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Auto diesel ibride plug-in da 2 litri/100 km in arrivo da Chery per rivoluzionare una nicchia presieduta da Mercedes, Volvo e Peugeot

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di Alberto Pelletti pubblicato il

L'arrivo delle auto diesel ibride plug-in di Chery promette di scuotere un mercato dominato da Mercedes, Volvo e Peugeot. Tecnologie innovative, vantaggi concreti e sfide future.

Negli ultimi anni il mondo dell'automobile ha assistito a una lenta, ma inesorabile, marginalizzazione delle motorizzazioni diesel, sempre più affiancate o sostituite da tecnologie elettriche e ibride alimentate a benzina. Eppure, una svolta inaspettata arriva dal panorama asiatico: un costruttore cinese sta lavorando per riportare sul mercato europeo una tipologia di motorizzazione che sembrava destinata a scomparire. In questo scenario di transizione, il diesel plug-in si ripropone come tecnologia di nicchia, capace però di sovvertire i pronostici grazie a contenuti tecnici inediti e promettenti. Il rilancio del propulsore ibrido ricaricabile alimentato a gasolio, in un settore che vede oggi pochi interpreti e tanta diffidenza, potrebbe segnare una nuova tappa nella storia della mobilità sostenibile.

Chery e la scommessa diesel plug-in hybrid con EBRO

L'attenzione degli addetti ai lavori si è focalizzata sulla partnership tra il gruppo Chery e il marchio spagnolo EBRO, un binomio che punta a riscrivere le regole della trazione ibrida in Europa. Dai vertici di Omoda e Jaecoo, brand già noti per l'attenzione alle motorizzazioni plug-in hybrid a benzina, arriva la conferma: è in fase avanzata di studio una soluzione completamente nuova, destinata a rilanciare l'alimentazione diesel attraverso la sinergia con un powertrain elettrico:

  • La scelta di EBRO come apripista per questa tecnologia non è casuale: il marchio spagnolo sta vivendo una rinascita proprio grazie agli investimenti del gruppo cinese, con la produzione di SUV presso lo stabilimento di Barcellona dedicata al mercato europeo.
  • La strategia punta a fare di EBRO un vero e proprio laboratorio tecnologico, in cui sperimentare innovazioni che potranno poi essere estese alle altre realtà del colosso Chery.
  • Il progetto si concentra su una piattaforma ibrida plug-in una configurazione praticamente assente tra i costruttori generalisti e abbondantemente trascurata nel Vecchio Continente.
Obiettivo dichiarato: sfruttare la superiore efficienza del diesel nei lunghi viaggi e la capacità di muoversi in modalità elettrica nelle tratte urbane tipiche del quotidiano. Il dato di consumo, nella visione del progetto, potrebbe avvicinarsi ai 2 litri ogni 100 chilometri, con autonomie complessive superiori ai 1.200 km, numeri che sfidano i paradigmi attuali dell'automotive e ripropongono la trazione diesel come elemento chiave per una mobilità a basso impatto di CO2 e ad alta usabilità.

Il Super Hybrid System di Chery: dalla benzina al turbodiesel

Alla base di questo nuovo corso tecnologico vi è il Super Hybrid System (SHS) sviluppato da Chery, già ampiamente rodato sui modelli a benzina dei marchi Omoda e Jaecoo. La filosofia del sistema parte dall'esperienza accumulata nell'integrazione tra motore termico efficiente e motore elettrico abbinato a batterie ricaricabili alla spina.

  • Nel sistema SHS a benzina, troviamo motori a ciclo Miller, 4 cilindri, abbinati a due motori elettrici (una configurazione di riferimento nell'attuale offerta plug-in), per una potenza totale di quasi 280 cavalli e un'autonomia dichiarata fino a 1.200 km complessivi.
  • Questi veicoli hanno già dimostrato di poter viaggiare per decine di chilometri in modalità solo elettrica, azzerando consumi e emissioni nelle percorrenze urbane tipiche e assicurando medie di circa 15 km/l anche con batteria scarica.
Il passo successivo, attualmente sotto i riflettori, è l'applicazione del medesimo know-how a una motorizzazione turbodiesel, configurando una soluzione che mira a mantenere elevate prestazioni, efficienza e una marcia rilassata con vibrazioni contenute. L'architettura combinata, che integra la gestione elettronica evoluta del powertrain con i vantaggi peculiari del gasolio, intende offrire un nuovo compromesso tra comfort, efficienza ed economicità di esercizio sulle lunghe percorrenze—una caratteristica ancora molto richiesta da una fetta significativa di automobilisti europei.

Chery Stockman: numeri e tempi del diesel plug-in

Le prime specifiche concrete della tecnologia diesel plug-in sviluppata da Chery sono state rese note con la presentazione del pick-up Stockman, un veicolo che rappresenta il punto di riferimento attuale per questa piattaforma. Sotto il cofano, si trova un propulsore diesel biturbo 2.5 litri con efficienza termica dichiarata del 47%, un valore di assoluto rilievo nel panorama dei motori a gasolio:

  • Autonomia in elettrico puro: 170 km. Un dato impressionante per un veicolo di queste dimensioni, destinato a limitare drasticamente i consumi giornalieri su tratte urbane.
  • Consumo ibrido: 2 litri/100 km secondo i dati ufficiali, che lo collocano ai vertici assoluti di efficienza nel segmento dei veicoli da lavoro e delle vetture di grandi dimensioni.
  • Configurazione veicolo: lunghezza di 5,45 metri, larghezza di 1,92 metri e altezza altrettanto importante, con capacità di carico e di traino pensate per rispondere tanto alle esigenze lavorative quanto a quelle di chi ricerca comfort e versatilità.
  • Debutto sul mercato: Il lancio è pianificato inizialmente in Australia nel quarto trimestre del 2026, ma il costruttore punta apertamente all'internazionalizzazione, con possibili sbocchi anche in Europa in un secondo momento.
L'aspetto distintivo è dato dalla presenza di trazione integrale tradizionale, bloccaggi dei differenziali e marce ridotte: elementi che sottolineano la vocazione fuoristradistica e multitasking della piattaforma. La sfida tecnologica risiede nell'unire performance, autonomia e capacità lavorative senza precedenti in un powertrain che, oggi, rappresenta una vera rarità nei listini mondiali.

La nicchia dei diesel plug-in: Mercedes, Volvo, Peugeot

Se si guarda al mercato europeo delle ibride ricaricabili, la trazione diesel plug-in ha storicamente trovato spazio solo presso alcuni costruttori premium. Mercedes-Benz, Volvo e Peugeot sono gli unici marchi che hanno mantenuto nel listino veicoli dotati di queste tecnologie, senza però ottenere un consenso di massa:

  • Il motivo del declino è attribuibile alla convergenza delle politiche industriali su piattaforme ibride a benzina, più semplici da gestire in termini di omologazione e meglio accolte dalle normative sulle emissioni.
  • Batterie meno capaci, costi elevati e la crescente pressione verso l'elettrificazione hanno relegato questa soluzione a un ruolo marginale, limitando la scelta a clienti molto specifici che percorrono tanti chilometri l'anno.
La reintroduzione di questa tecnologia da parte di un gruppo come Chery rappresenta, quindi, una provocazione verso lo status quo europeo. Il tentativo cinese è quello di rilanciare, con una piattaforma tecnologica aggiornata e più efficiente, un segmento in cui la concorrenza si è drasticamente ridotta, lasciando ampi spazi di manovra per chi saprà cogliere le nuove opportunità della transizione energetica.

Quale segmento per il futuro EBRO diesel plug-in?

Le indiscrezioni prevedono che la prima applicazione europea della nuova motorizzazione potrebbe trovare spazio su un SUV prodotto da EBRO nel segmento C o D, ovvero le categorie in cui percorrenze elevate, comfort e bassi consumi rappresentano ancora variabili chiave di scelta per aziende, professionisti e famiglie numerose:

  • Segmento C: media compatte SUV, ideali per l'uso misto urbano-extracittadino, con attenzione alla versatilità e alle necessità di chi percorre medi chilometraggi annui.
  • Segmento D: soluzioni di maggior stazza e comfort, rivolte a chi pretende molto da autonomia, spazio a bordo e capacità di carico.
L'ibrido diesel plug-in, in questo contesto, mira a colmare il vuoto lasciato dalla progressiva eliminazione delle versioni diesel tradizionali e propone una valida alternativa per chi si trova ancora scettico di fronte alle autonomie ridotte e ai tempi di ricarica delle full electric. La scelta del segmento sarà determinante per intercettare una domanda tutt'altro che residuale nel mercato europeo.




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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...