L’attività di cura svolta dai familiari rappresenta un pilastro nascosto ma insostituibile dei sistemi di welfare, ponendo al centro il bisogno quotidiano di assistenza di milioni di persone non autosufficienti. In questo contesto, il Governo ha approvato una nuova disciplina attraverso un apposito provvedimento organico, che intende colmare lo storico vuoto normativo riconoscendo esplicitamente il valore e la funzione del caregiver familiare. L’iter legislativo, tuttavia, non è ancora concluso: il testo, articolato in più titoli e sedici articoli, dovrà affrontare l’esame del Parlamento, dove sono attesi confronti e possibili modifiche, in seguito alle richieste provenienti da numerose associazioni rappresentative e dalla comunità degli esperti in materia.
Tra le più alte aspettative della società civile, emergono la necessità di tutele uniformi su tutto il territorio nazionale, il superamento di disparità storicamente riscontrate tra regioni e la previsione di strumenti concreti per prevenire condizioni di isolamento e marginalizzazione.
Diverse associazioni chiedono non solo il riconoscimento sociale ed economico dell’assistenza familiare non professionale, ma anche il coinvolgimento attivo dei caregiver nei processi di pianificazione dei servizi sociosanitari, a garanzia di una presa in carico realmente centrata sulla persona assistita e sulla sua rete familiare.
Cosa prevede il decreto caregiver: riconoscimento, sostegni economici e tutele per i familiari
La bozza normativa del Decreto Caregiver, oggi in discussione, introduce una disciplina unitaria per il riconoscimento e la valorizzazione della cura garantita nell’ambito delle relazioni familiari ai soggetti con disabilità grave o non autosufficienti:
- Definizione giuridica del caregiver familiare: viene finalmente individuato come il soggetto, legato da un rapporto stretto di parentela, affinità o convivenza, che presta assistenza continuativa e gratuita a persone con disabilità grave o riconoscimento di indennità di accompagnamento (secondo criteri sanciti dalla Legge 104/1992 e dalla normativa successiva).
- Valorizzazione del ruolo sociale ed economico: il provvedimento sancisce, per la prima volta a livello nazionale, il pieno riconoscimento dell’importanza dell’attività di cura non professionale. Questo riconoscimento riguarda sia la sfera affettiva e relazionale, sia le conseguenze sulle scelte di vita, lavorative e sociali dei caregiver.
- Riconoscimento formale e accesso alle tutele: la piattaforma informatica dell’INPS, disponibile dal settembre 2026, consentirà l’accesso a una procedura certificata che attribuisce formalmente la qualifica di caregiver familiare. Sono definite in dettaglio condizioni, requisiti e modalità di presentazione della domanda, con rigidi criteri a tutela della trasparenza e della tracciabilità.
- Sostegno economico diretto: nei casi di assistenza più gravosa e senza il supporto di figure professionali, il caregiver convivente potrà ricevere un contributo mensile fino a 400 euro, erogato trimestralmente dall’INPS e non computato nel reddito complessivo e nell’ISEE. Questa misura intende offrire un parziale ristoro economico per il carico assistenziale assunto e permane fino alla perdita dei requisiti.
- Tutele nel rapporto lavoro-cura: il decreto propone nuovi strumenti di conciliazione tra obblighi familiari ed esigenze lavorative, come la rimodulazione degli orari, il lavoro agile e modalità flessibili, l’estensione dei congedi parentali per figli minorenni assistiti e la cessione solidale di ferie e riposi tra lavoratori, tutto secondo linee guida della contrattazione collettiva.
- Sostegni psicologici e di riposo: si prevede l’implementazione di programmi di supporto e sollievo, destinati a prevenire il rischio di isolamento e stress cronico dei caregiver, nonché percorsi di valorizzazione delle competenze acquisite nella cura familiare.
L’accesso a permessi lavorativi e benefici, basato sul grado di disabilità e sulla tipologia di rapporto (convivenza o meno), è modulato secondo un sistema di gradazione che valorizza maggiormente l’impegno diretto e continuativo. In parallelo, si disciplina formalmente il procedimento amministrativo (tempi, modalità e verifiche) a tutela dell’efficacia del riconoscimento.
Tra le innovazioni più rilevanti si segnala l’inclusione del caregiver nella progettazione degli interventi, sia a livello di singolo piano assistenziale individuale sia nel Progetto di Vita introdotto dal Decreto Legislativo 62/2024: ciò favorisce una personalizzazione e una reale inclusione degli assistiti e delle loro famiglie nella pianificazione complessiva dei servizi sociosanitari e di sostegno.
Criticità sollevate da associazioni ed esperti: proposte di modifica e ampliamento delle tutele
L’attuale provvedimento, così come messo a punto, resta per molti esperti e associazioni bisognoso di sostanziali miglioramenti, segnalati dalle principali associazioni di persone con disabilità e familiari così come dagli esperti del diritto sociale, sanitario e previdenziale.
Tra le principali criticità rilevate emergono elementi strutturali e prospettici:
- Esclusione dei caregiver non conviventi: una delle maggiori istanze riguarda l’inclusione nei benefici anche dei familiari che, pur non convivendo, sostengono continuativamente persone con disabilità. Attualmente la bozza limita il contributo e molte delle tutele al solo caregiver convivente, ignorando bisogni diffusi e consolidate prassi assistenziali.
- Misure di supporto troppo selettive: molti sostegni sono subordinati a criteri di intensità assistenziale o tipologia di rapporto, rischiando di creare nuove disparità tra assistiti sulla base di dettagli formali, più che di bisogni effettivi.
- Assenza di tutele specifiche per la salute psicologica: viene giudicata insufficiente la previsione di servizi di sollievo, principalmente per il carico emotivo e psicologico che la cura familiare spesso comporta. Le associazioni chiedono l’istituzione di sportelli psicologici territoriali, forme di counselling e percorsi formativi sul benessere personale del caregiver.
- Formazione e aggiornamento: manca una previsione strutturale di formazione continua e qualificata sui temi dell’assistenza domiciliare, gestione emergenze e comunicazione, che aiuterebbe a migliorare la qualità dell’assistenza, prevenire il burn-out e valorizzare l’esperienza pratica acquisita.
- Congedi di cura più ampi e flessibili: viene chiesto un allargamento degli strumenti di conciliazione (smart working, permessi, congedi), includendo lavoratori autonomi e professionisti finora esclusi da alcune tutele, e garantendo la priorità di accesso a orari flessibili e lavoro agile a chi assiste persone in condizioni di disabilità grave.
- Aumento delle risorse stanziate: i fondi destinati al sostegno dei caregiver vengono giudicati insufficienti rispetto alla platea degli assistiti e alla complessità dei bisogni. Le richieste puntano a incrementi strutturali e a una programmazione pluriennale che garantisca sostenibilità nel tempo.
- Ampio coinvolgimento dei caregiver nelle valutazioni e programmazioni: la domanda più forte è che le fasi di valutazione per l’elaborazione dei progetti di vita e per la definizione dei percorsi assistenziali vedano una partecipazione attiva di familiari e associazioni, così da modellare i servizi secondo esigenze concrete e non solo parametri amministrativi.
Le associazioni propongono infine di
rendere la platea dei beneficiari più inclusiva, implementando parametri che tengano conto di scenari di vita attuali, come le famiglie ricomposte, le unioni civili e le reti allargate, allineando così la legge nazionale alle migliori prassi europee.
| Proposte di modifica richieste al Parlamento |
Obiettivo |
| Inclusione dei caregiver non conviventi |
Superare limiti d’accesso alle tutele |
| Sportelli psicologici e percorsi di counselling |
Sostenere il benessere emotivo dei caregiver |
| Formazione obbligatoria e continuità formativa |
Valorizzare l’esperienza e prevenire il burn-out |
| Congedi di cura estesi anche ad autonomi |
Garantire strumenti flessibili per tutti i lavoratori |
| Incremento delle risorse dedicate |
Assicurare efficacia e copertura delle misure |
| Partecipazione dei caregiver alla definizione dei progetti di vita |
Modellare servizi realmente rispondenti ai bisogni |
Il cammino del provvedimento è quindi segnato da un confronto aperto con le realtà associative, che chiedono maggiore inclusività, supporti effettivi e risorse adeguate.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...