente richiedere l'aggiornamento e beneficiare, se dovuto, di un Assegno unico più alto.

È quindi utile, prima di procedere, fare un confronto realistico tra la situazione economica del 2024 (usata nell'ISEE ordinario) e quella attuale, per verificare se le soglie richieste vengono effettivamente superate.

Un altro aspetto da conoscere riguarda la validità temporale dell'ISEE corrente, che non è fissa ma dipende da quali dati vengono aggiornati:

  • se si aggiornano solo i redditi, l'ISEE corrente ha una validità di 6 mesi;
  • se si aggiornano anche i patrimoni, oltre ai redditi, l'ISEE corrente resta valido fino al 31 dicembre dell'anno di riferimento.
Questa differenza è importante per decidere quale tipo di aggiornamento richiedere: se l'aggiornamento dei soli redditi comporta già un beneficio significativo per l'Assegno unico, ma copre un periodo più breve, potrebbe essere necessario rinnovare la richiesta più avanti nell'anno per mantenere l'importo maggiorato. Aggiornare anche il patrimonio, quando possibile, garantisce invece una copertura più lunga e stabile.

Come richiedere l'ISEE corrente: la procedura

Per ottenere l'ISEE corrente è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali:

  • Verificare la variazione economica. Prima di tutto occorre controllare che il calo di reddito o di patrimonio superi effettivamente le soglie previste (25% per i redditi, 20% per i patrimoni) rispetto ai valori utilizzati nell'ISEE ordinario.
  • Presentare una nuova DSU. L'ISEE corrente si ottiene presentando una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata, specificando che si tratta di una richiesta di ISEE corrente e indicando i dati reddituali (ed eventualmente patrimoniali) aggiornati.
  • Rivolgersi a un CAF o utilizzare i servizi online. La domanda può essere presentata tramite un CAF (Centro di Assistenza Fiscale), oppure direttamente online attraverso i servizi dedicati dell'INPS, previa autenticazione con SPID, CIE o CNS.
  • Attendere il calcolo dell'INPS. Una volta ricevuta la DSU aggiornata, l'INPS calcola il nuovo valore dell'ISEE corrente, confrontandolo con quello ordinario.
  • Ricalcolo automatico dell'Assegno unico. Se l'ISEE corrente risulta più basso di quello ordinario, l'importo dell'Assegno unico viene aggiornato automaticamente dall'INPS, senza bisogno di presentare una domanda separata per la prestazione.

 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...