Il TAR di Bolzano ha bloccato nuovi obblighi locali su caldaie e ristrutturazioni imposti dalla Direttiva Case Grenn Ue:le conseguenze per cittadini ed enti
Il percorso verso edifici a basse emissioni in Europa ha subito uno stop con la recente sentenza del Tribunale amministrativo di Bolzano. La cosiddetta direttiva Case Green, basata sulla Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) dell’Unione Europea, punta a una progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo, introducendo obiettivi e obblighi che dovrebbero entrare in vigore in modo graduale fino al 2050.
Negli ultimi mesi alcune amministrazioni locali hanno tentato di anticipare questo percorso, imponendo ai cittadini e alle imprese misure restrittive, in particolare per quanto riguarda la sostituzione degli impianti di riscaldamento e l’obbligo di passaggio dal gas ad altre tecnologie. Questo processo, però, ha trovato uno stop nella pronuncia del TAR di Bolzano, che ha richiamato la necessità di rispettare la gradualità prevista dall’impianto normativo europeo.
L’intervento giudiziario ha sottolineato come azioni locali troppo tempestive o severe rischino di danneggiare cittadini e imprese, violando i principi su cui si fonda la normativa UE.
La pronuncia del TAR di Bolzano, emessa a gennaio 2026, rappresenta una svolta nell’applicazione della Direttiva Green Ue su scala territoriale. Il ricorso era stato presentato contro un regolamento della Provincia di Bolzano, il quale imponeva, in caso di sostituzione della caldaia, l'obbligo di collegarsi alla rete di teleriscaldamento oppure di adottare sistemi elettrici, determinando tra l’altro il distacco dalla rete gas.
Questo regolamento è stato contestato da varie realtà tra cui:
Il TAR ha sottolineato che le modalità concrete con cui raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione dovrebbero essere stabilite all’interno di un quadro nazionale chiaro, in linea con il principio di neutralità tecnologica previsto dal diritto dell’Unione Europea. Imporre scelte obbligate circa le tecnologie da adottare rischia, secondo i giudici, di determinare “un effetto selettivo delle tecnologie utilizzabili a causa dell’innalzamento repentino e non graduale delle soglie richieste”.
Tra le principali motivazioni della sentenza si evidenzia inoltre l’impraticabilità tecnica ed economica delle soluzioni obbligatorie prospettate dal regolamento. I giudici hanno così riconosciuto che una transizione energetica equa e realisticamente sostenibile non può prescindere dal coinvolgimento e dal sostegno ai cittadini, sia sul piano finanziario sia su quello operativo.
Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la sentenza. Il presidente di Proxigas ha evidenziato l’esigenza di un approccio concreto alla decarbonizzazione degli edifici, da parte di Province e Comuni, che tenga conto della reale fattibilità delle soluzioni, mentre il presidente di Assotermica ha ribadito l’importanza di un approccio multi-tecnologico e multi-energetico nelle strategie energia-clima.
La EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) sancisce per tutti gli Stati membri dell’UE il percorso verso la progressiva riduzione delle emissioni degli edifici, ponendo l’obiettivo della completa decarbonizzazione entro il 2050. Questa direttiva prevede che i vari passaggi vengano pianificati, di norma, attraverso:
Per quanto riguarda le conseguenze pratiche, la sentenza di Bolzano chiarisce che:
Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...