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Come va il franchising in Italia? Settori migliori, dati e statistiche 2022-2024 e previsioni secondo indagine Jakala 2026

di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Dati aggiornati, settori più forti, innovazione digitale e sostenibilità raccontano l'evoluzione del franchising in Italia tra il 2022 e il 2024, con previsioni e nuovi modelli di crescita fino al 2026.

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La formula del franchising continua a dimostrare una straordinaria capacità di resistere e reinventarsi anche in presenza di economie instabili e di cali nei consumi. Secondo i dati ufficiali Assofranchising rilasciati in occasione della presentazione del Salone del Franchising Milano 2026, tra il 2022 e il 2024, mentre si è assistito a una contrazione del 5% del numero di imprese italiane, i punti vendita affiliati sono cresciuti del 4%, raggiungendo la quota di 81.400 negozi nel 2024. Questa crescita si riflette non soltanto nella dimensione numerica, ma soprattutto nella tenuta del modello distributivo durante fasi di incertezza economica e sociale.

L'efficienza gestionale e la rapidità di adattamento alle nuove tendenze di consumo confermano l'efficacia di questa rete imprenditoriale. Alla base di tale successo si trovano la capacità di presidiare i costi e valorizzare le competenze sia dei franchisor che dei franchisee, con una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Questo trend rafforza il ruolo del franchising come settore strategico e resiliente per l'economia nazionale, offrendo opportunità di autoimpiego e investimenti sicuri, in particolar modo per chi desidera avviare nuove attività anche in periodi di incertezza.

Dimensioni, dati e statistiche del franchising italiano

Il comparto del franchising ha registrato uno sviluppo costante negli ultimi tre anni, testimoniato dai principali indicatori raccolti da Assofranchising e altri osservatori. Nel 2024, il giro d'affari ha raggiunto i 35,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 5,4% rispetto all'anno precedente. La quota di punti vendita ha toccato quota 67.275 (+2,2%), mentre il numero degli addetti impiegati nel settore è salito a 293.791 (+2,1%).

La fotografia del sistema evidenzia come, nonostante la complessità del contesto economico internazionale e la perdita generalizzata di imprese in Italia, il modello dell'affiliazione commerciale sia riuscito non solo a consolidarsi ma anche a rafforzare la propria presenza territoriale. Il numero delle insegne operative è salito a 931 brand attivi, invertendo le leggere flessioni degli anni precedenti. Un elemento chiave è rappresentato dalla capacità del franchising di sostenere le aree periferiche e le piccole città, contribuendo allo sviluppo locale e mantenendo una diffusione capillare sul territorio nazionale:

Voce

Valore 2024

Var. % su 2023

Punti vendita

67.275

+2,2%

Insegne operative

931

+0,2%

Fatturato complessivo

35,8 mld €

+5,4%

Occupati

293.791

+2,1%

Il valore aggiunto prodotto dal sistema franchising rappresenta circa l'1,8% del totale nazionale, confermando la robustezza di un settore che continua a offrire margini di crescita e di investimento. Non va trascurato il fatto che, secondo i report Confimprese-Jakala, il saldo delle aperture all'estero delle insegne italiane ha segnato un +7,6%, mentre lo sviluppo delle reti di affiliazione ha registrato un +9,4%, superando nettamente il canale diretto.

I settori trainanti e le migliori opportunità di business

Le opportunità offerte dal modello sono eterogenee e coinvolgono numerosi comparti chiave dell'economia. Grande distribuzione organizzata, abbigliamento, servizi alla persona, ristorazione veloce e salute privata si confermano i principali motori di crescita. Nel 2024, il settore della GDO ha generato 12,6 miliardi di euro, seguito da abbigliamento (7,4 mld €) e servizi (6,7 mld €). Unica eccezione è stata la flessione dei comparti legati alla casa (-1,4%), dovuta principalmente al rinnovamento delle abitudini abitative e alle politiche di sostenibilità:

  • GDO e retail alimentare: presenza capillare sui territori, innovazione in logistica e offerta di prodotti tipici locali.
  • Ristorazione e fast food: modelli all-day long, take away, delivery, hamburgerie specializzate e format innovativi di cucina regionale.
  • Servizi alla persona: assistenza alla terza età, agenzie di badanti, consulenze nutrizionali e centri estetici.
  • Benessere e salute: cliniche dentali, centri analisi privati, laboratori diagnostici e telemedicina in crescita grazie alla digitalizzazione.
  • Mobilità sostenibile: noleggio mezzi elettrici, sharing mobility bike e scooter.
  • Animali domestici: negozi specializzati in pet food, toelettature, consulenze nutrizionali per cani e gatti, onoranze funebri per animali.
  • Beauty, make up e profumerie bio: format innovativi che sposano sostenibilità, dropshipping e personalizzazione dell'offerta.
Sono inoltre da segnalare i format emergenti in ambito digitale (social media agency, digital marketing), nella sharing economy (gestione immobiliare per affitti brevi, marketplace locali) e nell'offerta automatizzata (negozi automatici e supermercati self-service). La tendenza verso multidisciplinarità e diversificazione permette di intercettare una domanda sempre più ampia e differenziata, garantendo resilienza anche di fronte a cambiamenti repentini del mercato.

Tendenze e innovazioni nella rete: digitale, sostenibilità, AI

Tra i motori del rinnovamento imprenditoriale spiccano la digitalizzazione, l'attenzione alla sostenibilità e la diffusione dell'intelligenza artificiale (AI) come asset strategici. Il 78% dei brand ha implementato o si prepara a implementare soluzioni di AI generativa per comunicazione, marketing, automazione dei processi e gestione dei flussi operativi. La sostenibilità è diventata requisito strategico, imponendosi non solo in chiave ambientale ma anche sociale e di governance (criteri ESG). I brand adottano politiche di trasparenza, selezionano fornitori secondo principi etici e tracciano processi produttivi al fine di rispondere alle richieste di una clientela sempre più consapevole. Sul fronte dell'innovazione, si assiste a:

  • aumento di investimenti in customer experience omnicanale;
  • integrazione di retail fisico e canali digitali per ottimizzare la vendita;
  • sperimentazione di format robotizzati e automazione spinta nel food e nel retail automatico;
  • nuovi modelli di relazione brand-consumatore, basati sul valore esperienziale e sulla personalizzazione dell'offerta.
Vengono inoltre adottate strategie di marketing misto: campagne nazionali e locali che puntano all'effetto wow grazie a eventi esperienziali, design innovativo degli spazi e iniziative sostenibili visibili e misurabili.

Il profilo franchisee: inclusività, autoimpiego e ruolo donne

L'identità dell'affiliato si consolida in termini di inclusività e opportunità di autoimpiego. Il settore si rivolge sia a giovani imprenditori che a professionisti over 50 intenzionati a reinserirsi dopo esperienze lavorative pregresse. Nel 2024, il 65% dei nuovi affiliati ha scelto questa opzione per costruire il proprio percorso lavorativo indipendente.

Il mercato si distingue come spazio aperto alle donne, che rappresentano tra il 35% e il 40% dei franchisee, una quota quasi doppia rispetto all'imprenditoria tradizionale. Tale dato è incoraggiato dall'ampia offerta formativa dei franchisor, dalla ricerca di profili che presentano motivazione e capacità di adattamento, oltre all'organizzazione multi unit, che consente di gestire più punti di vendita e favorisce la crescita orizzontale.

L'inclusività è sostenuta da iniziative di formazione continua, favorendo accesso facilitato al credito e presentando modelli di network affidabili e regolati. Le associazioni di categoria ricordano la necessità di sostenere questo percorso, promuovendo il confronto tra chi ha scelto la formula dell'affiliazione e chi valuta tale scelta come opportunità per valorizzare esperienza e capitale umano nei diversi contesti territoriali.

Franchising italiano a confronto con il mercato estero

Se lo scenario nazionale mostra una rete consolidata e dinamica, il mercato internazionale offre spunti di crescita ancora più accentuati. Secondo le rilevazioni di Confimprese-Jakala, tra il 2022 e il 2024 il saldo delle aperture italiane fuori confine è aumentato del 7,6%, mentre lo sviluppo di reti in affiliazione all'estero ha segnato una crescita superiore al 9%:

  • Le reti italiane risultano particolarmente competitive nei comparti agroalimentare, moda, e servizi innovativi.
  • La capacità di creare format esportabili, supportati da selezione dei partner e standard costanti, rappresenta un punto di forza nei confronti delle realtà straniere, in particolare francesi e spagnole.
Osservatori economici segnalano come i mercati europei stiano entrando in una nuova fase espansiva legata alla spinta tecnologica e alla digitalizzazione. Nei settori industriali e dell'automazione il franchising mostra potenzialità superiori rispetto al canale diretto, contribuendo all'affermazione di un modello in grado di attraversare diversi mercati geografici.
Le maggiori opportunità di sviluppo futuro vengono segnalate nei comparti legati a luxury, fashion e ristorazione Made in Italy, grazie a una spinta di riconoscibilità internazionale e a nuove tendenze di consumo attente a valore, sostenibilità e coerenza identitaria.

Previsioni 2025-2026 secondo le indagini Jakala

I principali osservatori di settore, tra cui Assofranchising e la partnership Confimprese-Jakala, convergono su previsioni di crescita moderata ma strutturale per il biennio 2025-2026. Secondo gli ultimi report, si prevede un incremento del fatturato complessivo del comparto pari a circa il +3,9% per il 2025 e una crescita superiore al punto percentuale per il 2026:

  • Settore ristorazione: previsto incremento del +1,3% nel 2026, con crescita trainata da format innovativi, food delivery, quick service e specializzazione merceologica.
  • GDO e retail alimentare: stabilità con leggera propensione all'espansione dei format territoriali e alla diversificazione dell'assortimento in chiave sostenibile.
  • Moda e luxury: settori favoriti dal nuovo ciclo espansivo europeo, con incremento di modelli omnicanale e attenzione alle soluzioni green e tracciabili.
  • Servizi alla persona e salute: ulteriore espansione di telemedicina, beauty tech e benessere digitale.
Il comparto incrocia la maggiore selettività dei consumatori e la crescente attenzione alla sostenibilità dei modelli di rete: presidio dei costi, efficienza e rapidità di risposta alle richieste di mercato complesse si confermano driver di competitività, mentre il consolidamento della formazione professionale e del dialogo tra imprese, franchisee e stakeholder istituzionali è destinato a rafforzare la community del settore nei prossimi anni.




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Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...