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Truffe investimenti online: un cittadino mantovano e un ligure perdono 500 e 300mila euro. Le loro storie

di Marcello Tansini pubblicato il
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Le truffe nei falsi investimenti online colpiscono ancora: due casi recenti, a Mantova e in Liguria, mostrano le gravi conseguenze per le vittime. Analisi dei raggiri e consigli utili della Polizia Postale.

Negli ultimi anni il panorama degli investimenti digitali è stato stravolto dall’emergere di nuove tipologie di frodi finanziarie che sfruttano la crescente popolarità delle piattaforme web dedicate al trading. Queste pratiche ingannevoli colpiscono ogni fascia di età e condizione sociale, sfruttando tecnologie sofisticate e una comunicazione molto persuasiva, spesso diffusa attraverso canali digitali e social network. Gli individui coinvolti vengono attratti da annunci sponsorizzati accattivanti, che promettono rendimenti fuori mercato e utilizzano l’immagine di personaggi di spicco come testimonial inconsapevoli.

L’apparente semplicità con cui si può accedere a queste offerte accentua il rischio. L’utente medio si trova spesso di fronte a interfacce curate nei dettagli, piattaforme che simulano in modo credibile la presenza di ingenti guadagni e comunicazioni affidabili. Questo aumenta il senso di sicurezza e può spingere anche le persone più caute a compiere investimenti sostanziali. Nel contesto normativo, enti come la Consob e la Banca d’Italia svolgono un ruolo di vigilanza autorizzando soltanto alcuni operatori, ma i truffatori sfuggono a tali controlli grazie a società fittizie o domiciliate all’estero.

Il fenomeno, riconducibile al falso trading online, si innesta perfettamente nel tessuto sociale contemporaneo, alimentato da un clima di incertezza economica e dal desiderio di ottenere in poco tempo risultati economici significativi. Le tecniche di social engineering, le piattaforme web sviluppate ad hoc e i falsi accrediti rappresentano solo alcuni degli strumenti utilizzati dai truffatori per convincere le vittime della solidità degli investimenti proposti.

Le storie di truffa: i casi del cittadino mantovano e del ligure

Le vicende che riguardano recenti casi di raggiro finanziario forniscono una rappresentazione concreta della modalità operativa dei falsi broker. Un cittadino mantovano ha deciso di investire dopo aver visto un annuncio sponsorizzato su un noto social network che riportava l’immagine di un giornalista identificato come “testimonial d’eccezione”. Questa pubblicità ingannevole, studiata per infondere fiducia attraverso un volto noto, ha spinto la vittima a manifestare interesse, innescando una serie di contatti telefonici con una sedicente broker.

Sotto la guida della presunta consulente, l’investitore è stato indirizzato verso una piattaforma online che mostrava profitti virtuali e saldi in crescita. Tale strategia ha l’obiettivo di rafforzare la percezione di autenticità dell’investimento. Su indicazione del finto intermediario, il cittadino ha effettuato diversi bonifici verso beneficiari esteri.

Un elemento ricorrente nei casi di falso trading digitale è rappresentato dai piccoli accrediti sul conto corrente della vittima, presentati come "anticipazioni" o "prestiti" derivanti dagli utili. Questa tecnica psicologica induce a credere che i versamenti abbiano un fondamento reale e stimola la persona ad effettuare ulteriori trasferimenti di denaro. La situazione degenera ulteriormente quando, a fronte delle richieste di restituzione delle somme, appare una nuova figura: in questa storia, si è trattato di una donna che si è qualificata come avvocato con sede a Londra, offrendo un servizio di recupero degli investimenti esteri a pagamento. Questo passaggio segna il culmine della spirale fraudolenta, confermando al malcapitato la natura ingannevole dell’intera operazione.

Per il cittadino mantovano il bilancio è stato pesante: oltre 500.000 euro sono spariti, con una catena di bonifici diretti a conti esteri che hanno reso difficile il recupero del capitale. Un simile schema si è verificato anche per un investitore ligure, che si è trovato al centro di un analogo sistema truffaldino, fino a perdere circa 300.000 euro.

Elemento caratteristico Descrizione della truffa
Annuncio sponsorizzato Appello tramite social, uso di testimonial inconsapevole
Contatto diretto Telefonata di un falso broker/consulente
Piattaforma fittizia Simulazione di profitti e crescita degli investimenti
Trasferimenti di denaro Bonifici verso l’estero, piccoli accrediti per rafforzare la fiducia
Tentativo di recupero Offerta di presunti servizi legali, richieste di ulteriori versamenti

Questi episodi evidenziano come le strategie fraudolente siano spesso costruite secondo uno schema ripetitivo, con ruoli assegnati a finti professionisti e credibili piattaforme web, e sottolineano la necessità di riconoscere i segnali di questa tipologia di raggiro per interrompere tempestivamente la catena di eventi.

Come riconoscere ed evitare le truffe di falso trading online: consigli pratici e raccomandazioni della Polizia Postale

Il quadro delineato dai casi sopra esposti rende evidente come la diffusione delle truffe legate agli investimenti digitali richieda un livello di consapevolezza e conoscenza sempre maggiore. Prevenire queste frodi significa saper individuare tutti quegli indizi che caratterizzano le offerte di investimento irregolari. Gli specialisti della Polizia Postale forniscono importanti raccomandazioni per tutelarsi:

  • Diffidare dagli annunci sponsorizzati online, in particolare quelli che utilizzano l’immagine di persone famose come garanti di investimenti sicuri e dai rendimenti rapidi.
  • Non condividere mai dati personali, numeri di conto, credenziali di accesso a servizi bancari o dispositivi elettronici con sconosciuti, nemmeno se si presentano come operatori del settore finanziario.
  • Prima di compiere un bonifico è necessario verificare l’autorizzazione dell’intermediario consultando direttamente i siti ufficiali della Consob e della Banca d’Italia.
  • Evitare di cliccare su banner o inserzioni ingannevoli che promettono guadagni elevati senza rischio. Utilizzare solo le piattaforme di investimento autorizzate dagli enti di controllo.
  • Non fidarsi di chi chiede pagamenti aggiuntivi per “sbloccare” le somme o per restituire il capitale investito — è una prassi tipica della strategia truffaldina dei cybercriminali.
  • Segnalare immediatamente alle Forze dell’Ordine e al proprio istituto bancario eventuali sospetti, utilizzando anche il portale ufficiale delle autorità competenti.
Uno strumento di autodifesa è sempre l’informazione aggiornata. Gli utenti sono invitati a consultare i canali istituzionali, le circolari della Consob e le frequenti comunicazioni pubblicate dai principali enti di vigilanza finanziaria. Il quadro normativo italiano, ispirato alle disposizioni contenute nel Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998), disciplina rigidamente l’offerta al pubblico di strumenti finanziari e impone severi controlli agli intermediari. Qualsiasi operazione finanziaria deve avvenire all’interno di questo perimetro per garantire trasparenza e tutela delle parti coinvolte.

Tra gli altri suggerimenti degli esperti della Polizia Postale:

  • Controllare sempre la presenza della società proponente nella lista degli operatori autorizzati, disponibile sui siti delle autorità competenti.
  • Conservare tutta la documentazione e le comunicazioni ricevute tramite mail, SMS o altri canali digitali, che potranno essere utili in caso di procedimenti investigativi.
  • Prestare attenzione a offerte che chiedono massima riservatezza e scoraggiano ad informare terzi sulle operazioni in corso.
Il rispetto di queste buone prassi, affiancato dalla conoscenza delle dinamiche del falso trading online, rappresenta il miglior canale di difesa contro le frodi finanziarie. Saper scindere un’opportunità reale da una proposta ingannevole è la prima salvaguardia nella tutela del proprio patrimonio.


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