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Come va il settore della cultura in Emilia Romagna? Imprese, occupati, fatturato, settori di successo e prospettive future

di Marcello Tansini pubblicato il
settore cultura emilia romagna

In Emilia-Romagna la cultura rappresenta un motore economico e sociale cruciale: crescita di imprese, innovazione digitale, occupazione, inclusione e nuove sfide delineano prospettive interessanti per il futuro regionale.

La cultura rappresenta da decenni un asset strategico per l’Emilia-Romagna, regione in cui la produzione creativa e le attività culturali si intrecciano con il tessuto economico e sociale. Non si tratta solo di musei, spettacoli o biblioteche: l’universo culturale regionale abbraccia una moltitudine di settori, dalle imprese digitali all’editoria, dall’intrattenimento all’architettura. L’ampiezza e la diversificazione delle attività hanno reso questo comparto una leva fondamentale per la ricchezza, l’attrattività, la coesione sociale e la capacità innovativa del territorio.

Rispetto allo scenario nazionale, la regione si distingue sia in termini di numero di lavoratori impiegati che per quantità e varietà di imprese attive. Come sottolineato da recenti report promossi istituzionalmente, la cultura ha assunto un peso sempre maggiore nel modellare la reputazione e il volto dell’Emilia-Romagna dentro e fuori i suoi confini. Anche grazie a una politica di investimenti lungimirante e alla capacità di coinvolgimento dei diversi attori locali, la cultura si conferma una colonna portante dell’economia regionale.

Il peso economico della cultura: fatturato, valore aggiunto e occupazione

L’analisi dell’impatto economico mostra che il sistema culturale e creativo genera un volume di affari significativo, che nelle ultime rilevazioni ha raggiunto quota 12,6 miliardi di euro. Questo dato si traduce in un valore aggiunto pari a 5,7 miliardi di euro, ovvero il 3,8% dell’intera economia regionale. Ben 102.000 addetti e 41.000 unità di impresa sono coinvolti in questa filiera, sottolineando il contributo concreto alla crescita occupazionale e produttiva dell’Emilia-Romagna.

Tra il 2019 e il 2023 l’incremento degli occupati nel settore culturale è stato del 12%, superando la crescita media registrata in altri comparti regionali. Particolarmente rilevante è il ruolo assunto dai servizi creativi (architettura, informatica, pubblicità), che da soli rappresentano il 58,4% dell’occupazione complessiva di settore con quasi 60 mila addetti.

Anno Fatturato (mld €) Valore aggiunto (mld €) Occupati
2023 12,6 5,7 102.000
2024 (stima) - - >103.000

L’incidenza sulla spesa delle famiglie evidenzia una predilezione per servizi artistici, d’intrattenimento e museali (1.589 milioni di euro), seguiti da editoria (878 milioni) e comparti audiovisivi (368 milioni). Tuttavia, sebbene la ripresa dopo la pandemia sia proseguita, solo alcuni segmenti – come architettura e ingegneria – hanno superato i livelli pre-crisi, mentre altre filiere (editoria, audiovisivo, attività artistiche) rimangono leggermente al di sotto.

Distribuzione territoriale e crescita delle imprese culturali e creative

L’Emilia-Romagna si caratterizza per un’elevata concentrazione territoriale delle realtà culturali e creative, con aree particolarmente dinamiche dal punto di vista sia imprenditoriale che occupazionale. Un terzo degli addetti si trova nella provincia di Bologna (34.600 lavoratori), seguita da Modena (15.000) e Reggio Emilia (11.000). Quest’ultima, insieme a Rimini, ha fatto registrare nel 2023 le crescite occupazionali più intense, rispettivamente +5,4% e +8,2%. Nell’area della Romagna, le imprese culturali “core” superano le 3.850 unità, generando circa un miliardo di valore e coinvolgendo oltre 17.500 addetti.

Nelle province di Ferrara e Ravenna, inoltre, sono attive oltre 18.000 imprese (includendo anche non-profit) che contribuiscono in modo significativo sia al lavoro sia alla diffusione dell’innovazione digitale. Il sistema regionale è dunque policentrico, capace di integrare le specificità locali all’interno di una visione condivisa, garantendo allo stesso tempo resilienza e adattabilità.

L’espansione delle imprese (+1,2% in Romagna rispetto al 2023) e il dinamismo nella costituzione di nuove realtà sottolineano il potenziale attrattivo del settore. Le organizzazioni culturali regionali si inseriscono in modo sinergico con altre filiere economiche strategiche, svolgendo anche un’importante funzione sociale e di sviluppo del capitale umano.

I settori trainanti: servizi creativi, spettacolo dal vivo, software e nuove tecnologie

Alcuni comparti spiccano per vivacità e capacità innovativa. I servizi creativi – comprendenti design, pubblicità, architettura e informatica – rappresentano il segmento più consistente per addetti (quasi 60.000). Nell’ultimo biennio, la progettazione architettonica e ingegneristica ha mantenuto una crescita superiore rispetto ai livelli pre-pandemici, a testimonianza di una filiera orientata sia all’innovazione che alla sostenibilità ambientale.

La scena del live entertainment vede la regione saldamente al primo posto per numero di eventi pro capite e nella top tre nazionale per spettatori e spesa dedicata (oltre 5,3 milioni di presenze, 150,7 milioni di euro di spesa nel 2023).

  • Software e tecnologie digitali si stanno imponendo come nuovo motore propulsivo. Nelle aree di Ferrara e Ravenna, il comparto del software traina l’espansione di tutta la filiera, determinando nuove esigenze in termini di competenze e modelli di sviluppo.
  • Patrimonio museale e bibliotecario: 546 musei e 811 biblioteche coprono quasi tutti i comuni, supportando conoscenza, aggregazione e formazione permanente.
Le trasformazioni più recenti vedono una crescente richiesta di profili capaci di integrare competenze creative e digitali, con un’attenzione crescente all’intelligenza artificiale, all’analisi dati e alla progettazione di servizi innovativi.

Investimenti pubblici, competenze e sfide dell’innovazione digitale

Il rafforzamento della competitività passa anche attraverso politiche di sostegno pubblico mirate. Nel 2023, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato oltre 66 milioni di euro a favore della produzione, distribuzione e fruizione culturale, con focus particolare sul comparto dello spettacolo dal vivo. Le misure a livello locale e nazionale mirano a consolidare una rete di soggetti pubblici, privati e del terzo settore, rafforzando la capacità di risposta anche rispetto a eventi straordinari come pandemia e alluvioni.

La sfida dell’innovazione si gioca sull’acquisizione di nuove competenze: l’accelerazione digitale impone una rapida evoluzione dei profili richiesti, in particolare nell’uso di tecnologie di intelligenza artificiale e nella progettazione di esperienze digitali. Secondo ricerche di settore, già oggi circa la metà delle imprese segnala difficoltà nel reperire talenti con skill adeguati alla trasformazione tecnologica.

  • Il completamento della ripresa del valore aggiunto pre-pandemia, specie nei comparti editoriali e artistici, rimane una criticità.
  • La legge 206/2023 e altre normative rafforzano il riconoscimento della specificità imprenditoriale culturale, promuovendo percorsi di innovazione e sostenibilità.

La funzione sociale: inclusione, coesione e identità territoriale

Oltre all’aspetto economico, il settore culturale svolge un importante fattore di coesione sociale e sviluppo identitario. Biblioteche e musei, diffusi nell’intero territorio regionale, garantiscono accesso all’informazione, favoriscono processi aggregativi e si pongono come punti di riferimento soprattutto nelle realtà più piccole. Le attività culturali sono motore di partecipazione civica e cittadinanza attiva, con un impatto evidente sulla qualità della vita e sui processi di inclusione.

I servizi culturali contribuiscono a contrastare fragilità sociali e ad accrescere l’integrazione, promuovendo dialogo intergenerazionale e interculturale. Il settore ha inoltre una spiccata capacità di rigenerazione urbana, trasformando spazi e comunità attraverso progettualità innovative e azioni partecipative.

La collaborazione tra amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e cittadini rappresenta un punto di forza nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo attenti al benessere collettivo, alla dignità e all’espressione personale.

Le prospettive future: crescita, sostenibilità e competitività del settore

Le previsioni per 2026 indicano una prosecuzione della crescita economica del comparto, pur in presenza di segnali di incertezza sul piano internazionale. Gli indicatori stimano un aumento del valore aggiunto nelle attività creative tra +1,9% nel 2024 e +0,6% nel 2025, al passo con il dinamismo generale dell’economia regionale, che vede il PIL salire fino al +0,9% e un tasso di occupazione al 71,5%.

La filiera culturale si orienta verso sostenibilità ambientale e sociale, aggiornando i propri modelli alla luce degli obiettivi Impresa 5.0. In campo progettuale, l’architettura e il design sono chiamati a rispondere alle nuove sfide della circolarità, minimizzazione degli sprechi e riutilizzo dei materiali. Il settore culturale agisce non solo da volano per il turismo e l’enogastronomia, ma è anche catalizzatore di nuove forme di economia relazionale e di beni comuni.

Settore Crescita prevista % (2026)
Attività creative, artistiche e intrattenimento +2,1
Pubblicità +2,0
Cinema, tv, radio, musica +1,7
Architettura e ingegneria +0,8

Con l’avanzata della digitalizzazione, la regione ambisce a rafforzare la competitività internazionale, intercettando investimenti europei e incentivando processi di internazionalizzazione. La strategia prevede inoltre la promozione dell’inclusività, della parità di genere e della partecipazione attiva come leve complementari per un sistema culturale sempre più resiliente, equo e attrattivo.

Le istituzioni regionali ribadiscono la centralità della cultura nei programmi di sviluppo e nella costruzione di una società che valorizza talento, innovazione e radicamento territoriale. La sinergia tra pubblico, privato e terzo settore sarà determinante per sostenere questa traiettoria positiva e affrontare le nuove sfide con strumenti adeguati e una visione condivisa.