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Conto termico 3.0 sarà il protagonista tra i bonus e gli incentivi edilizi 2026 cosa permetterà di fare e vantaggi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Conto termico 3 0 protagonista incentivi

Quali sono i vantaggi del Conto Termico 3.0 rispetto agli altri bonus edilizi vigenti nel 2026 e interventi ammessi

La recente evoluzione del quadro degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici vede una svolta significativa con il Conto Termico 3.0. Questa nuova misura si affianca alle detrazioni tradizionali, rivoluzionando il modo in cui cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni possono ottenere contributi per investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili. Il nuovo schema incentiva interventi mirati e sostenibili, offrendo rimborsi diretti e superando la logica delle detrazioni diluite su più anni. 

Cos’è il Conto Termico 3.0 e come funziona: principi, meccanismi e scadenze

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), finalizzato a sostenere interventi di efficientamento energetico e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. A differenza delle detrazioni fiscali, questo meccanismo permette ai beneficiari di ricevere un rimborso diretto sul proprio conto corrente, spesso in un’unica soluzione.

Il funzionamento dell'incentivo poggia su regole chiare: dopo aver effettuato un lavoro ammissibile, il soggetto richiedente presenta domanda tramite il portale GSE, allegando la documentazione necessaria. Il GSE valuta la richiesta e, in caso positivo, eroga il contributo entro tempi rapidi. Le principali caratteristiche operative possono essere riassunte così:

  • Erogazione diretta: il contributo arriva direttamente, senza attendere anni di rate fiscali;
  • Valutazione della spesa: il contributo non corrisponde a una percentuale fissa ma deriva da un doppio calcolo basato su efficienza e plafond massimo;
  • Importo massimo incentivabile: fino al 65% per la maggior parte delle categorie, con copertura totale per alcuni soggetti pubblici (scuole, ospedali, edifici comunali piccoli);
  • Tempi e scadenze: la nuova disciplina è pienamente operativa dal 25 dicembre 2025, con la possibilità di inoltrare istanze entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.
La platea ampliata dei beneficiari e la semplificazione delle procedure, insieme a una dotazione annuale di 900 milioni di euro (suddivisa fra privati, PA e imprese), fanno del Conto Termico 3.0 una leva determinante per accelerare l’adozione di tecnologie sostenibili e favorire la decarbonizzazione degli edifici italiani.

Chi può accedere al Conto Termico 3.0: beneficiari, requisiti e categorie ammesse

Il nuovo incentivo coinvolge una platea mai così ampia. Possono presentare domanda:

  • Privati: proprietari di abitazioni, condomìni o gestori di immobili sportivi;
  • Imprese: aziende di tutte le dimensioni e settori, con aliquote differenziate;
  • Pubbliche Amministrazioni: amministrazioni locali e centrali, scuole, ospedali, università e laboratori scientifici;
  • Enti del Terzo Settore (ETS): organizzazioni senza scopo di lucro, sia economiche sia non economiche;
  • Comunità Energetiche Rinnovabili: sia in forma individuale che collettiva;
I requisiti di accesso prioritari includono la piena disponibilità dell’immobile (proprietà o altro diritto reale), la presenza di un impianto preesistente ove previsto e l’utilizzo di tecnologie nuove e certificate.

Un aspetto rilevante riguarda la certificazione degli interventi mediante tecnico abilitato e la necessità di mantenere i requisiti per almeno cinque anni. Integrazione con altri incentivi statali non è ammessa sul medesimo intervento, ma rimangono valide combinazioni con contributi locali, regionali o europei, entro i limiti comunitari sugli aiuti di Stato.

Quali interventi sono incentivati: lavori ammessi e tecnologie sostenibili

Il Conto Termico 3.0 finanzia una gamma articolata di lavori rivolti all’efficienza energetica e all’utilizzo di fonti rinnovabili. L’obiettivo resta quello di ridurre i consumi e promuovere la sostenibilità ambientale attraverso:

  • Sostituzione di impianti termici obsoleti con pompe di calore, sistemi ibridi e generatori a biomassa ad alta efficienza,
  • Installazione di impianti solari termici e fotovoltaici abbinati ad accumulo,
  • Interventi di isolamento termico (coibentazione, cappotti, rifacimento serramenti negli edifici non residenziali),
  • Allaccio a reti di teleriscaldamento efficiente,
  • Implementazione di sistemi di building automation e microcogenerazione.
L’accesso a diverse combinazioni di lavori agevola la completa riqualificazione di edifici pubblici, privati, imprese ed enti del Terzo Settore, premiando l’integrazione tra risparmio energetico, produzione da rinnovabili e tecnologie di controllo avanzato.

Interventi per abitazioni private: regole, limiti e opportunità

Per i privati, la normativa individua interventi specifici ammessi. Sono incentivati principalmente:

  • Sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, generatori a biomassa o sistemi ibridi;
  • Installazione di impianti solari termici e scaldacqua a pompa di calore in sostituzione di vecchi scaldacqua elettrici;
  • Abbinamento a impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica solo in presenza di sostituzione dell’impianto di riscaldamento con pompa di calore;
  • Allaccio a reti di teleriscaldamento efficiente.
Restano esclusi per le abitazioni private i lavori sull’involucro edilizio (es. cappotti termici, sostituzione infissi) che restano accessibili solo ad altre categorie di beneficiari o per edifici non residenziali. Sono esclusi anche immobili privi di impianto preesistente. Il gruppo catastale A è ammesso, ad eccezione delle categorie A/8 e A/9.

Novità per gli edifici pubblici, imprese, enti del Terzo Settore e comunità energetiche

Le Pubbliche Amministrazioni e gli enti del Terzo Settore non economici possono ottenere copertura totale dei costi per scuole, ospedali, laboratori e piccoli Comuni. Gli interventi spaziano dall’isolamento, all’adozione di tecnologie avanzate (NZEB), alla sostituzione di impianti termici. Le imprese hanno diritto a percentuali variabili d’incentivo (dal 25% al 65%), con soglie superiori per micro e piccole aziende o in zone svantaggiate. Le comunità energetiche e i gruppi di autoconsumo collettivo sono inclusi tra i nuovi beneficiari, accedendo sia agli incentivi per la produzione da fonti rinnovabili sia a bonus per l’accumulo energetico.

Spese ammissibili, procedure e modalità di richiesta dell’incentivo

Il contributo copre un insieme di spese documentabili:

  • Acquisizione e installazione dei nuovi impianti e componenti,
  • Smontaggio e smaltimento dei vecchi impianti,
  • Opere idrauliche, murarie e fornitura di apparecchiature accessorie,
  • Spese tecniche e professionali necessarie (diagnosi, APE),
  • IVA se non recuperabile.
La procedura è digitale e prevede la presentazione telematica della domanda tramite il portale GSE entro 90 giorni dalla fine lavori. Per importi fino a 15.000 euro il rimborso è in unica soluzione; oltre questa soglia, l’importo è suddiviso in rate annuali (da 2 a 5). La scelta di apparecchi già presenti nel catalogo GSE degli apparecchi idonei agevola ulteriormente l’istruttoria.

Vantaggi del Conto Termico 3.0 rispetto agli altri bonus edilizi

L’aggiornamento dello schema di incentivazione statale si distingue da altri bonus edilizi, come l’Ecobonus e il Superbonus, per diversi vantaggi significativi:

  • Erogazione immediata o a breve distanza temporale,
  • Contributo diretto, senza creare crediti fiscali o attendere decenni di detrazioni,
  • Maggiore equità e accessibilità grazie all’ampliamento dei beneficiari,
  • Sistemi premianti l’acquisto di tecnologie “Made in EU” e bonus aggiuntivi per filiere certificate registrate presso ENEA,
  • Gestione semplificata e iter telematico più trasparente,
  • Focus sulla reale qualità degli interventi, senza premi a spese gonfiate ma legati all’efficienza delle soluzioni adottate.
Inoltre, il Conto Termico non subisce le recenti limitazioni introdotte sui bonus fiscali in termini di reddito familiare e limiti di detrazione, mantenendo un impianto regolatorio stabile e aggiornato ai parametri europei.