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Bonus e incentivi per caldaie 2026: ci sono ancora ma regole sempre più stringenti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Bonus incentivi caldaie 2026

Nel 2026 il panorama degli incentivi per le caldaie cambia profondamente: normative più rigide, nuove tecnologie coinvolte e regole aggiornate per accedere a bonus, detrazioni e nuove opportunità.

Il 2026 segna una svolta decisiva per il sistema di incentivi connessi alla sostituzione delle caldaie in Italia. L’evoluzione normativa, dettata dal recepimento della Direttiva Europea RED III e dal definitivo stop alle agevolazioni sulle caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, ha forgiato un nuovo scenario nel quale le politiche di efficientamento energetico sono sempre più rigorose. Viene incentivato solamente chi investe in soluzioni a ridotte emissioni di particolato, rispettando standard ambientali e di efficienza energetica che non lasciano spazio ai vecchi apparecchi.

La Direttiva Case Green (Energy Performance of Buildings Directive, EPBD) e il D.Lgs. 5/2026, che aggiorna in modo sostanziale il D.Lgs. 199/2021, escludono dagli incentivi tutti i sistemi basati unicamente su gas naturale, anche quando ad alta efficienza. Questa transizione, spinta dalle esigenze di contenimento delle emissioni e dalla necessità di innovare il parco impianti nazionale, comporta una revisione profonda delle strategie per la climatizzazione domestica e la produzione di acqua calda sanitaria.

Oggi accedono ai bonus solo le caldaie e i sistemi che integrano fonti rinnovabili o, comunque, dimostrano un impatto ambientale ridottissimo, in particolare rispetto alle emissioni di particolato. Coloro che intendono usufruire degli incentivi sono tenuti a considerare non solo la tecnologia scelta, ma anche il rispetto di limiti stringenti sulle emissioni, nonché la corretta esecuzione delle procedure amministrative richieste dalle recenti leggi.

Quali sistemi e interventi sono ancora incentivati: tecnologie ammesse, limiti sulle emissioni e novità della Direttiva RED III

La nuova disciplina sugli incentivi esclude tutte le caldaie a combustibile fossile puro. Dall’inizio del 2025, infatti, qualsiasi generatore di calore alimentato esclusivamente da gas naturale o Gpl non accede più ai benefici fiscali, nemmeno in presenza di classi energetiche elevate o tecnologie a condensazione. Questo passaggio normativo sancisce l’orientamento europeo: premiare la sostituzione degli impianti poco efficienti con soluzioni a impatto ambientale ridotto.

Quali soluzioni sono oggi realmente agevolabili?

  • Sistemi ibridi: composti da una pompa di calore elettrica integrata con una caldaia a condensazione in un unico apparato “factory made” o ben progettato in retrofit. Questi sistemi permettono di ridurre il consumo di gas, sfruttando prevalentemente l’energia elettrica, ad esempio nelle mezze stagioni, e attivando la caldaia solo quando è indispensabile. Devono essere sempre dotati di sistemi avanzati di termoregolazione (valvole termostatiche evolute).
  • Pompe di calore aria-acqua o geotermiche: sono incentivate se rispettano requisiti stringenti in termini di efficienza stagionale (SCOP, ?s%) e di emissioni. Per quelle elettriche, è obbligatorio il rispetto dei valori di Ecodesign; per i modelli a gas, sono fissati precisi limiti di emissione di ossidi di azoto.
  • Caldaie a biomassa avanzata (legna o pellet): possono accedere ai contributi solo se certificate almeno 5 stelle per le prestazioni ambientali. I generatori superiori a 500 kW devono, inoltre, avere sistemi di abbattimento delle polveri efficaci oltre il 90% delle ore di funzionamento.
  • Solare termico: per la produzione di acqua calda sanitaria e, in taluni casi, riscaldamento integrativo. I collettori devono possedere certificazione Solar Keymark e rispettare produttività energetica annua minima.
  • Hydrogen-ready e biometano: caldaie certificate per il funzionamento con gas verdi (biometano o miscele di idrogeno) possono accedere ai bonus, purché rispondano ai nuovi standard tecnici europei.
  • Scaldacqua a pompa di calore: riconosciuti come grandi elettrodomestici efficienti, possono beneficiare di incentivi sia per la produzione di ACS sia per la sostituzione dei vecchi boiler elettrici.
Un’attenzione particolare va riservata alle prestazioni ambientali. La Direttiva RED III e il D.Lgs. 5/2026 fissano limiti rigorosi sulle emissioni di particolato per tutti gli apparecchi a biomassa (obbligo della certificazione 5 stelle; uso esclusivo di pellet/legna certificata secondo UNI EN ISO 17225) e dettano parametri precisi per la manutenzione e la verifica degli apparecchi incentivati, da attestarsi con la documentazione idonea al GSE e agli enti di controllo regionali.

Per tutti gli interventi incentivati, l’installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia termica o sistemi di termoregolazione ambiente evoluti è sempre obbligatoria, ad eccezione di alcune deroghe puntuali previste per impianti molto particolari. Questo requisito eleva ulteriormente il livello di efficienza richiesto, assicurando il controllo puntuale dei consumi stanza per stanza e la reale ottimizzazione del risparmio energetico.

Tecnologia ammessa Tipo di incentivo Requisiti ambientali
Sistemi ibridi (caldaia + PdC) Ecobonus / Conto Termico / Bonus Ristrutturazioni Classe A, valvole termostatiche evolute, integrazione energetica
Pompe di calore Ecobonus / Conto Termico Efficienza Ecodesign, limiti emissioni NOx
Biomassa avanzata Conto Termico / Bonus Ristrutturazioni / Ecobonus Certificazione 5 stelle, manutenzione biennale, uso combustibili certificati
Solare termico Bonus Ristrutturazioni / Ecobonus Solar Keymark, produttività minima, garanzia min. 5 anni
Hydrogen-ready/biometano Ecobonus / Conto Termico / Bonus Ristrutturazioni Certificazione europea, compatibilità gas verdi
Scaldacqua a pompa di calore Conto Termico / Bonus Mobili Classe A+ efficienza energetica

La portata innovativa delle nuove regole emerge anche dalla possibilità di incentivare interventi più complessi, come l’allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti o la sostituzione con microcogeneratori alimentati da fonti rinnovabili, che incontrano standard di rendimento e produzione di energia primaria stabiliti dal legislatore.

Come ottenere incentivi e detrazioni: requisiti, beneficiari e procedura per ecobonus, conto termico e bonus ristrutturazioni

Chi desidera beneficiare dei bonus casa vigenti per le caldaie deve rispettare una procedura precisa, che varia in funzione della misura fiscale scelta. Nel dettaglio, gli strumenti a disposizione sono Ecobonus, Conto Termico 3.0 e Bonus ristrutturazioni: tre canali incentivi edilizi, accomunati però dalla necessità di conformarsi ai nuovi requisiti ambientali e amministrativi.

  • Ecobonus: destinato a interventi di efficienza energetica, consente di detrare dal 50% al 65% delle spese, a seconda del tipo di impianto, in 10 rate annuali. La quota più alta viene riconosciuta ai sistemi ibridi o particolarmente evoluti installati come intervento trainante. Il beneficiario deve essere proprietario, inquilino o familiare convivente dell’immobile e avere capienza fiscale IRPEF. È obbligatorio effettuare il pagamento con bonifico parlante e inviare all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva dell’intervento. L’ammissibilità passa anche attraverso la presentazione della dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore e, per impianti complessi, di una specifica asseverazione tecnica.
  • Conto Termico 3.0: rappresenta l’opzione per ricevere un contributo diretto sul conto corrente già a lavori conclusi. La domanda va presentata sul portale del GSE, entro 60 giorni dal termine degli interventi; il contributo può coprire fino al 65% delle spese, raggiungendo anche 15.000 euro in singola soluzione. I destinatari sono privati, pubbliche amministrazioni, enti del Terzo Settore e comunità energetiche rinnovabili. È necessario presentare fatture, ricevute di pagamento, certificazioni tecniche e dichiarazione dell’installatore, oltre a rispettare tutti i requisiti previsti per la tecnologia scelta.
  • Bonus ristrutturazioni: accessibile solo nell’ambito di una manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia, consente una detrazione del 50% (prima casa) o 36% (altre unità) su un massimale di 96.000 euro. Permette di includere la sostituzione della vecchia caldaia, a patto che venga installato un sistema incentivabile.
I principali requisiti tecnici sono:
  • Rispetto dei limiti di emissione e delle soglie di efficienza stabilite dalla normativa;
  • Installazione obbligatoria di valvole termostatiche evolute o sistemi di regolazione modulante;
  • Obbligo di comunicazione all’ENEA o, per il Conto Termico, tramite sportello GSE;
  • Tracciabilità dei pagamenti (bonifico parlante);
  • Conservazione e invio delle certificazioni dell’impianto e dell’installatore abilitato.
Bonus Percentuale detrazione/contributo Durata recupero Requisiti chiave
Ecobonus Dal 50% al 65% 10 anni (detrazione IRPEF) Intervento su impianto esistente, invio ENEA, bonifico parlante
Conto Termico 3.0 Fino al 65% Erogazione diretta (1 rata) Domanda sul portale GSE, fatture e certificazioni, manutenzione programmata
Bonus ristrutturazioni 50% (prima casa), 36% (altre) 10 anni Manutenzione straordinaria, comunicazione ENEA, bonifico parlante
I potenziali beneficiari degli incentivi sono proprietari, usufruttuari, comodatari, locatari e familiari conviventi che partecipano alle spese purché in possesso dei necessari titoli di godimento sull’immobile. 

Ultimo aspetto: da fine 2024 non sono più previsti sconto in fattura né cessione del credito, quindi le agevolazioni si recuperano necessariamente tramite detrazione IRPEF o contributo diretto (Conto Termico). 






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