Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Auto range extender, cosa emerge dalla mia prova delle auto in vendita che non hanno bisogno di ricarica

di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

Le auto range extender: definizione, funzionamento, vantaggi e svantaggi rispetto a ibride ed elettriche, analizzando modelli, consumi reali, tecnologie innovative e scenario normativo.

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

Guidare una vettura a batteria con generatore aggiuntivo, progettata per eliminare l'ansia da ricarica, cambia incredibilmente il modo di approcciarsi alla mobilità elettrica. Ho avuto l'opportunità di testare diversi modelli commercializzati in Italia e mi sono trovato davanti a scenari e percezioni molto diversi rispetto a qualsiasi ibrida o elettrica tradizionale. La sensazione predominante è quella di disporre della silenziosità e prontezza tipica delle elettriche, ma con la tranquillità di poter proseguire il viaggio quando la batteria si esaurisce, senza la necessità di una colonnina vicina.

Durante le mie prove, ho apprezzato la flessibilità di utilizzare l'auto principalmente in elettrico-perfetta per il quotidiano-ma, all'occorrenza, capace di affrontare tratti lunghi, che solitamente scoraggiano i potenziali acquirenti di BEV. Chi guida spesso su tratte miste o extraurbane coglie in questa tecnologia una risposta concreta alle incertezze delle infrastrutture e ai ritmi della vita moderna. L'obiettivo di questa prova è raccontare, con evidenze pratiche, quanto emerge sulle vetture di ultima generazione che non richiedono necessariamente la ricarica alla spina, svelandone vantaggi, limiti e sviluppi.

Cos'è una auto range extender: definizione e funzionamento

Si parla spesso di range extender, ma la reale differenza rispetto ad altri sistemi emerge solo guidando e osservando il comportamento su strada. Un'auto dotata di questa soluzione è essenzialmente un'elettrica con dimensioni della batteria ottimizzate, affiancata da un piccolo motore a combustione interna. Il ruolo di quest'ultimo non è mai quello di azionare direttamente le ruote, ma serve esclusivamente come generatore per fornire energia alla batteria o direttamente al motore elettrico quando necessario. Nel dettaglio:

  • Durante l'utilizzo quotidiano, la vettura sfrutta sempre la batteria principale e il motore elettrico per la trazione.
  • Quando la carica scende sotto una soglia o si affronta un viaggio più lungo, entra in funzione il generatore termico, garantendo così autonomia supplementare.
  • In alcune soluzioni, oltre al rifornimento di benzina, è possibile anche la ricarica alla presa, in altre si procede solo tramite carburante.
Questa architettura si distingue dalle ibride plug-in, dove il motore termico e quello elettrico possono collaborare per la trazione. Nel caso delle range extender, invece, la trazione rimane integralmente elettrica e il generatore non ha mai connessione diretta con il moto delle ruote. Un esempio emblematico è la BMW i3 REx, seguita oggi da modelli come Leapmotor B10 e la nuova Mazda MX-30 R-EV, che rinnovano il concetto per il mercato attuale.

Esperienza d'uso su strada: autonomia, comfort e flessibilità

Una delle qualità riscontrate è la libertà rispetto alle limitazioni della ricarica, aspetto particolarmente rassicurante durante trasferte di centinaia di chilometri senza pianificazione esasperata. Nel mio uso giornaliero ho notato che con una batteria carica percorro senza difficoltà le distanze abituali, sfruttando appieno i benefici delle emissioni ridotte, della silenziosità e della progressione fluida. Solo nel momento in cui la carica si avvicina al minimo, il range extender interviene automaticamente e in modo poco invasivo:

  • Autonomia estesa: la possibilità di raggiungere anche 900-1.500 km complessivi con un pieno e una batteria completamente carica, a seconda del modello.
  • Uso versatile: perfetta sia per l'utilizzo cittadino, dove si sfrutta solo l'energia elettrica, sia per tratte extraurbane o viaggi senza pianificazioni complesse.
  • Comfort acustico e vibrazioni: la trazione solo elettrica garantisce silenzio e assenza di vibrazioni fino all'intervento del generatore termico.
  • Flessibilità di rifornimento: in assenza di prese di ricarica, il pieno di carburante offre tempi di sosta rapidissimi e libertà totale di itinerario.
  • Costi operativi contenuti: nei tragitti brevi e quotidiani, l'utilizzo esclusivo dell'elettrico abbassa i consumi di carburante e i costi di manutenzione rispetto a una vettura solo termica.
  • Riduzione dell'ansia da autonomia: fondamentale soprattutto per chi vive in aree con poche infrastrutture di ricarica.
  • Poter contare su una doppia strategia energetica: alcune auto consentono sia la ricarica alle colonnine sia il rifornimento al distributore.
L'esperienza, soprattutto in contesti urbani o suburbani, è molto simile a quella di un BEV puro: risposta pronta, guida piacevole e zero emissioni locali. Sui lunghi viaggi, invece, emerge tutta la versatilità di questa architettura.

Svantaggi, limiti e differenze rispetto a ibride e elettriche pure

Innanzitutto l'efficienza di sistema non raggiunge quasi mai i livelli delle migliori elettriche pure: quando il range extender funziona come generatore si verificano inevitabili perdite dovute ai passaggi energetici multipli. Inoltre, il peso aggiuntivo (dovuto a batteria, motore a combustione e relativi sistemi) può incidere su consumi e prestazioni. È corretto evidenziare che le auto con range extender non sono da confondere con ibride plug-in o full hybrid, poiché la catena cinematica resta sempre distinta. Ecco le criticità principali riscontrate e da conoscere prima della scelta:

  • Emissioni non azzerate: quando il generatore è attivo, si producono emissioni e si consuma carburante.
  • Normative restrittive: in contesti europei non sempre equiparate ai BEV puri per accesso a ZTL o incentivi economici.
  • Manutenzione: la presenza di due sistemi diversi (elettrico e termico) può generare un moderato aumento dei costi di manutenzione.
  • Minor capienza bagagliaio: l'integrazione di tutti i componenti può portare a una leggera riduzione dello spazio utile.
  • Rumorosità e vibrazioni: in alcuni modelli meno recenti, l'attivazione del generatore risulta udibile in abitacolo, anche se i più moderni hanno ridotto notevolmente il fenomeno.
  • Posizionamento di mercato: i costi di acquisto restano superiori a molte ibride e a una parte dei BEV entry level.
Diversamente dalle full hybrid, dove la collaborazione tra motori ottimizza l'efficienza, e dalle BEV pure che offrono emissioni zero e minori costi di gestione, le range extender rappresentano una via intermedia-molto valida soprattutto per chi cerca prestazioni e flessibilità unite.

La mia prova: modelli, consumi reali ed esempi pratici

Nei test condotti, ho avuto modo di valutare l'efficacia dei range extender su modelli di nuova generazione distribuiti anche in Italia. Il caso più rappresentativo è la Leapmotor B10 REEV, con motore elettrico da 218 CV affiancato da un generatore a benzina da 1.5 litri e serbatoio da 50 litri. L'autonomia solo elettrica, da scheda tecnica, è di 86 km; è possibile percorrere quasi 900 km senza soste lunghe. In occasione di viaggi misti autostrada/città, ho riscontrato un consumo in elettrico pari a circa 18 kWh/100 km, mentre a generatore attivato la media di consumo di carburante si attesta tra i 5,5 e i 6,5 l/100 km, dati in linea con quanto dichiarato dal produttore.

Un altro esempio è fornito dalla Mazda MX-30 R-EV, dotata dell'unico motore rotativo in questa fascia di mercato. Sulla MX-30 la capacità di viaggiare solo con elettrico (circa 85 km reali) si combina con una brillantezza su strada sorprendente per questo segmento. In città il comfort rimane quello di una elettrica standard, mentre su percorsi misti il generatore garantisce continuità anche oltre 700 km:

Modello

Autonomia Elettrica (km)

Autonomia Totale (km)

Consumo Carburante (l/100 km)

Leapmotor B10 REEV

86

900

6,0

Mazda MX-30 R-EV

85

700+

6,3

La presenza della ricarica veloce (AC e DC) rappresenta un valore aggiunto, specialmente in un contesto come il nostro dove il tempo di sosta rappresenta spesso un fattore decisivo.

Le nuove tecnologie range extender e le evoluzioni in arrivo

La rapidissima evoluzione del settore introduce soluzioni di grande interesse. Changan propone un generatore a turbina compatto, applicabile anche come retrofit, che alza l'efficienza e riduce gli interventi invasivi: un plus pensato sia per chi teme il freddo sia per l'automobilista che vive tra città e periferia. L'adozione di palette fisse su cuscinetti a sfera assicura una resa migliorata di oltre il 5% rispetto ai sistemi tradizionali.

Renault si prepara a lanciare la piattaforma RGEV Medium 2.0 dal 2028, pensata nativamente per elettriche ma pronta ad accogliere un piccolo propulsore supplementare: autonomia fino a 750 km in elettrico e 1.400 km totali, riducendo drasticamente costi di sviluppo del 40%. Le possibilità di ricarica ultra veloce (800 Volt) e le opzioni di trazione integrale e traino promettono di attirare un pubblico sempre più ampio.

Mazda, con l'unità rotativa Wankel della MX-30, e Leapmotor, con la B10 e altri modelli (C10, C11), rilanciano il range extender come ponte ideale tra BEV e PHEV, focalizzandosi su basse emissioni e alti standard di affidabilità.






Leggi anche

Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...