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Come hanno fatto gli over 60 a guadagnare e risparmiare tra i 300-500mila euro mentre molti 30-50enni hanno poco o nulla

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Il patrimonio dei senior italiani domina sul resto delle generazioni: tra eredità, investimenti, casa e differenze economiche storiche, come gli over 60 abbiano accumulato ricchezze che ai più giovani sfuggono.

La distanza patrimoniale tra generazioni rappresenta uno dei fenomeni più significativi del panorama economico italiano contemporaneo. Negli ultimi decenni, si è assistito a un progressivo ampliamento del divario tra chi detiene il patrimonio maturato nel corso di una vita e chi, invece, fatica a costruire una propria sicurezza finanziaria. I dati illustrano come la popolazione sopra i 60 anni disponga di una media di risorse finanziarie e immobiliari ben superiore rispetto alle generazioni più giovani, in particolare rispetto ai 30-50enni che, pur rappresentando il motore produttivo del Paese, si trovano spesso in condizioni economiche più fragili.

Questa situazione deriva da una combinazione di fattori storici, sociali ed economici che hanno favorito la formazione di risparmi, soprattutto grazie a opportunità che oggi sembrano meno accessibili. L'analisi del contesto attuale richiede quindi di considerare sia gli effetti delle politiche economiche passate che le trasformazioni del mercato del lavoro e dei consumi. La capacità dei più anziani di mettere da parte somme consistenti, investire e tutelare il proprio patrimonio ha generato un effetto accumulo notevole. Nel frattempo, le generazioni più giovani devono affrontare sfide legate alla precarietà professionale, al caro vita e alle difficoltà di accesso all'abitazione.

La ricchezza accumulata dai nostri nonni nasce da condizioni economiche difficilmente ripetibili: salari reali in crescita, abitazioni accessibili, lavoro più stabile, pensioni generose e forte rivalutazione degli immobili acquistati tra gli anni Settanta e Novanta. Oggi gli over 65 dispongono in media di un patrimonio pro capite fino a 171.596 euro e detengono circa il 40% della ricchezza nazionale, mentre Millennial e Gen Z, insieme, non arrivano al 9%; un quarantenne possiede infatti la metà di quanto aveva alla stessa età un nato nel 1946. Precarietà, part-time, caro vita e difficoltà nell’acquisto della casa hanno ridotto drasticamente la capacità di accumulo delle nuove generazioni, che dipenderanno sempre più dal passaggio ereditario: nei prossimi decenni potrebbero essere trasferiti circa 2.000 miliardi di euro. Il patrimonio dei nonni, dunque, non deriva soltanto da risparmio e sacrifici, ma anche dall’aver vissuto una fase storica nella quale lavorare, comprare casa e costruire ricchezza era molto più semplice di oggi.

Come gli over 60 hanno accumulato patrimonio

Il processo di accumulo patrimoniale da parte degli over 60 italiani e parzialmente degli over 50 affonda le radici in un periodo storico caratterizzato da crescita economica e opportunità di investimento. Tra gli anni '60 e gli anni '90, la cosiddetta economia del boom post-bellico ha permesso alle famiglie di costruire solidi risparmi, beneficiando di condizioni lavorative stabili e di un marcato sviluppo immobiliare. Acquistare la prima casa era spesso alla portata di chi disponeva di un reddito fisso, e questo ha fornito la base del patrimonio attuale degli ultrasessantenni.

L'inflazione degli anni '70 e '80, inizialmente sfavorevole, è stata in parte arginata grazie alla propensione a investire in immobili. In quel contesto, si è assistito a un forte incremento del valore delle abitazioni, che oggi rappresentano la quota principale della ricchezza delle famiglie anziane. La diffusione della proprietà della casa ha interessato oltre l'80% delle famiglie italiane, consolidando un modello sociale e patrimoniale oggi meno replicabile tra i giovani:

  • Crescita dei fondi pensione e previdenza integrativa: L'introduzione e la diffusione di strumenti di previdenza privata, come i fondi pensione, hanno permesso agli over 60 di integrare la pensione pubblica con forme di risparmio aggiuntivo.
  • Sviluppo di strumenti di risparmio assicurativo: Prodotti come le polizze vita e le assicurazioni a premio unico sono diventati strumenti diffusi per tutelare sé stessi e i propri familiari, garantendo nel contempo accantonamenti di lungo periodo.
  • Struttura fiscale sostenibile: Il sistema fiscale di qualche decennio fa garantiva condizioni migliori sia sull'acquisto della prima casa sia sulla tassazione dei rendimenti da risparmio.
L'insieme di questi elementi ha favorito una cultura del risparmio di lunga durata. Le generazioni over 60 hanno sperimentato una crescita economica stabile, salari in aumento e un sistema pensionistico generoso, con possibilità di pensionamento anticipate rispetto agli standard attuali. L'accumulo si è poi consolidato attraverso successioni ereditarie, trasmissioni di proprietà e investimenti prudenti, privilegiando l'acquisto di beni rifugio e la conservazione del valore attraverso strumenti liquidi o semi-liquidi come i conti deposito e i titoli di Stato.

La composizione del patrimonio: casa, investimenti e liquidità

Il quadro patrimoniale delle famiglie con componente principale over 65 risulta fortemente sbilanciato verso la proprietà immobiliare. Secondo le analisi, la ricchezza media pro-capite dei baby boomer si attesta tra 127.000 e 171.000 euro, mentre quella per nucleo familiare supera spesso i 450.000 euro:

Voce patrimoniale

Valore medio (euro)

Prima casa

200000-300

Seconda casa, box o terreno

80000-150

Investimenti finanziari

53.000

Liquidità su c/c

35000-40

La casa rappresenta il vero pilastro del patrimonio degli over 65, spesso acquisita a prezzi vantaggiosi in decenni in cui il mercato immobiliare era notevolmente meno competitivo di oggi. A questo si aggiungono eventuali seconde case, box o terreni che circa una famiglia su quattro è riuscita ad acquistare negli anni favorevoli.

Sul fronte finanziario, il portafoglio medio degli anziani si compone di investimenti prevalentemente prudenti:

  • Liquidità: circa 35.000-40.000 euro depositati su conti correnti, a conferma di una propensione alla sicurezza.
  • Investimenti: mediamente 53.000 euro, spesso suddivisi tra titoli di Stato, obbligazioni e fondi a basso rischio.
La disponibilità di una pensione di entità media tra 1.400 e 1.500 euro al mese garantisce un flusso di reddito costante, diventando leva d'accesso per ulteriori forme di risparmio e investimento, anche in età avanzata.

Strategie di risparmio e investimento delle generazioni anziane

I comportamenti finanziari che hanno permesso agli over 60 di accumulare risorse così rilevanti sono il risultato di disciplina, prudenza e lungimiranza. Tra le principali strategie adottate spiccano:

  • Gestione scrupolosa del budget familiare: monitoraggio costante delle spese fisse e variabili, spesso con l'abitudine di stilare un bilancio dettagliato.
  • Prelievi mirati e utilizzo del bancomat: preferenza per piccoli prelievi per la quotidianità e uso limitato delle carte di credito, così da mantenere il controllo sulle uscite mensili.
  • Revisione periodica degli abbonamenti e dei costi ricorrenti, con l'eliminazione delle spese non essenziali.
  • Applicazione del criterio delle liste della spesa per ridurre comportamenti impulsivi e focalizzarsi su ciò che è realmente necessario.
  • Accantonamento di una somma fissa automatica mensile a favore di un fondo di emergenza, solitamente capace di coprire da tre a sei mesi di spese obbligatorie.
  • Preferenza per investimenti sicuri o semi-sicuri, come depositi vincolati e titoli di Stato, che garantiscono rendimento e protezione del capitale.
Risparmiare budget richiede, soprattutto oggi in cui il costo della vita incide moltissimo, una buona organizzazione, spiega la CEO Sonia Canal nella indagine Acri-Ipsos. L'approccio delle generazioni anziane si basa su strumenti ormai consolidati:
  • Utilizzo delle polizze assicurative e della previdenza integrativa.
  • Diversificazione in fondi e obbligazioni societarie, in misura più contenuta rispetto agli strumenti garantiti.
Non manca, infine, una certa cultura dell'attesa, che si riflette nella capacità di posticipare gli acquisti voluttuari fino a raggiungere obiettivi di risparmio predeterminati.

Perché i 30-50enni hanno meno ricchezza rispetto agli anziani

L'attuale generazione tra i 30 e i 50 anni si trova a fronteggiare condizioni oggettivamente meno favorevoli rispetto a quelle sperimentate dai baby boomer. Nelle ultime due decadi, si è assistito a un deterioramento delle opportunità di accumulo patrimoniale per i più giovani, acuito da diversi fattori:

  • Precarizzazione del lavoro: la diffusione di contratti temporanei, stage e lavori atipici limita la stabilità e la pianificazione finanziaria.
  • Pressione del caro vita: aumento dei costi dell'abitazione, energia, alimentari e servizi, che riduce la capacità di risparmio delle famiglie più giovani.
  • Accesso difficoltoso al credito e all'acquisto della prima casa: oggi solo una quota minoritaria dei 30-50enni riesce ad acquisire un immobile, mentre negli anni ‘70-'80 questa possibilità era diffusa.
  • Crescente incidenza di tasse e contributi, insieme a un sistema pensionistico con prospettive meno generose.
Le statistiche rivelano uno scenario molto distinto:
  • Ricchezza media degli under 40 di circa 50.000 euro, contro oltre 170.000 euro degli over 65 (dato pro capite).
  • Quota di ricchezza detenuta dalle famiglie giovani diminuita dal 13% al 4% tra il 1991 e il 2020, mentre per gli anziani è raddoppiata fino al 32% del totale.
  • Nel 1991 le famiglie guidate da 30-40enni erano indietro del 38,6%; oggi il gap è salito a 2,5 volte.
La capacità di risparmi degli under 50 resta fortemente limitata da condizioni reddituali non solo inferiori, ma anche più variabili e meno tutelate. A ciò si affianca l'aumentata esigenza di mobilità professionale e geografica, che ostacola la costruzione di un patrimonio stabile e consistente come quello riconosciuto oggi agli over 60.


Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...