Analisi delle prospettive della borsa spagnola verso il 2026: contesto macroeconomico, andamento degli indici, focus su IBEX 35 e titoli finanziari, scenari degli analisti, rischi e opportunità per investitori.
Negli ultimi anni la piazza finanziaria madrilena ha mostrato una ripresa sorprendente, superando di gran lunga le aspettative degli analisti. Il mercato azionario iberico, sostenuto da un robusto quadro macroeconomico e da politiche efficaci, si è progressivamente imposto nel panorama europeo grazie a una forte domanda interna, una crescita sostenuta e dinamiche settoriali favorevoli. Le recenti proiezioni degli organismi internazionali confermano che il 2026 sarà un anno di transizione, con le valutazioni legate a un contesto più stabile, ma non privo di rischi e opportunità. L’evoluzione degli indici, il ruolo trainante delle grandi banche e i cambiamenti in atto nei flussi d’investimento segnalano che l’attenzione sugli asset iberici resta alta sia tra operatori istituzionali sia tra risparmiatori.
Le ultime valutazioni di OCSE e Commissione Europea convergono nel rappresentare la Spagna come locomotiva dell’Eurozona in termini di crescita, stabilità e coerenza delle politiche fiscali. Dopo aver segnato una crescita del PIL 2,9% nel 2025, la previsione per il 2026 è di un incremento del prodotto interno lordo del 2,2%. Rispetto al contesto europeo, tale dinamica risulta ben superiore alle stagnanti performance di Francia, Germania e Italia.
Il motore principale della crescita è la domanda interna, sostenuta da:
Da sottolineare la continua crescita del settore turistico, la riduzione del deficit commerciale e l’incremento degli investimenti in infrastrutture green ed energia rinnovabile: fattori che rendono il modello spagnolo più resiliente di fronte agli shock esterni. Tuttavia, la debolezza della domanda estera e i dazi statunitensi sulle esportazioni industriali restano fonti di volatilità potenziale per l’economia e i mercati finanziari iberici.
Il mercato azionario spagnolo ha vissuto una fase di forte rialzo nel 2025, con l’indice principale ES35 che a inizio 2026 si è attestato sopra i 17.614 punti (+49,17% rispetto all’anno precedente) raggiungendo livelli mai visti dal 1993. La maggior parte di questo progresso è dovuta ai titoli bancari, ma il listino ha beneficiato anche della solida performance dei settori difesa, energia e infrastrutture. Gli analisti prevedono per i prossimi mesi una parziale correzione, con una chiusura di trimestre intorno a 17.035 punti e una possibile flessione fino a 15.678 su orizzonte annuale, secondo modelli macroeconomici condivisi dalle maggiori case di analisi finanziaria.
Nel complesso, l’azionario spagnolo appare ben posizionato rispetto agli altri mercati europei, grazie sia a valutazioni più attraenti sia a fondamentali più solidi. L’Expo dei capitali stranieri, la ridotta esposizione alle tensioni USA-Cina e l’elevato peso dei titoli value contribuiscono a rendere la Spagna una delle piazze più resilienti. Tuttavia, non vengono meno le incognite legate a inflazione, politiche monetarie e scenari geopolitici che potrebbero generare volatilità sul breve periodo.
L’indice IBEX 35 rappresenta il benchmark della Borsa di Madrid, includendo i 35 titoli a maggiore liquidità. Negli ultimi dodici mesi l’IBEX 35 ha registrato rialzi superiori al 42%, attestandosi su valori record vicini a 17.315 nella parte finale del 2025. La spinta principale arriva dal comparto finanziario, che da solo ha contribuito a circa il 70% dei guadagni, ma anche energia e industria hanno offerto performance di rilievo. Le prospettive per il 2026 indicano una possibile normalizzazione dopo un anno particolarmente brillante, anche se il sentiment nei confronti dei settori storicamente difensivi e delle small-mid cap resta positivo in virtù del contesto macro favorevole.
L’ultima stagione di utili ha confermato il protagonismo dei grandi gruppi bancari: Banco Santander (+40% annuo), BBVA (+35%), CaixaBank (+31%). L’attrattività strutturale del settore deriva da utili robusti, payout elevati e un clima economico che favorisce il consolidamento. Parallelamente, il comparto industriale vede tra i leader Iberdrola nella transizione energetica e titoli come Inditex (moda retail), pur con performance altalenanti (+20% Iberdrola, -3,5% Inditex). Anche le società infrastrutturali e alcune aziende energetiche high-tech si distinguono tra le migliori per prospettive a medio termine, mentre le aziende della difesa hanno tratto vantaggio dal rinnovato focus europeo sul settore.
Il consenso degli esperti indica uno scenario favorevole ma più selettivo. Dopo un 2025 eclatante, le prospettive per il 2026 suggeriscono una sovraperformance moderata rispetto alla media europea, pur in presenza di una crescita globale meno intensa. Gli operatori segnalano:
Secondo i gestori globali, nell’asset allocation per il 2026, la Spagna continua a essere inserita tra le principali posizioni sovrappeso, soprattutto nei portafogli obbligazionari europei e nelle strategie azionarie con focus sui dividendi. Vengono privilegiati:
I fattori di rischio per la piazza iberica nel prossimo biennio sono molteplici. Tra questi spiccano: