Il 1° ottobre 2026 rappresenta un passaggio decisivo per diversi comparti: dalle pulizie e multiservizi, all'acconciatura ed estetica, ai metalmeccanici dell'artigianato ma non solo. Molti lavoratori si preparano a ricevere nuovi aumenti in busta paga. Gli importi.
Con l'arrivo di ottobre 2026 scatta una nuova tornata di adeguamenti retributivi per diverse categorie di lavoratori dipendenti. Come ogni anno, le tranche previste dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) producono i loro effetti sulle buste paga a date prestabilite, e il 1° ottobre 2026 è una di queste. Vediamo nel dettaglio quali sono i comparti coinvolti, quali importi sono previsti e che cosa cambia concretamente per chi lavora.
Quando un CCNL viene rinnovato, l'incremento complessivo dei minimi tabellari non viene quasi mai erogato in un'unica soluzione. Le parti sociali, ossia associazioni datoriali e sindacati, concordano un calendario di tranche distribuite in uno o più anni. Questo meccanismo permette alle imprese di sostenere gradualmente il maggior costo del lavoro e ai lavoratori di recuperare progressivamente il potere d'acquisto eroso dall'inflazione.
Gli importi vengono di norma indicati con riferimento a un livello di inquadramento parametro, e poi riparametrati per tutti gli altri livelli. Per questo motivo l'aumento che si legge nei comunicati è quello del livello di riferimento, mentre chi appartiene a livelli superiori o inferiori riceverà una cifra proporzionalmente diversa.
Tra i settori più interessati c'è quello delle pulizie e dei multiservizi. Il rinnovo contrattuale prevede una tranche proprio il 1° ottobre 2026: il secondo livello passa da 1.368,17 a 1.403,17 euro, cioè 35 euro in più al mese, mentre gli altri livelli vengono riparametrati di conseguenza.
Non si tratta dell'unico passaggio previsto. Le tranche successive sono fissate a maggio e dicembre 2027, luglio e ottobre 2028 e marzo 2029, per arrivare a un aumento complessivo di 215 euro. Per una categoria composta in gran parte da lavoratori con retribuzioni contenute, l'incremento rappresenta un segnale importante, soprattutto in un periodo in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari.
Resta nel perimetro dei servizi anche il CCNL Multiservizi Conflavoro. Il rinnovo 2026-2028 è articolato in sei tranche, con decorrenza dal 1° giugno 2026, dal 1° ottobre 2026, dal 1° maggio e dal 1° dicembre 2027, dal 1° luglio e dal 1° ottobre 2028.
Il 1° ottobre 2026 rappresenta dunque la seconda scadenza di un percorso già avviato a giugno. Chi lavora con questo contratto vedrà quindi due adeguamenti ravvicinati nel giro di pochi mesi, con un calendario che si estende fino all'autunno 2028. Per conoscere l'importo esatto è necessario consultare le tabelle retributive allegate al contratto, in base al proprio livello di inquadramento.
Buone notizie anche per chi opera nei saloni e nei centri estetici. Per il comparto acconciatura ed estetica l'ultima tranche del contratto, pari a 20 euro, scatta il 1° ottobre 2026. L'aumento complessivo previsto per il terzo livello è di 183 euro, suddivisi in quattro tranche.
Con questa scadenza si chiude quindi il percorso di adeguamento definito dal rinnovo. Per migliaia di addetti, molti dei quali impiegati in piccole imprese, si tratta del completamento di un recupero salariale progressivo, che adesso entra a pieno regime nei minimi tabellari.
Il quadro è più articolato per i metalmeccanici dell'artigianato che applicano il contratto sottoscritto da Conflavoro e Confsal. Dal 1° ottobre 2026 entrano in vigore le novità di un accordo integrativo che interviene su diversi aspetti del rapporto di lavoro:
Nel comparto orafi e argentieri dell'industria l'incremento contrattuale è superiore all'indice IPCA-NEI, secondo quanto definito dagli accordi sindacali. L'IPCA-NEI è l'indice dei prezzi al consumo armonizzato al netto degli energetici importati, ormai utilizzato come riferimento per molti rinnovi contrattuali. Il fatto che l'aumento lo superi indica un recupero reale del potere d'acquisto, e non soltanto un semplice adeguamento all'inflazione.
Tra i settori che registrano adeguamenti dal 1° ottobre 2026 rientrano anche l'occhialeria, il vetro e il legno e arredamento. Per questi comparti gli importi dipendono dalle specifiche tabelle contrattuali e dal livello di inquadramento di ciascun lavoratore. Poiché le cifre variano in base al contratto applicato, è consigliabile consultare il testo del CCNL di riferimento o le circolari delle associazioni di categoria per verificare le somme esatte.
Per capire se e di quanto aumenterà il proprio stipendio, il lavoratore può seguire alcuni passaggi pratici:
Per i datori di lavoro, la scadenza del 1° ottobre 2026 comporta l'aggiornamento delle paghe base, il ricalcolo di istituti indiretti come tredicesima, quattordicesima e TFR, e la verifica degli eventuali assorbimenti di superminimi o aumenti individuali. È importante anche aggiornare i contratti individuali e i sistemi di gestione delle presenze, in modo da evitare errori nei cedolini.
Il 1° ottobre 2026 segna, dunque, un passaggio rilevante per diversi comparti: dalle pulizie e multiservizi con 35 euro in più al secondo livello, all'acconciatura ed estetica con l'ultima tranche da 20 euro, fino ai metalmeccanici dell'artigianato con le nuove regole e i minimi dal 1° novembre. A queste categorie si aggiungono orafi e argentieri, occhialeria, vetro e legno e arredamento. Gli aumenti sono il risultato di rinnovi contrattuali pensati per tutelare il potere d'acquisto e, per verificare l'importo spettante, resta fondamentale consultare le tabelle del proprio CCNL.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...