L'Italia vive una rivoluzione digitale con il Digital Networks Act, che ridisegna la connessione attraverso la fibra ottica e il mobile. Impatti su qualità, copertura, concorrenza, sicurezza.
La progressiva sostituzione delle reti tradizionali in rame con moderne soluzioni ottiche rappresenta un snodo decisivo per sostenere la crescita economica e la competitività digitale del Paese. Nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale, il cloud e la digitalizzazione dei servizi pubblici richiedono una solida base infrastrutturale capace di connettere cittadini, imprese e istituzioni in modo affidabile e performante. L'accelerazione verso la fibra ottica non solo promuove servizi Internet più rapidi e stabili, ma crea anche le condizioni affinché l'Italia funga da motore di innovazione nell'era digitale europea.
L'attuazione del Digital Networks Act (DNA), proposta legislativa della Commissione Europea, si pone l'obiettivo di modernizzare, semplificare e armonizzare il quadro normativo riguardante le reti di connettività. Il DNA supera le precedenti normative, fra cui il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018, mirando a stimolare investimenti nella realizzazione di reti avanzate in fibra ottica e mobili, essenziali per abilitare innovazione, competitività e una solida sovranità digitale europea.
Nell'ottica della creazione di un mercato unico delle telecomunicazioni, la proposta agevola le imprese consentendo registrazioni e operazioni transfrontaliere più efficienti. L'introduzione di un modello unico europeo favorisce la crescita degli operatori su scala continentale e la nascita di player capaci di innovare su basi più ampie e coerenti. Tra le principali misure troviamo:
Il passaggio dalle vecchie reti in rame alle moderne fibre ottiche è una delle trasformazioni più significative del sistema digitale europeo. Questa transizione, fortemente sostenuta dal DNA, promette di incidere positivamente su due pilastri: l'estensione della copertura e il netto miglioramento della qualità della connessione per cittadini e imprese.
Le reti FTTH (Fiber To The Home) permettono velocità di download e upload superiori, minori latenze e una affidabilità difficilmente raggiungibile tramite i vecchi sistemi. Secondo valutazioni di impatto, una conversione diffusa alle infrastrutture ottiche potrebbe generare oltre 400 miliardi di euro in crescita del PIL europeo, contribuendo allo sviluppo sostenibile e alla riduzione delle emissioni dovute alla maggiore efficienza energetica delle nuove tecnologie.
La sostituzione del rame avviene in modo progressivo e coordinato: i piani nazionali obbligatori, introdotti dal DNA, prevedono una finestra temporale che va dal 2030 al 2035 per completare il processo. Questo percorso è accompagnato da salvaguardie per i consumatori, come l'assicurazione della continuità dei servizi e una comunicazione efficace sulle fasi di spegnimento delle vecchie infrastrutture.
La qualità dell'esperienza utente risulta migliorata grazie alla maggiore affidabilità, alla capacità delle reti di supportare servizi innovativi come l'IA e la telemedicina e all'integrabilità con le reti mobili di nuova generazione. Inoltre, la maggiore competitività tra gli operatori, favorita dai nuovi asset normativi, incentiva ulteriori investimenti a beneficio dell'intero tessuto socio-economico nazionale.
Negli ultimi anni, il Paese ha registrato sensibili progressi nella diffusione della fibra ottica: secondo dati 2025 della Commissione Europea, la copertura FTTP (Fiber to the Premises) ha raggiunto il 71%, segnando una crescita superiore alla media UE. Si osserva però uno scarto consistente tra copertura infrastrutturale e reale utilizzo: solo il 27,5% delle abitazioni risulta effettivamente connesso tramite fibra, a fronte di una media europea del 54,5%.
Questa differenza evidenzia l'importanza di poli di innovazione e investimenti promossi non solo da grandi operatori, ma anche da piccole e medie imprese locali che contribuiscono a una copertura capillare e competitiva. Progetti nazionali, come quello di Open Fiber, hanno portato a una estensione della rete digitale su oltre 163.000 chilometri e 11 miliardi di euro di investimenti, interessando abitazioni, aziende e pubbliche amministrazioni.
Permangono tuttavia alcune sfide:
L'espansione delle infrastrutture mobili rappresenta la chiave per raggiungere una piena copertura digitale su tutto il territorio nazionale. Il DNA affronta questo tema introducendo misure destinate a rendere più efficienti le autorizzazioni per lo spettro radio, con concessioni di durata più lunga e rinnovabili automaticamente così da fornire stabilità e incentivi agli investimenti.
Particolare attenzione viene data all'integrazione dei servizi via satellite, che beneficeranno di un sistema di autorizzazione a livello UE. Questo favorisce l'auto-nomia strategica europea e consente di raggiungere anche le zone meno servite dalle reti terrestri.
L'adozione di nuovi criteri per la gestione dello spettro introduce il principio del usalo o condividilo, stimolando la condivisione delle risorse tra operatori e riducendo gli sprechi. Le reti mobili di nuova generazione (5G e oltre) si integrano con le reti ottiche per offrire servizi internet veloce sempre più diffusi, abilitando soluzioni avanzate come la telemedicina, la smart mobility e l'Internet delle Cose.
Il disegno regolatorio del DNA ha suscitato un intenso dibattito tra operatori e stakeholder nazionali, con particolare rilievo alle posizioni espresse dall'Associazione Italiana Internet Provider (AIIP). Secondo l'associazione, i risultati positivi ottenuti in Italia derivano da un modello basato sul pluralismo infrastrutturale, la concorrenza e la crescita di PMI attive su tutto il territorio.
L'AIIP e altri operatori esprimono preoccupazioni rispetto a possibili centralizzazioni eccessive proposte dalla riforma europea che vedono il rischio di un indebolimento del pluralismo e un eccesso di dirigismo, con la tentazione di favorire grandi player continentali e ridurre il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.
Alcuni punti critici segnalati:
Il DNA affronta con decisione il tema della sicurezza e della resilienza delle reti digitali, richiedendo soluzioni che limitino le dipendenze critiche all'interno dell'ecosistema della connettività. Sono introdotti piani europei di preparazione per crisi di varia natura, come eventi climatici estremi o possibili influenze esterne, unitamente a criteri stringenti per la selezione dei sistemi di comunicazione satellitare.
La sostenibilità ambientale, con la promozione dell'efficienza energetica delle nuove tecnologie ottiche e mobili, si aggiunge come ulteriore pilastro. Infine, il testo normativo ribadisce la validità dei principi dell'Open Internet mantenendo elevati standard di tutela per utenti e imprese.