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Chi avrà aumento stipendio ora ad Aprile e di quanto grazie a detassazione dei rinnovi dei CNNL

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Ad aprile, una detassazione del 5% sui rinnovi dei CCNL promette aumenti in busta paga per molti lavoratori: chi potrà beneficiarne, come si applica e quali vantaggi concreti attendersi.

L’attesa è terminata per milioni di dipendenti privati: l’effetto concreto della detassazione sugli aumenti legati ai rinnovi dei contratti nazionali si rifletterà già sugli stipendi del mese di aprile. I chiarimenti finalmente ufficiali sono stati forniti dalla circolare n. 2 del 24 febbraio 2026 della Agenzia delle Entrate, suscitando una forte aspettativa per i nuovi cedolini. Il valore generato da questa misura coinvolge direttamente chi rientra nei parametri previsti e, per molti, rappresenta la risposta a mesi di attesa e domande aperte.

Le combinazioni di tassazione agevolata e contrattazione collettiva porteranno a un beneficio economico tangibile e, nel dettaglio, alla possibilità di ricevere in tasca più risorse a parità di incremento tabellare. Tuttavia, restano condizioni, requisiti e limiti che non tutti hanno ancora compreso: la misura non è per tutti, né automatica e coinvolge lavoratori legati a specifici contratti collettivi.

Dettaglio della detassazione al 5% sulle retribuzioni: modalità di applicazione, platea interessata e CCNL coinvolti

La Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ha introdotto un regime fiscale di detassazione specifico riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato: la tassazione ridotta al 5% sugli incrementi retributivi riconosciuti a seguito dei rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) siglati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. La platea coinvolta, secondo le ultime stime, comprende circa 3,8 milioni di lavoratori sparsi nelle principali filiere economiche italiane.

Per entrare più nel dettaglio, la nuova misura fiscale si applica alle seguenti categorie di lavoratori:

  • Solo a dipendenti privati che, nell’anno fiscale precedente, hanno avuto un reddito non superiore a 33.000 euro;
  • Sulle quote di aumento retributivo corrisposte nell’anno 2026, anche se oggetto di accordi precedenti;
  • Su assenze retribuite riconducibili comunque agli stessi aumenti contrattuali (malattia, maternità/paternità, infortunio);
  • Sugli incrementi che assorbono superminimi individuali riconosciuti nel passato;
  • Esclusi i dipendenti pubblici e coloro che superano la soglia reddituale fissata;
  • Restano fuori dalla detassazione alcuni elementi come scatti d’anzianità, indennità una tantum e altre voci non collegabili agli aumenti tabellari.
Il meccanismo prevede dunque, per i CCNL rinnovati nel periodo considerato, una sostituzione dell’Irpef e delle addizionali con un’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi, lasciando intatto il regime ordinario sul resto dello stipendio. Gli aumenti che rientrano in questa disciplina verranno evidenziati in busta paga, separatamente rispetto agli altri importi, così da garantire trasparenza e informazione puntuale.

Elenchi dei principali CCNL coinvolti:

  • Commercio: il rinnovo CCNL prevede, ad esempio, che un lavoratore possa vedere riconosciute maggiorazioni pari a 566 euro annui;
  • Turismo e pubblici esercizi;
  • Industria alimentare;
  • Chimico e farmaceutico;
  • Tessile e moda;
  • Edilizia;
  • Energia e logistica.
Impatto e distribuzione del beneficio: secondo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare menzionata, il beneficio economico è calcolato direttamente dal datore di lavoro (che versa l’imposta con modelli e codici tributo dedicati), ma è il lavoratore responsabile di comunicare la propria eventuale preferenza per il regime di tassazione ordinaria, qualora lo ritenesse più vantaggioso.

Ci sono anche ulteriori novità per indennità e maggiorazioni: la disciplina fiscale per il 2026 introduce anche una tassazione agevolata del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, sui turni e negli altri casi particolari, fino a un massimo di 1.500 euro annui e con tetto di reddito incrementato a 40.000 euro. Si tratta di una ennesima novità pensata per i lavoratori che porterà ulteriori aumenti degli stipendi, contribuendo ad offrire maggiori gratificazioni e valorizzazione. 

Per riassumere riportiamo di seguito una tabella:

Tipo di aumento Aliquota applicata Reddito massimo annuo Limite importo agevolato
Incrementi da rinnovi CCNL 5% 33.000 € No tetto
Indennità turni, festivi, notturni 15% 40.000 € 1.500 €

I conguagli sono previsti per chi, nei primi mesi del 2026, ha visto sospesa l’applicazione della “flat tax” in attesa dei chiarimenti normativi: ora sarà possibile sanare questi ritardi riconoscendo eventuali arretrati maturati sotto forma di una tantum integrativa nei cedolini successivi ad aprile.

Simulazioni, vantaggi concreti e cosa devono fare aziende e lavoratori

L’applicazione concreta della tassazione ridotta mostra differenze sensibili rispetto al regime ordinario precedente. Di seguito vengono presentate simulazioni utili a chiarire l’impatto reale della misura per lavoratori e datori di lavoro.

Simulazione 1 (reddito 30.000 euro, aumento 2.500 euro)
Un dipendente che, nel 2025, ha un reddito lordo di 30.000 euro e riceve un aumento contrattuale per il 2026 di 2.500 euro grazie al rinnovo CCNL:

  • L’aumento di 2.500 € è tassato al 5% (pari a 125 euro);
  • Con regime Irpef ordinario, su 2.500 € si applicherebbe il 33% (825 euro);
  • Risparmio fiscale di 700 euro.
Tale risparmio è variabile in base a:
  • Entità dell’aumento contrattuale;
  • Posizione reddituale del lavoratore;
  • Eventuali conguagli e arretrati spettanti;
  • Presenza di superminimi assorbiti nell’incremento.
Per i settori dove gli aumenti medi sono più alti (ad esempio, nel commercio oltre 550 euro annui), l’impatto netto in busta paga sarà immediatamente visibile.

Precisiamo che ci sono errori comuni e precisazioni tecniche che sarebbe meglio conoscere, come:

  • Non tutti sono inclusi: la misura esclude chi supera i limiti di reddito, i dipendenti pubblici e chi riceve incrementi su voci escluse (scatti d’anzianità, bonus vacanza contrattuale, elementi non tabellari);
  • Occhio a eventuali conguagli dovuti alle aziende che non avevano ancora applicato la detassazione causa incertezza normativa nei primi mesi dell’anno;
  • Possibilità di optare per Irpef ordinaria, ma tale opzione deve essere comunicata in forma scritta;
  • Il calcolo avviene per cassa, il che significa che contano solo gli importi erogati nel corso del 2026.
La nuova normativa fiscale prevede specifici obblighi da parte delle aziende, che sono:
  • Calcolare, evidenziare e versare l’imposta sostitutiva su ogni quota di aumento soggetta alla misura;
  • Applicare, e correttamente, i codici tributo forniti dall’Agenzia delle Entrate (risoluzioni n. 2/E e n. 3/E);
  • Mantenere una voce separata in busta paga per garantire trasparenza verso il dipendente;
  • Gestire eventuali recuperi o conguagli per arretrati non ancora corrisposti.
Per quanto riguarda i lavoratori, devono invece:
  • Verificare la propria posizione reddituale e la copertura da parte dei rinnovi CCNL interessati;
  • Controllare il cedolino dello stipendio del mese di aprile 2026 per segnalare eventuali omessi o errati calcoli all’ufficio del personale;
  • Optare per la tassazione ordinaria solo se con questa ottengono un vantaggio, comunicandolo per iscritto all’azienda;
  • Per chi non ha sostituto d’imposta: il credito si recupera nella dichiarazione dei redditi 2027 sull’anno 2026.
La detassazione degli aumenti retributivi rappresenta quindi un cambiamento significativo nella struttura delle buste paga per una parte rilevante dei lavoratori privati, con un potenziale incremento del netto percepito che va analizzato caso per caso, alla luce del contratto collettivo applicato e della posizione fiscale individuale.




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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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