Il panorama dei discount in Italia si evolve rapidamente: l'ascesa di Aldi, il dinamismo di Lidl ed Eurispin e l'analisi delle strategie dei principali player raccontano la trasformazione e le nuove prospettive del settore.
Il canale discount italiano si conferma sempre più decisivo per la spesa delle famiglie, soprattutto grazie alla sua capacità di adattamento alle diverse esigenze socio-economiche degli ultimi anni. Recentemente, il settore ha raggiunto quota 29,16 miliardi di euro di fatturato annuo, con una crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a dimostrazione di una domanda in costante espansione. Questo incremento emerge anche in un contesto caratterizzato da una stabilizzazione dei prezzi, segno che l’interesse verso queste insegne va ben oltre la semplice ricerca di convenienza episodica.
L’evoluzione dei discount ha profondamente modificato la percezione degli italiani su questo format: oggi vengono considerati come punti di riferimento non solo per i prezzi competitivi, ma anche per la varietà e la qualità crescente dell’offerta. Il fenomeno interessa sia grandi città che aree periferiche, grazie a una distribuzione capillare e strategie di posizionamento che rispondono a una platea molto eterogenea. Gli operatori del settore riconoscono la necessità di offrire non solo il basso prezzo, ma anche esperienza d’acquisto semplificata e coerenza nella politica commerciale.
I discount, una volta percepiti esclusivamente come alternativa per lo shopping a basso costo, si sono così affermati tra le scelte quotidiane di ampie fasce della popolazione. In particolare, Eurospin, Lidl Italia ed Eurispin (quest’ultimo spesso identificato come uno degli specialisti più riconosciuti) guidano una trasformazione orientata alla soddisfazione del consumatore informato, attento sia al risparmio sia al valore.
L’analisi dettagliata delle quote di mercato e delle strategie dei principali operatori rivela come pochi brand continuino a presidiare la maggior parte delle preferenze dei consumatori. Eurospin si conferma alla guida con un fatturato di 8,88 miliardi di euro e una quota del 30,4%. La sua crescita, seppur in lieve decelerazione (+4,0%), testimonia una struttura solidissima fondata su prezzi accessibili, ampia rete distributiva e una platea di clienti trasversale. Il leggero calo della quota di mercato (-0,1 punti percentuali) riflette un mercato che premia la diversificazione e l’adattamento alle nuove aspettative dei clienti.
Alle spalle di Eurospin, Lidl Italia mantiene la seconda posizione, con un fatturato di 7,44 miliardi e una quota significativa (25,5%). Con una performance simile a quella del leader, la quota del colosso tedesco registra anch’essa una piccola flessione, pur confermando la forza della sua value proposition. Tra i fattori di successo spiccano innovazione di format, attenzione alla qualità dei prodotti a marchio proprio e campagne di fidelizzazione mirate.
| Insegna | Fatturato (miliardi €) | Quota (%) | Crescita (%) |
| Eurospin | 8,88 | 30,4 | +4,0 |
| Lidl Italia | 7,44 | 25,5 | +3,9 |
| MD Spa | 3,78 | 13,0 | +0,8 |
| REWE | n.d. | 5,9 | +18,5 |
| PAM | n.d. | 4,8 | n.d. |
| Selex Commerciale | n.d. | 4,6 | n.d. |
| Conad | n.d. | 4,0 | -2,5 |
| Aldi | n.d. | 3,4 | +26,8 |
La situazione di MD Spa merita un approfondimento: pur mantenendo la terza posizione con 3,78 miliardi di fatturato (13% del mercato), la crescita si è fermata allo 0,8% e la quota è diminuita di mezzo punto. Questi dati segnalano un potenziale rallentamento strategico che impone nuove riflessioni competitive, specie considerando che il canale nel suo complesso cresce a ritmi superiori.
Sul fronte espansione spicca con decisione REWE, che segna il miglior progresso relativo tra i player del settore: +18,5% di fatturato e una quota che passa dal 5,2 al 5,9%. A guidare questa avanzata sono politiche mirate sull’assortimento e una maggiore presenza territoriale, elementi chiave per intercettare i nuovi trend della domanda.
PAM e Selex Commerciale, rispettivamente al 4,8% e al 4,6% di quota, operano con approcci diversi: il primo incentrato su formule integrate e partnership locali, il secondo con una strategia di crescita dinamica e focalizzazione sulla competitività dell’offerta. Conad, invece, mostra un arretramento sia in termini di volumi (-2,5% di fatturato) sia in quota (-0,3 punti), segnalando le difficoltà incontrate nel presidiare i cambiamenti in atto tra i consumatori italiani.
Particolarmente degno di nota è il caso di Aldi, che evidenzia la crescita più marcata dell’anno: +26,8%, con una quota che sale dal 2,8% al 3,4%. Questo risultato, seppur su valori complessivi ancora contenuti, testimonia il grande potenziale del brand tedesco, supportato da format innovativi e strategie di ingresso decisamente efficaci. Altri attori come Prix Quality, Despar Servizi, Italy Discount, Agorà Network e C3 presentano dinamiche variegate, tra stabilità, crescita e contrazione, a seconda delle scelte di prodotto, servizio e localizzazione.
Il quadro competitivo si presenta dunque sempre più concentrato nelle posizioni di vertice, pur mantenendo una vivacità significativa nella fascia intermedia. Pochi decimi di quota sono spesso sufficienti a ridefinire gli equilibri tra le insegne in termini di scala, potere contrattuale e sostenibilità dei modelli di business.
Alla luce delle performance più recenti, il panorama dei discount italiani sta cambiando rapidamente, lasciando spazio a nuovi protagonisti e ad ulteriori possibilità di sviluppo. In questo contesto, la performance di Aldi diventa un riferimento cruciale, grazie a una strategia di crescita accelerata fondata su investimenti nella rete di punti vendita, modernizzazione dei format e attenzione alle aspettative del consumatore moderno. Il salto di quota in dodici mesi rappresenta non solo un risultato quantitativo, ma anche un indicatore della capacità del brand di affermarsi tra i marchi storicamente più radicati.
Tra le insegne in crescita spicca anche REWE, capace di sfruttare la dinamicità del mercato locale per rafforzare la propria presenza e offrire un assortimento sempre più calibrato sulla domanda. Altri operatori, come Agorà Network e alcuni player di acquisizione locale, stanno tracciando nuove opportunità di sviluppo per il segmento, contribuendo alla diversificazione dell’offerta e all’innalzamento generale della qualità e del servizio.
I punti di forza attuali e in prospettiva
In prospettiva, il canale discount è destinato a diventare uno snodo sempre più strategico non solo per la distribuzione, ma anche per l’industria di marca e per tutti gli attori della filiera. La tendenza evidenziata dalle quote più recenti suggerisce una maturazione del comparto ed una costante ridefinizione dei modelli di consumo, sempre più orientati a convenienza strutturale, qualità percepita e servizi accessibili a tutti.