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La stretta su caldaie e altri obblighi per direttiva Green imposti da Enti Locali sono stati bloccati

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di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il
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Il TAR di Bolzano ha bloccato nuovi obblighi locali su caldaie e ristrutturazioni imposti dalla Direttiva Case Grenn Ue:le conseguenze per cittadini ed enti

Il percorso verso edifici a basse emissioni in Europa ha subito uno stop con la recente sentenza del Tribunale amministrativo di Bolzano. La cosiddetta direttiva Case Green, basata sulla Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) dell’Unione Europea, punta a una progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo, introducendo obiettivi e obblighi che dovrebbero entrare in vigore in modo graduale fino al 2050.

Negli ultimi mesi alcune amministrazioni locali hanno tentato di anticipare questo percorso, imponendo ai cittadini e alle imprese misure restrittive, in particolare per quanto riguarda la sostituzione degli impianti di riscaldamento e l’obbligo di passaggio dal gas ad altre tecnologie. Questo processo, però, ha trovato uno stop nella pronuncia del TAR di Bolzano, che ha richiamato la necessità di rispettare la gradualità prevista dall’impianto normativo europeo.

L’intervento giudiziario ha sottolineato come azioni locali troppo tempestive o severe rischino di danneggiare cittadini e imprese, violando i principi su cui si fonda la normativa UE.

La sentenza del TAR di Bolzano: cosa è successo e perché sono stati annullati i regolamenti locali

La pronuncia del TAR di Bolzano, emessa a gennaio 2026, rappresenta una svolta nell’applicazione della Direttiva Green Ue su scala territoriale. Il ricorso era stato presentato contro un regolamento della Provincia di Bolzano, il quale imponeva, in caso di sostituzione della caldaia, l'obbligo di collegarsi alla rete di teleriscaldamento oppure di adottare sistemi elettrici, determinando tra l’altro il distacco dalla rete gas.

Questo regolamento è stato contestato da varie realtà tra cui:

  • la società locale di distribuzione del gas,
  • Assotermica, riferimento dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici,
  • Proxigas, associazione del settore gas aderente a Confindustria.
L’annullamento del regolamento da parte del tribunale si basa su diversi punti chiave, tra cui la necessità che le misure per la transizione ecologica rispettino i principi di gradualità, proporzionalità e ragionevolezza. Secondo la sentenza, la Provincia aveva anticipato troppo i tempi ed imposto oneri pesanti sui cittadini senza attendere la definizione del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, fondamentale per l’attuazione della direttiva.

Il TAR ha sottolineato che le modalità concrete con cui raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione dovrebbero essere stabilite all’interno di un quadro nazionale chiaro, in linea con il principio di neutralità tecnologica previsto dal diritto dell’Unione Europea. Imporre scelte obbligate circa le tecnologie da adottare rischia, secondo i giudici, di determinare “un effetto selettivo delle tecnologie utilizzabili a causa dell’innalzamento repentino e non graduale delle soglie richieste”.

Tra le principali motivazioni della sentenza si evidenzia inoltre l’impraticabilità tecnica ed economica delle soluzioni obbligatorie prospettate dal regolamento. I giudici hanno così riconosciuto che una transizione energetica equa e realisticamente sostenibile non può prescindere dal coinvolgimento e dal sostegno ai cittadini, sia sul piano finanziario sia su quello operativo.

Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la sentenza. Il presidente di Proxigas ha evidenziato l’esigenza di un approccio concreto alla decarbonizzazione degli edifici, da parte di Province e Comuni, che tenga conto della reale fattibilità delle soluzioni, mentre il presidente di Assotermica ha ribadito l’importanza di un approccio multi-tecnologico e multi-energetico nelle strategie energia-clima.

La direttiva EPBD, principio di gradualità e le implicazioni per cittadini ed enti locali

La EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) sancisce per tutti gli Stati membri dell’UE il percorso verso la progressiva riduzione delle emissioni degli edifici, ponendo l’obiettivo della completa decarbonizzazione entro il 2050. Questa direttiva prevede che i vari passaggi vengano pianificati, di norma, attraverso:

  • un piano nazionale di ristrutturazione degli edifici,
  • l’introduzione di incentivi economici e strumenti di sostegno per i cittadini,
  • l’adozione graduale di requisiti minimi di prestazione energetica per le nuove costruzioni e per le riqualificazioni.
Gradualità, neutralità tecnologica e proporzionalità sono i tre principi cardine della direttiva. Il principio di gradualità vieta interventi repentini o obblighi immediati che gravino sui proprietari immobiliari, prevedendo invece una transizione progressiva. Il concetto di neutralità tecnologica impone agli Stati membri e agli enti locali di non imporre una sola soluzione tecnica ma di lasciare liberi operatori e cittadini di scegliere tra alternative ad alta efficienza energetica, come elettrico, teleriscaldamento, pompe di calore o utilizzo di fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda le conseguenze pratiche, la sentenza di Bolzano chiarisce che:

  • Comuni ed enti  locali possono introdurre misure per la transizione ecologica, ma sempre entro la cornice della gradualità e senza imporre a breve termine oneri eccessivi o discriminazioni tecnologiche;
  • le imprese e i cittadini devono essere messi in condizione di adattarsi gradualmente, grazie anche all’intervento dei piani nazionali e all’accesso a incentivi o sostegni economici;
  • le scelte tecnologiche devono essere libere e non condizionate da vincoli stringenti dettati da singole amministrazioni.
Sotto il profilo operativo, il rispetto di questi principi rappresenta una garanzia di equità e di sostenibilità sociale della transizione verde. La direttiva case green non impone il rispetto immediato per tutti gli immobili esistenti di elevati requisiti di prestazione energetica in caso di semplice sostituzione degli impianti, ma traccia un percorso che dovrà essere sostenuto da strumenti di politica pubblica, da interventi economici mirati e da tempi congrui.




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Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...