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Auto rubate in pieno giorno anche in garage, gps e allarmi non bastano più: i numeri crescono ogni giorno

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di Alberto Pelletti pubblicato il

I furti d’auto aumentano e avvengono anche di giorno, persino nei garage: GPS e allarmi non sono una garanzia. Tra metodi dei ladri, strategie di prevenzione e polizze, ecco cosa valutare.

Lo scorso anno in Italia sono stati rubati circa 136 mila veicoli: in media, 285 auto al giorno, quasi 12 ogni ora. Le statistiche del Ministero dell’Interno, elaborate a partire dalle denunce, segnano un aumento del 3% rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo è stato ritrovato circa il 45% dei mezzi. Un garage chiuso, un allarme o un localizzatore possono ostacolare il furto o aiutare nelle ricerche, ma nessuno di questi strumenti garantisce che l’auto sia al sicuro.

La percezione del rischio non sempre corrisponde a ciò che accade. Oggi il furto può riguardare l’intera vettura, ma i gruppi organizzati possono puntare anche ai componenti richiesti sul mercato illegale oppure servirsi di apparecchi elettronici per aprire e avviare l’auto. Per chi lascia il mezzo in strada, in cortile o in autorimessa, la protezione si costruisce mettendo insieme accorgimenti quotidiani, dispositivi diversi e una polizza adatta al valore della vettura.

Furti d’auto: i numeri e il confronto

Le circa 136 mila sottrazioni riguardano auto e altre categorie di veicoli. La media di 285 furti al giorno, invece, si riferisce alle sole automobili. I due dati sono collegati, ma non misurano la stessa cosa: nel corso dell’anno si sono aggiunti quasi 90 furti al giorno di moto e ciclomotori. Nel complesso, le denunce sono cresciute del 3%. I dispositivi montati sulle vetture moderne, dunque, non hanno portato a una riduzione stabile del fenomeno.

Nel confronto europeo, Eurostat colloca l’Italia al quarto posto per numero di furti di veicoli rispetto alla popolazione: 231 casi ogni 100 mila abitanti. È un confronto basato sulle denunce, non una misura della probabilità che una singola auto venga rubata. Nel risultato incidono anche quanti veicoli circolano, come sono distribuiti sul territorio e in che modo vengono registrati gli episodi. Il dato resta utile per inquadrare le differenze di rischio tra province.

La graduatoria nazionale mostra che le denunce si concentrano soprattutto in alcune regioni. In Campania sono state registrate 26.445 auto rubate, nel Lazio 18.071 e in Sicilia 15.555. Sul totale dei furti, alle regioni del Sud è attribuito il 45%, a quelle del Centro il 20% e alle Isole il 16%. I numeri assoluti, però, non dicono da soli quale sia il rischio per ogni automobilista: una regione con più abitanti può avere più episodi anche perché sulle sue strade circolano più veicoli.

Un’altra elaborazione dei dati del Viminale indica oltre 31 mila furti di veicoli in Campania, più di 24 mila nel Lazio e circa 19.500 in Sicilia. Questi valori non vanno sommati a quelli relativi alle sole automobili e non sono direttamente sovrapponibili: le rilevazioni possono includere categorie e perimetri diversi. La distinzione conta anche quando si leggono i dati delle assicurazioni, che possono esprimere la frequenza dei furti per veicolo assicurato o circolante anziché il totale delle denunce.

In garage e di giorno: il quadro della situazione

Un furto può avvenire anche di giorno e non richiede necessariamente una strada isolata. Le cronache e le analisi di settore descrivono metodi rapidi e silenziosi, utilizzabili quando il proprietario è lontano dall’auto e anche in luoghi privati o parcheggi chiusi. Manca però una percentuale nazionale omogenea che permetta di stabilire quanti furti avvengano di giorno o all’interno di un garage. Si può quindi parlare di un rischio concreto, non affermare che queste circostanze riguardino la maggioranza dei casi.

Un garage limita la visibilità della vettura e aggiunge una barriera fisica. Quanto sia efficace dipende, però, da come si entra e si esce, dalle serrature e dai controlli. Un’autorimessa condivisa, con il portone lasciato aperto o senza accessi sorvegliati, non ostacola quanto un box individuale ben chiuso. Anche un’auto parcheggiata nel posto assegnato può essere raggiunta da chi ha tempo e attrezzature. Il garage, quindi, non sostituisce né l’antifurto né la custodia attenta delle chiavi.

L’orario, preso da solo, non basta a descrivere il rischio. La vettura può sparire mentre il proprietario è al lavoro, sta facendo la spesa o dorme. Alcuni sistemi elettronici, inoltre, consentono di intervenire senza rompere un vetro e senza lasciare segni evidenti. Al ritorno, si può trovare soltanto il posto vuoto, senza riuscire a capire subito quando sia avvenuta la sottrazione.

Come agiscono i ladri e cosa cercano

Il furto d’auto non si riduce più al finestrino infranto e ai cavi sotto il volante. Tra le tecniche segnalate dagli operatori specializzati ci sono la clonazione o la manipolazione della chiave elettronica, gli attacchi ai sistemi keyless e l’accesso alla rete elettronica di bordo. Nei relay attack, per esempio, gli apparati usati dai ladri fanno da ponte tra la chiave e il veicolo: l’auto rileva il dispositivo come se fosse più vicino di quanto non sia davvero. L’esposizione cambia in base al modello e alla generazione della vettura; non tutte sono vulnerabili allo stesso modo.

Esistono anche jammer, apparecchi che possono disturbare le comunicazioni radio e, in determinate condizioni, bloccare una trasmissione o una localizzazione. Altri strumenti consentono di accedere alla rete CAN bus e intervenire sui sistemi elettronici del veicolo. Servono competenze e attrezzature specifiche: non sono metodi usati in ogni furto, ma mostrano perché immobilizer e chiave codificata non rendano invulnerabile un’auto moderna.

Il bersaglio può essere l’intera vettura oppure un singolo componente. Sono stati registrati quasi 14 mila interventi per danni da furto parziale o tentato furto, il 3,5% in più. Tra i ricambi che hanno valore figurano fari e gruppi ottici, telecamere, paraurti, monitor, cerchi, catalizzatori e componenti elettronici. Secondo un rapporto di settore, un ladro esperto può sottrarre alcuni elementi in circa 50-90 secondi. L’auto resta sul posto, ma può diventare inutilizzabile e avere bisogno di riparazioni costose.

Tra i modelli più rubati compaiono utilitarie molto diffuse, come Fiat Panda, Fiat 500 e Lancia Ypsilon. Sono segnalati anche SUV e crossover, tra cui Jeep Renegade e Fiat 500X, apprezzati per la richiesta di ricambi. La popolarità di un modello, la disponibilità di pezzi sul mercato parallelo e il valore dei suoi componenti possono renderlo interessante per i gruppi criminali. La graduatoria, comunque, non vale in modo identico per ogni città né si ripete necessariamente ogni anno.

GPS e allarme: protezioni utili, non infallibili

Un localizzatore può indicare dove si trova un veicolo rubato e aiutare a coordinare le ricerche. Non impedisce, però, che l’auto venga sottratta. Se il dispositivo comunica attraverso reti disturbate, oppure viene individuato e disattivato, il segnale può interrompersi. E conoscere una posizione non significa che il mezzo sia già stato recuperato: occorrono una segnalazione tempestiva, verifiche e l’intervento delle autorità. L’allarme può attirare l’attenzione e scoraggiare un tentativo, ma è aggirabile e potrebbe non essere sentito da chi si trova lontano.

Il tasso di recupero è un dato distinto dal numero dei furti. La media nazionale è rimasta intorno al 45%: è stata ritrovata meno della metà dei veicoli sottratti. Nel primo semestre del 2026 LoJack, società specializzata nel recupero dei veicoli, ha comunicato di averne recuperati 1.230 attraverso la propria attività. Il dato riguarda l’operatore e quel periodo. Non corrisponde al totale nazionale e non permette, da solo, di calcolare una percentuale di successo riferita a tutti i furti.

Quando il veicolo viene localizzato prima che sia smontato o trasferito oltre confine, le possibilità di recuperarlo restano aperte. Altre auto vengono reimmatricolate, private dei componenti o avviate verso mercati esteri, tra cui l’Europa orientale e l’Africa occidentale. Per questo il tempo conta: presentare la denuncia appena ci si accorge della sparizione permette alle autorità di disporre subito delle informazioni, mentre il mezzo può essere ancora rintracciabile.

Le precauzioni non azzerano il rischio. Possono però rendere l’auto meno facile o meno conveniente da rubare. La scelta dipende dal modello, dal luogo in cui il veicolo viene lasciato di solito e dalle abitudini di chi lo usa. Tra gli accorgimenti pratici:

  • Parcheggiare in aree illuminate, frequentate e, se disponibili, sorvegliate da telecamere. Box e accessi vanno chiusi sempre, senza affidarsi al solo portone condominiale.
  • Usare un bloccasterzo o un blocca pedali: sono dispositivi meccanici visibili e costituiscono un ostacolo distinto dai sistemi elettronici dell’auto.
  • Custodire con attenzione le chiavi keyless, senza lasciarle vicino a porte o finestre. Dal manuale del veicolo si può verificare se è possibile disattivare l’apertura senza contatto.
  • Non lasciare oggetti in vista e controllare che portiere e finestrini siano chiusi, anche quando la sosta è breve.
  • Aggiornare i sistemi quando il costruttore rilascia nuovi software e valutare un localizzatore indipendente, installato da un professionista.
Un dispositivo meccanico non dipende dalla stessa alimentazione o dalle stesse comunicazioni del GPS: per questo può affiancare la protezione elettronica. Non è una difesa assoluta. L’obiettivo è ridurre le occasioni e allungare il tempo necessario per agire. Se l’auto scompare, bisogna contattare subito le forze dell’ordine e comunicare targa, modello, colore, luogo e ora dell’ultima sosta. Se c’è un localizzatore, vanno fornite anche le informazioni disponibili sul tracciamento.




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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...