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Bonus caldaia, stop dal 3 agosto: ecco chi perde detrazioni e Conto Termico. I nuovi requisiti

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Dal 3 agosto cambiano le regole per il bonus caldaia: stop alle detrazioni per alcuni impianti, nuovi requisiti da rispettare e incentivi rivisti. Focus su direttive europee, eccezioni, tecnologie alternative.

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A seguito del recepimento della Direttiva RED III attraverso il D.Lgs. 5/2026, il quadro degli incentivi relativi agli impianti di riscaldamento è stato radicalmente modificato, ponendo al centro l'urgenza della decarbonizzazione degli edifici residenziali. Dal 3 agosto, infatti, numerosi incentivi all'installazione di apparecchi tradizionali sono oggetto di restrizione o eliminazione, con effetti immediati per chi intende effettuare interventi di sostituzione o adeguamento degli impianti termici.

L'attuale scenario nasce dal progressivo allineamento alle direttive europee, con focus su efficienza energetica e riduzione delle emissioni inquinanti. In concreto, lo stop agli incentivi colpisce stufe a legna, a pellet, termocamini e caminetti alimentati a biomassa, che da oggi perdono l'accesso sia alle detrazioni fiscali (tramite Ecobonus e Bonus Ristrutturazione) sia agli altri voucher regionali, provinciali o comunali.

L'obiettivo dichiarato dal legislatore europeo e nazionale è la progressiva riduzione delle fonti fossili e delle biomasse tradizionali nei sistemi domestici, privilegiando soluzioni a basso impatto ambientale quali pompe di calore elettriche, impianti ibridi certificati e solare termico.

Risultano particolarmente colpite le aree già soggette a infrazione europea per sforamento dei limiti sul particolato atmosferico, dove la combustione di biomassa vergine può incrementare le emissioni di PM10 e PM2.5, aggravando la qualità dell'aria.

Questo rinnovato quadro legislativo e tecnico impone una riflessione accurata sulla scelta delle nuove tecnologie e sulla tempestività nell'adeguare i propri impianti, onde evitare la perdita delle agevolazioni ancora disponibili e cogliere le nuove opportunità legate all'efficienza energetica.

Bonus caldaia 2026: tutte le novità normative e le direttive

L'adeguamento normativo relativo al Bonus Caldaia 2026 introdotto dal decreto legislativo 5/2026 recepisce le direttive RED III, determinando un importante cambiamento nei requisiti minimi richiesti agli impianti di climatizzazione domestica.

L'Europa mira a eliminare progressivamente le fonti fossili e incentivare la diffusione di sistemi energeticamente sostenibili e ad alte prestazioni. Questo quadro discende dagli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal UE e dalla Direttiva Case Green, che coinvolgono sia edifici di nuova costruzione sia immobili esistenti. Le novità riguardano:

  • Esclusione delle caldaie a gas, anche a condensazione, dal novero degli impianti agevolabili tramite bonus fiscali statali;
  • Obbligo di preferire sistemi ibridi factory made, ovvero impianti integrati e certificati dal produttore, come unica possibilità ancora incentivata tra le soluzioni che coinvolgono anche l'uso del gas;
  • Stop generale agli incentivi per stufe, caminetti e termocamini alimentati a biomassa, con alcune eccezioni per modelli altamente efficienti e certificati;
  • Necessità di integrare fonti rinnovabili nei progetti di riqualificazione termica, a meno di documentate difficoltà tecniche o economiche;
  • Introduzione di criteri sempre più stringenti in tema di emissioni inquinanti, in particolare riguardo al particolato e alle polveri sottili, elemento centrale nel razionamento degli incentivi pubblici.
In questa ottica, tutte le agevolazioni, detrazioni e incentivi, inclusi quelli regionali, devono essere conformi al nuovo paradigma legislativo e sono soggetti a stringenti controlli sulla documentazione tecnica e sulle modalità di utilizzo dei combustibili ammessi. Vengono così premiate soluzioni elettriche, ibride di nuova generazione e impianti solari termici, allineate agli obiettivi di sostenibilità e abbattimento delle emissioni.

Chi perde le detrazioni e le regole per stufe, biomassa e caldaie

Dal 3 agosto 2026, la normativa italiana elimina la possibilità di accedere a incentivi fiscali e voucher per tutte le tecnologie basate su combustibili fossili o biomassa tradizionale. Il quadro che ne emerge è rilevante per:

  • Stufe a pellet, legna, termocamini e caminetti: esclusi da qualsiasi forma di detrazione sia tramite Ecobonus che Bonus Ristrutturazione;
  • Caldaie a gas tradizionali e a condensazione: non rientrano più tra gli interventi ammissibili ai bonus su ristrutturazioni o efficientamento energetico;
  • Cessazione degli incentivi anche per generatori a petrolio e altri combustibili fossili.
Questi vincoli sono stati giustificati dal legislatore con l'urgenza di tutelare la qualità dell'aria e ridurre l'esposizione al particolato fine, considerando che ampie zone d'Italia superano regolarmente i limiti fissati dall'UE.

Viene inoltre previsto che non sarà più possibile inserire questi interventi tra le spese ammissibili per il bonus mobili e per i bandi regionali. La transizione è accompagnata da controlli rafforzati sulle certificazioni e sulla documentazione, con sanzioni in caso di irregolarità, così da garantire la piena conformità ai nuovi standard ambientali ed energetici.

Le eccezioni: biomassa ultima generazione e pellet certificato

Nonostante la stretta normativa, esistono specifiche eccezioni riservate alle tecnologie a biomassa di ultimissima generazione. L'installazione di una nuova stufa o caldaia a pellet rimane incentivabile soltanto se sussistono i requisiti tecnici:

  • Certificazione ambientale a 5 stelle (DM 186/2017);
  • Rendimento termico superiore all'87%;
  • Emissioni di particolato primario inferiori a 1 mg/Nm³ per deroghe in ambienti limitati dal punto di vista impiantistico.
Inoltre, l'uso di pellet certificato ENplus A1 rappresenta un obbligo imprescindibile: solamente combustibile certificato consente di mantenere il diritto all'agevolazione, ed è necessaria la conservazione delle relative fatture per eventuali controlli.

Le eccezioni risultano così limitate a casi in cui la biomassa sostituisca un vecchio impianto non conforme, sempre nel rispetto dei nuovi standard di efficienza ed emissioni, e sotto stretta sorveglianza delle autorità di controllo regionale e fiscale.

Quali sono le agevolazioni ancora attive

Nonostante la stretta sugli incentivi, restano ancora attivi numerosi strumenti agevolativi per chi investe in tecnologie a basso impatto ambientale. Tra le soluzioni pienamente incentivate rientrano:

  • Pompe di calore elettriche: ammesse a Ecobonus e Bonus Casa con detrazioni fino al 50% per la prima abitazione (36% sulle seconde case). Offrono anche accesso ai rimborsi diretti previsti dal Conto Termico 3.0.
  • Sistemi ibridi factory made: si tratta di impianti integrati certificati dal produttore che combinano caldaie a condensazione a gas di classe alta con pompe di calore all'interno di un'unica unità, ottimizzando i consumi e garantendo una piena conformità alle direttive europee.
  • impianti solari termici, dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria o all'integrazione del riscaldamento, che mantengono inalterata la propria posizione tra le tecnologie incentivabili.
Le tabelle sottostanti riassumono le principali agevolazioni ancora in vigore:

Tipologia Impianto

Incentivo Ammissibile

Percentuale/Modalità

Pompa di calore

Ecobonus, Bonus Casa, Conto Termico

Dal 36% al 65%

Sistema ibrido factory made

Ecobonus, Bonus Casa, Conto Termico

Fino al 65%

Solare termico

Ecobonus, Bonus Casa, Conto Termico

Dal 36% al 65%

La detrazione avviene su dieci anni per Ecobonus e Bonus Casa, mentre il Conto Termico eroga il contributo con tempistiche molto più rapide.

Conto Termico 3.0: cosa prevede, requisiti e vantaggi

Il nuovo Conto Termico 3.0 rappresenta uno strumento alternativo alle detrazioni fiscali, garantendo pagamenti diretti per interventi di efficienza energetica e installazione di fonti rinnovabili. Le caratteristiche includono:

  • Rimborso diretto sul conto corrente entro pochi mesi dalla chiusura della pratica;
  • Importo fino al 65% delle spese sostenute (a seconda della tecnologia installata e della tipologia di edificio);
  • Beneficiari sia privati che condomìni, imprese e pubbliche amministrazioni;
  • Incentivazione di interventi di piccole dimensioni per incrementare l'efficienza e ridurre i consumi energetici.
La domanda si presenta tramite portale telematico GSE in tempistiche differenziate rispetto alle detrazioni classiche. Il vantaggio competitivo risiede nella rapidità di erogazione e nell'accessibilità ad un'ampia fascia di contribuenti, senza necessità di recupero in dieci anni come per l'Ecobonus.

L'incentivo copre interventi quali sostituzione di impianti tradizionali con pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa ad alta efficienza e installazione di impianti solari termici, sempre in conformità con i nuovi standard di sostenibilità e prestazione.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...