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Militari, carabinieri e poliziotti: aumenti e arretrati nelle buste paga di gennaio 2027 con flessibilità Ue

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Aumenti di circa 189 euro lordi e arretrati medi di 2.448 euro per militari, carabinieri e poliziotti nelle buste paga di gennaio 2027. Il ruolo della deroga Ue.

Per i circa 430mila appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa il nuovo anno potrebbe iniziare con una busta paga più pesante. A gennaio 2027 sono attesi sia gli aumenti stipendiali a regime sia gli arretrati maturati nel biennio 2025 e 2026. Il quadro dei conti pubblici, però, si è complicato nelle ultime ore, perché una parte delle risorse per il personale in divisa passa anche dalla flessibilità europea chiesta dal governo per la difesa.

Il contesto: contratto Sicurezza e Difesa 2025-2027

Il rinnovo riguarda il triennio 2025-2027 e coinvolge il personale non dirigente di tutte le componenti del comparto:

  • Polizia a ordinamento civile: Polizia di Stato e Polizia penitenziaria;
  • Polizia a ordinamento militare: Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza;
  • Forze armate: Esercito, Marina militare (compresa la Guardia costiera) e Aeronautica militare.
L'intesa è stata siglata a Palazzo Vidoni il 15 luglio. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo l'ha presentata con lo slogan «più tutele per chi ci tutela», parlando di due rinnovi in un anno e mezzo e di aumenti complessivi di almeno 200 euro netti al mese a partire dalle qualifiche iniziali.

Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026 ha poi dato il via libera al testo. Restano comunque i passaggi formali prima dell'accredito tramite NoiPA e per questo le date esatte vanno sempre verificate sui cedolini.

Aumenti in busta paga: quanto spetta dal 1° gennaio 2027

Il beneficio economico lordo medio mensile a regime è pari a circa 189 euro e decorre dal 1° gennaio 2027. Alcune ricostruzioni giornalistiche arrotondano la cifra a 188 euro lordi: la differenza è solo di arrotondamento.

L'incremento complessivo a regime vale 12,01 punti, cioè una crescita del 6,14%. È un risultato superiore al 5,4% inizialmente reso disponibile dalla legge di bilancio 2025, e questo è uno dei punti che il governo rivendica.

Va ricordato che si tratta di valori medi lordi. L'importo netto effettivo dipende dalla qualifica, dall'anzianità, dalle trattenute fiscali e previdenziali e dalla situazione personale di ciascun dipendente.

Le tabelle diffuse dopo la firma mostrano come l'aumento cambia a seconda delle qualifiche nelle Forze dell'Ordine. Per la Polizia i dati indicati sono questi:

  • Agente: incremento complessivo di 145,51 euro al mese dal 2027 e arretrati totali di 1.863,16 euro;
  • Agente scelto: incremento di 151,16 euro e arretrati per 1.924 euro;
  • Sostituto commissario coordinatore: incremento di 212,33 euro e arretrati per 2.642,77 euro;
  • Commissario: incremento di 213,04 euro e arretrati per 2.644,85 euro;
  • Commissario capo: incremento di 216,21 euro e arretrati per 2.688,14 euro.
Per Carabinieri, Guardia di finanza e Forze armate valgono tabelle parametrali analoghe, costruite sui rispettivi gradi. Il consiglio per chi vuole conoscere la propria cifra è consultare i prospetti ufficiali della propria amministrazione.

Arretrati 2025 e 2026: l'una tantum di gennaio

Accanto agli aumenti strutturali ci sono gli arretrati. Per il biennio 2025-2026 il valore medio indicato dal governo è di 2.448 euro lordi per ciascun addetto del comparto.

Gli adeguamenti e gli arretrati potranno essere corrisposti già con le buste paga di gennaio 2027, secondo quanto ricostruito dal ministro Zangrillo. Questo significa che a inizio anno molti dipendenti vedranno in un'unica mensilità:

  • il primo stipendio con il nuovo trattamento a regime;
  • la somma una tantum a copertura dei due anni precedenti.
Anche qui l'importo reale varia con la qualifica: dai circa 1.860 euro di un agente ai quasi 2.700 euro di un commissario capo, secondo le tabelle viste sopra.

Cosa c'entra la flessibilità Ue

Il collegamento con Bruxelles nasce dal Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), approvato dal governo il 2 ottobre insieme alla relazione sullo scostamento di bilancio. L'esecutivo chiede di attivare la clausola nazionale di salvaguardia del Patto di stabilità, presentata alla Commissione europea il 10 settembre 2026.

La richiesta vale circa 14 miliardi di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028. Si divide in parti uguali:

  • 0,3% del Pil per la difesa e la sicurezza, circa 7 miliardi l'anno;
  • 0,3% del Pil per l'energia, circa 7 miliardi l'anno.
La quota per la difesa è stata ridimensionata rispetto alle ipotesi estive, che per il 2028 prevedevano uno 0,6%. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il contesto è complesso e che i conti vanno gestiti con prudenza. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha invece chiesto che lo 0,3% previsto per il 2027 «non venga toccato» e resti destinato alle priorità della Difesa.

Il punto più rilevante per chi lavora in divisa è un altro. Secondo quanto emerge dal Dpfp, l'anno prossimo un terzo della deroga Ue sarà dedicata a spese già previste nei conti, comprese quelle per il personale.

In pratica, nel 2027, primo anno di attivazione della clausola, le proporzioni dovrebbero essere così distribuite:

  • due terzi di impegni aggiuntivi rispetto allo scenario tendenziale;
  • un terzo di spese già messe in conto con le manovre degli ultimi anni e riclassificate come spesa per la difesa.
Se si applica quella proporzione ai circa 7 miliardi destinati alla difesa nel 2027, la quota di spesa già prevista sfiora i 2,4 miliardi. Si tratta di un calcolo indicativo, non di un dato ufficiale, perché il dettaglio dipenderà dalla manovra e dal confronto con la Commissione.

Tra queste uscite rientrano anche gli stipendi del personale militare e gli aumenti contrattuali. Il Dpfp stesso ricorda che le spese per la difesa decise negli ultimi anni mostrano già un aumento significativo rispetto al 2024.

Inserire nella flessibilità una parte di spese già previste ha una logica contabile precisa. Con la clausola di salvaguardia, quelle uscite non pesano nel calcolo della spesa netta, il parametro chiave del nuovo Patto di stabilità. Il governo libera così spazio per altre misure della legge di bilancio, in un anno in cui i margini sono molto stretti.

Ci sono però alcuni punti da chiarire per non fare confusione:

  1. Gli aumenti contrattuali non dipendono dalla deroga. Le risorse per il rinnovo derivano dalla legge di bilancio 2025 e dagli stanziamenti già approvati. La flessibilità incide sulla contabilizzazione, non sull'esistenza dei fondi.
  2. La flessibilità non equivale a denaro già stanziato. La Commissione deve valutare la richiesta italiana e il Consiglio Ue deve autorizzare l'attivazione della clausola.
  3. Bruxelles ha già espresso riserve. Alla vigilia del Consiglio dei ministri la portavoce della Commissione, Paula Pinho, si è espressa in modo molto critico sulla richiesta di flessibilità.
Il rischio di fondo, quindi, non è che gli stipendi vengano meno, ma che il negoziato con l'Europa riduca lo spazio per altre spese della manovra, comprese quelle aggiuntive per la sicurezza.

Quando arriveranno i soldi

Le tappe da seguire sono tre:

  1. Completamento dell'iter formale dell'accordo dopo il via libera del Consiglio dei ministri;
  2. Approvazione della legge di bilancio 2027, con le eventuali norme su detassazione e previdenza;
  3. Elaborazione dei cedolini NoiPA, con l'accredito di aumenti e arretrati nella mensilità di gennaio.
Se i tempi saranno rispettati, a gennaio 2027 carabinieri, poliziotti e militari troveranno in busta paga l'aumento a regime e l'una tantum per gli anni 2025 e 2026. Sarà comunque il cedolino a mostrare la cifra definitiva.

Per riassumere, dunque, le modifiche agli importi in busta paga a gennaio 2027 per militari e Forze dell'Ordine sono le seguenti:

  • Platea: circa 430mila dipendenti del Comparto Sicurezza e Difesa;
  • Aumento medio: circa 189 euro lordi al mese dal 1° gennaio 2027, pari a +6,14%;
  • Arretrati medi 2025-2026: 2.448 euro lordi, con importi variabili per qualifica;
  • Flessibilità Ue: circa 7 miliardi per la difesa nel 2027, di cui un terzo per spese già previste, personale compreso;
  • Da seguire: esito del negoziato con la Commissione, legge di bilancio e detassazione degli aumenti.
Per chi veste una divisa, quindi, l'appuntamento di gennaio 2027 è davvero cruciale: gli importi del contratto sono definiti, mentre il quadro europeo e fiscale che li circonda è ancora in evoluzione.




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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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