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Aumento prezzo sigarette elettroniche con rialzo accise. Ecco come cambiano. E ne sono previsti già altri 2

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Nuovi prezzi sigarette

L'aumento delle accise fa salire il prezzo delle sigarette elettroniche: dall'impatto sui liquidi con e senza nicotina alle nuove scadenze e alle conseguenze per mercato e consumatori.

Dopo una lunga fase di confronti, è scattata l'entrata in vigore della manovra che prevede un ritocco all'insù delle accise sui liquidi destinati all'inalazione, sia con nicotina che senza. Questi aumenti non rappresentano una sorpresa, essendo stati resi noti già alla fine del 2025 con la specifica pubblicazione delle tabelle ufficiali da parte dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Secondo i nuovi provvedimenti, la manovra avviata dal governo mira a generare un gettito fiscale significativo e, al contempo, regolare il settore dei prodotti alternativi al tabacco classico, includendo appieno le sigarette elettroniche. La direzione intrapresa si inserisce in un percorso pluriennale di gradualità, cercando di bilanciare esigenze di salute pubblica con necessità di cassa dello Stato, e coinvolge centinaia di prodotti in commercio.

Come vengono calcolate le accise sui liquidi per sigarette elettroniche

La tassazione dei liquidi per e-cig in Italia segue criteri chiari e dettagliati, stabiliti da normative emanate negli ultimi anni. L'accisa, ossia l'imposta indiretta che grava sui prodotti da inalazione senza combustione, viene calcolata in percentuale sul prezzo medio ponderato delle sigarette tradizionali. Per i liquidi con nicotina e quelli senza nicotina si applicano aliquote differenti, aggiornate annualmente secondo quanto previsto dal calendario fiscale varato dal governo. Nel dettaglio:

  • Prodotti con nicotina: l'imposta di consumo viene calcolata applicando una percentuale al costo medio di una sigaretta, espresso in euro per millilitro di liquido.
  • Prodotti senza nicotina: anche per questi viene adottata una percentuale, più bassa rispetto a quella dei liquidi nicotinici, sempre rapportata alla media ponderata dei prezzi delle classiche bionde.
Per il 2026 le aliquote sono state ridefinite così:
  • Liquidi con nicotina: 18% dell'accisa determinata dal prezzo medio delle sigarette;
  • Liquidi senza nicotina: 13% secondo lo stesso parametro di riferimento.
L'accisa sulle sigarette elettroniche si somma all'IVA al 22%, e il risultato determina quindi il carico fiscale complessivo per il consumatore finale. I produttori o importatori sono responsabili del versamento dell'imposta, ma l'onere si riflette inevitabilmente sul prezzo praticato nei punti vendita. La struttura delle accise incentiva, inoltre, l'aggiornamento periodico dei listini, per recepire le variazioni stabilite su base annuale dai provvedimenti ufficiali pubblicati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Dettaglio dei nuovi aumenti previsti per i liquidi con e senza nicotina

Dall'inizio del 2026, i rincari sui liquidi per dispositivi elettronici da inalazione sono scattati secondo il nuovo schema fissato dalla legge di bilancio. Si tratta di un percorso in più tappe che interessa sia i prodotti con nicotina che quelli privi della sostanza. La normativa vigente stabilisce che l'aliquota fiscale per i liquidi nicotinici sale dal 16% al 18%, mentre per le soluzioni senza nicotina l'incremento è dall'11% al 13%:

Tipo di liquido

Aliquota 2025

Aliquota 2026

Con nicotina

16%

18%

Senza nicotina

11%

13%

Ma cosa significano questi numeri in termini pratici per l'acquirente? Considerando un esempio tipico di flacone da 10 ml, la sola imposta per i liquidi con nicotina ammonta a circa 1,79 euro (imposta + iva), mentre per i prodotti senza nicotina la quota fiscale si attesta intorno a 1,23 euro. Rispetto all'anno precedente, il rincaro netto - sempre riferito ad esempio a 10 ml - rappresenta un aggravio di pochi centesimi per millilitro, tuttavia la ricaduta diventa sensibile per chi acquista regolarmente quantità maggiori.

Per i liquidi scomposti e gli aromi concentrati si applica la stessa aliquota dei liquidi base senza nicotina. Gli operatori del settore hanno manifestato particolare attenzione agli animi preoccupati degli acquirenti e segnalato la possibilità che parte del rialzo venga assorbito dai rivenditori per contenere l'impatto finale sui consumatori.

Mentre il tabacco riscaldato non subisce variazioni di imposta almeno per il 2026, il comparto del vaping viene direttamente coinvolto con queste nuove aliquote, le quali rappresentano il primo tassello di un progetto più ampio che si estende anche agli anni a venire.

Prossimi due rialzi: calendario e impatto stimato dei rincari fino al 2028

L'attuale manovra fiscale non si esaurisce con gli aumenti in corso. Sono già definiti ulteriori incrementi per il biennio successivo, a conferma della strategia di aumenti graduali e programmati. Come indicato nelle circolari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fino al 2028 sono già calendarizzati i prossimi passi:

  • 2027: la tassazione sui liquidi con nicotina salirà al 20%, quella sui liquidi senza nicotina toccherà il 15%;
  • 2028: ulteriore crescita, con il raggiungimento del 22% per i liquidi con nicotina e del 17% per quelli senza.
Sulla base di questi parametri, il costo dei liquidi per e-cig proseguirà nel trend rialzista, sia per chi preferisce soluzioni nicotiniche sia per i consumatori di liquidi neutri o aromatizzati. Gli operatori stimano che, a parità di prodotto venduto, il prezzo al dettaglio potrebbe aumentare di circa 5-10 centesimi per millilitro nel prossimo triennio, considerando anche l'IVA e i possibili adeguamenti correlati ai costi di produzione e distribuzione:

Anno

Con nicotina

Senza nicotina

2026

18%

13%

2027

20%

15%

2028

22%

17%

Va tenuto conto che la gradualità degli aumenti risponde anche agli equilibri del mercato europeo, dove una possibile revisione della direttiva comunitaria sulle accise (TED) potrebbe imporre in futuro standard uniformi molto più elevati rispetto a quelli italiani attuali. Il governo punta, dunque, a predisporsi a cambiamenti più radicali, evitando shock improvvisi che favorirebbero fenomeni di contrabbando o evasione fiscale.

L'impatto stimato per le casse dello Stato è considerevole: complessivamente, nel triennio 2026-2028, il gettito extra per tutti i prodotti da inalazione e tabacco supererà 1,4 miliardi di euro. Il comparto delle sigarette elettroniche, pur con volumi inferiori rispetto a quello tradizionale, contribuisce in misura progressiva alla sostenibilità fiscale del sistema.

Effetti dei rincari su prezzi, mercato e consumatori

Gli incrementi delle imposte sulle e-cig hanno effetti a catena lungo tutta la filiera, dal produttore fino al consumatore finale. Per i rivenditori si apre una fase di costante revisione dei listini, in linea con quanto comunicato dalle autorità competenti. I negozianti possono scegliere se trasferire integralmente l'aumento sul prezzo al cliente o assorbirne una quota, almeno inizialmente, per limitare la riduzione delle vendite durante il periodo di assestamento.

Sul fronte degli utenti, si osservano i seguenti possibili scenari:

  • Un contenuto aumento della spesa per chi consuma liquidi acquistati regolarmente nei canali legali;
  • La tendenza a ridurre la frequenza di acquisto o a preferire formati più economici;
  • Un possibile ricorso, per una piccola fascia di utenza, a canali paralleli e non regolamentati con rischi ben noti in termini di sicurezza;
  • L'aumento dell'interesse verso prodotti alternativi che restano, almeno nel breve termine, esclusi dagli aumenti (ad esempio il tabacco riscaldato);
  • Una minore attrattiva delle sigarette elettroniche per chi le considerava una via meno costosa rispetto ai prodotti tradizionali.
Gli esperti del settore sottolineano che, sebbene i rincari siano meno marcati rispetto ad alcune proposte iniziali, il mercato rischia una contrazione della domanda. In particolare, le piccole e medie imprese che operano nella produzione e nella distribuzione di liquidi, aromi e dispositivi da vaping esprimono preoccupazione per la sostenibilità dei volumi in un contesto economico già segnato dall'aumento dei costi generali. Non va infine trascurato l'effetto potenziale sull'innovazione di prodotto, poiché un carico fiscale più elevato può frenare gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Obiettivi della manovra: tra esigenze fiscali e salute pubblica

L'aumento delle accise sui prodotti da vaporizzazione risponde a una duplice logica: generare risorse aggiuntive per lo Stato e orientare le abitudini dei cittadini in materia di salute pubblica. Il legislatore italiano si muove in coerenza con un indirizzo europeo che tende a equiparare la tassazione sulle alternative più recenti al tabacco con quella sulle sigarette convenzionali.

Le istituzioni ribadiscono che la spirale dei prezzi può agire da deterrente verso i consumatori più giovani e meno consapevoli, favorendo così una progressiva riduzione nel consumo di nicotina. D'altro canto, le associazioni di medici segnalano che, per ottenere un beneficio reale in termini di sanità pubblica, sarebbero necessari aumenti ancora più corposi. Tuttavia, il governo si è orientato verso una politica più equilibrata, che cerca di non penalizzare eccessivamente chi ha scelto prodotti percepiti come "meno dannosi" rispetto alle sigarette tradizionali.

Le scelte normative si riflettono, inoltre, su due aspetti:

  • Il tentativo di garantire all'Erario un gettito stabile e in crescita;
  • L'obiettivo di presidiare il mercato legale contro il dilagare di circuiti paralleli e prodotti non certificati.
Un ulteriore impatto riguarda la necessità di mantenere un allineamento progressivo con le direttive europee, il cui aggiornamento è atteso entro i prossimi anni e potrebbe comportare criteri ancora più restrittivi in tema di tassazione e controlli.