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Beltè, il tè freddo ritorna italiano acquistato dalla Sibat Tomarchio con un piano di rilancio che coinvolge la Sicilia

di Marcello Tansini pubblicato il
Beltè e Sibat Tomarchio

Il celebre tè freddo Beltè torna italiano grazie all'acquisizione da parte di Sibat Tomarchio, che punta a rilanciare il marchio valorizzando la Sicilia. Il piano coinvolge storia, innovazione, qualità e impatto sul territorio.

Lo storico marchio Beltè, da anni presenza costante sugli scaffali italiani, avvia una nuova fase grazie all’acquisizione da parte di Sibat Tomarchio, rinomata azienda siciliana con una lunga tradizione nel settore beverage. La recente operazione, attiva da gennaio 2026, rappresenta una svolta per il mondo delle bevande italiane, segnando il ritorno di Beltè da proprietà estera a gestione italiana e regionale. Un importante scenario di continuità e sviluppo coinvolge ora la Sicilia, che viene posta al centro del rilancio dello storico tè freddo.
Il progetto nato da questa acquisizione punta a offrire nuove opportunità di crescita sul mercato nazionale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e l’immagine di un prodotto che ha segnato le abitudini di intere generazioni. La visione della famiglia Busi e della presidente Maria Cristina Busi Ferruzzi intende radicare il valore industriale nel territorio, investendo su tradizione, professionalità e futuro del beverage di qualità. Questa strategia si distingue per l’attenzione all’identità italiana, alla responsabilità verso i lavoratori locali e alle esigenze dei nuovi consumatori, riaffermando la volontà di sostenere e valorizzare le eccellenze produttive autoctone.

La storia di Beltè: dalle origini venete al marchio nazionale del tè freddo

Le origini di Beltè affondano in Veneto, precisamente a San Giorgio in Bosco, all’interno di uno degli storici stabilimenti Sanpellegrino. Dalla metà del Novecento, questo brand ha saputo trasformare un semplice tè imbottigliato in una vera icona del consumo italiano. Con una ricetta improntata alla naturalità e alla leggerezza, ha sempre mantenuto un posizionamento coerente, rivolto a famiglie, giovani e adulti alla ricerca di un’alternativa genuina nel segmento delle bevande ready-to-drink.
Nel corso degli anni, Beltè si è consolidato nella grande distribuzione, conquistando una rilevanza nazionale fino a distinguersi da altre proposte per semplicità ed essenzialità. La sua formula, che abbina estratti di foglie selezionate a infusi di frutta e l’assenza di additivi artificiali, ha accompagnato momenti di convivialità e quotidianità in tante case italiane.
La cessione iniziale dal gruppo Sanpellegrino alla multinazionale olandese Refresco aveva temporaneamente allontanato il brand dalle radici italiane; nonostante ciò, l’identità popolare e familiare di Beltè è rimasta intatta nella percezione dei consumatori. La scelta di Sibat Tomarchio di puntare su questa storica etichetta restituisce ora al mercato un prodotto che porta con sé un’eredità autentica e profondamente radicata nella memoria collettiva.

L’acquisizione da parte di Sibat Tomarchio: motivazioni e visione industriale

L’ingresso di Beltè nell’universo Sibat Tomarchio è espressione di una strategia industriale lungimirante e responsabile. L’azienda siciliana, già leader regionale nelle bevande a base di agrumi, ha scelto di allargare il proprio portafoglio con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel mercato nazionale delle bevande. La presidente, Maria Cristina Busi Ferruzzi, ha sottolineato come questa operazione sia guidata dalla volontà di investire e generare valore “sul territorio e per il territorio”, unendo le competenze costruite in oltre un secolo di attività con l’energia imprenditoriale locale.
La decisione di acquisire un marchio storico si innesta nella necessità di offrire una gamma sempre più ampia e complementare, capace di presidiare sia il comparto delle bevande gassate sia quello delle bevande piatte refrigerate. Il progetto di rilancio prevede la progressiva integrazione del know-how Beltè nella cultura produttiva di Sibat Tomarchio, con una particolare attenzione alla qualità degli ingredienti e all’evoluzione dei gusti dei consumatori.
L’operazione acquista ulteriore significato in un periodo in cui molte aziende delocalizzano valore all’estero: la scelta di radicare il progetto industriale in Sicilia mira invece a consolidare il legame tra impresa e comunità locale, promuovendo il made in Italy e restituendo alla Sicilia un ruolo strategico nel panorama nazionale delle bevande pronte al consumo.

Il piano di rilancio: valorizzazione della Sicilia, nuove strategie e investimenti

La nuova fase segnata dall’inserimento di Beltè nel gruppo Tomarchio si articola attorno a un insieme coerente di azioni strategiche e investimenti, volte a restituire centralità al marchio e a rafforzarne il legame con la Sicilia. Il cuore del piano di rilancio consiste nella valorizzazione delle risorse e competenze locali, con la creazione di nuove sinergie produttive e il trasferimento di know-how tra il personale Beltè e Tomarchio.
Tra le principali leve individuate dal management spiccano:

  • Investimento nelle linee produttive siciliane, per garantire efficienza e modernità ai processi di imbottigliamento e confezionamento.
  • Rafforzamento della presenza nella GDO italiana, con un ampliamento dei punti vendita e una diversificazione dell’offerta per intercettare nuove fasce di mercato.
  • Innovazione nella comunicazione e nel marketing, dove la narrazione dell’identità siciliana e del valore territoriale diventa elemento distintivo e attrattivo per i consumatori contemporanei.
  • Espansione dei formati e adattamento dei gusti alle nuove tendenze di consumo, senza perdere di vista l’eredità storica del marchio.
Un elemento chiave della strategia riguarda la scelta di puntare su ingredienti e processi sostenibili, espressione dell’impegno verso la qualità e la sicurezza alimentare. La visione a medio termine prevede, inoltre, la creazione di occupazione e la valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali siciliane, stimolando investimenti che possano fungere da volano per lo sviluppo territoriale. L’approccio adottato da Sibat Tomarchio si distingue per la sua aderenza a modelli di economia responsabile, volti a consolidare non solo le performance commerciali ma anche il tessuto sociale locale.

Le caratteristiche distintive di Beltè: naturalità, qualità, gusti e formati

Tra i punti di forza che hanno reso Beltè riconoscibile nel tempo spicca una ricetta basata su pochi ingredienti selezionati e un’attenzione autentica alla qualità. Il prodotto si caratterizza per:

  • l’utilizzo di estratti di foglie di tè e infusi di frutta
  • assenza di coloranti, conservanti e glutine, con una proposta gluten free
  • un gusto equilibrato, leggero e naturale, pensato per la quotidianità di famiglie e giovani adulti
La gamma prevede diverse varianti per coprire tutte le occasioni di consumo: le classiche bottiglie da 1,5 litri, ideali per la convivialità domestica, le pratiche bottigliette da 0,5 litri per il fuori casa, oltre alle lattine da 33 cl che rispondono alle esigenze di praticità e dinamismo. Due i gusti simbolo, limone e pesca, a cui si aggiungono versioni a basso contenuto calorico (“Zero”).
L’impegno per la naturalità non è solo una scelta commerciale, ma rappresenta il filo rosso di un racconto che si rinnova, conquistando la fiducia del consumatore grazie a standard di trasparenza, sicurezza alimentare e rispetto delle migliori pratiche produttive. L’obiettivo resta quello di proporre un tè freddo riconoscibile, coerente con i valori di benessere e qualità attesi dal mercato moderno.

Impatto sull’economia locale e nazionale: sviluppo, occupazione e identità del territorio

L’inserimento di un marchio con la notorietà di Beltè all’interno del tessuto produttivo siciliano genera un impatto bilaterale: rafforza lo sviluppo dell’industria locale e promuove la competitività nazionale nell’ambito delle bevande pronte al consumo. L’operazione rappresenta, infatti, un esempio virtuoso di come il valore industriale possa essere trattenuto e potenziato sul territorio, in controtendenza rispetto alle dinamiche di delocalizzazione osservate in altri settori.
Tra i benefici più rilevanti si evidenziano:

  • Crescita delle opportunità di impiego diretto e indiretto, sia negli impianti produttivi che nell’indotto logistico-commerciale.
  • Consolidamento della filiera agroalimentare siciliana, con effetti positivi sulla fornitura di materie prime e servizi connessi.
  • Incremento della reputazione e dell’identità territoriale, facendo leva su uno storico marchio italiano che da oggi rappresenta ancora di più la Sicilia.
A livello nazionale, il progetto rilancia la sfida del made in Italy nel comparto beverage, favorendo la crescita fuori dai confini regionali e rafforzando la presenza nella grande distribuzione. L’attenzione dedicata alla responsabilità sociale, alla qualità del lavoro e alla valorizzazione delle competenze locali conferma il posizionamento di Sibat Tomarchio quale esempio di imprenditoria che investe in modo sostenibile nello sviluppo economico del Paese.


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