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Forze dell'ordine: le novità e le misure nel 2026 nelle nuove normative in vigore dopo Manovra Finanziaria

di Marcello Tansini pubblicato il
Forze ordine novita misure 2026

Da modifiche fiscali e previdenziali a congedo parentale aumentato e nuove misure nei casi di malattia dei figli

Il 2026 segna un anno di rilevanti cambiamenti per il comparto sicurezza, con nuove disposizioni normative che incidono su vari aspetti della carriera e della vita dei lavoratori in uniforme. Con il varo della manovra finanziaria, molte delle aspettative del personale sono state ridefinite, intervenendo su fiscalità, requisiti previdenziali, tempi di liquidazione delle indennità di fine servizio e sostegno alla genitorialità. Non si tratta solo di variazioni contabili: sono provvedimenti attuativi che hanno conseguenze tangibili sul potere d’acquisto, l’organizzazione del lavoro e le prospettive pensionistiche. 

Forze dell'Ordine interessate: chi sono e a quali comparti si applicano le nuove norme

Le modifiche normative riguardano l’intero universo delle Forze dell’Ordine e del comparto sicurezza e difesa. Sono coinvolti sia gli operatori a ordinamento civile che quelli militare, comprendendo: Forze di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Polizia Locale per alcune misure), Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica), nonché il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

I destinatari delle novità riguardano in particolare coloro che cessano dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o servizio, ma anche il personale in servizio attivo viene toccato nei temi fiscali, previdenziali e di politiche sociali.

Per la Polizia Penitenziaria si evidenzia un piano straordinario di assunzioni, mentre per le altre componenti le misure attenuano il divario con la disciplina generale del pubblico impiego, pur salvaguardando alcune specificità. Queste norme si estendono sia ai dirigenti sia al personale non dirigente, benché con modalità e impatti differenti, soprattutto per quanto concerne fiscalità e accesso ai regimi agevolati.

Modifiche fiscali: taglio dell'IRPEF, detassazione sui compensi accessori e differenze tra personale

Una delle principali misure del 2026 è la riduzione dell’aliquota IRPEF, che passa dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Il beneficio si traduce in un incremento netto nel cedolino mensile, stimato fino a 440 euro l’anno, per tantissimi lavoratori in divisa. Inoltre, viene confermata la detassazione del trattamento accessorio per i dipendenti pubblici non dirigenti: indennità, straordinari e turni percepiti fino a una soglia di 800 euro saranno soggetti a una tassazione sostitutiva del 15%, rispetto all’imposizione ordinaria. Tuttavia, questa agevolazione non riguarda chi, tra militari e personale di polizia, beneficia già della defiscalizzazione introdotta con il riordino del 2017 – bonus riconosciuto sui redditi fino a 28.000 euro.

I benefici fiscali nel 2026 sono quindi differenziati:

  • Personale sotto i 28.000 euro: continua a applicarsi il bonus defiscalizzazione previgente;
  • Personale fino a 50.000 euro: può aderire al nuovo regime sostitutivo per i compensi accessori;
  • Personale con redditi più elevati: escluso dai benefici.
È importante sottolineare che le misure non si applicano a chi già gode della fiscalità agevolata in forza alle riforme sulle carriere. La disciplina crea così una diversificazione interna, suscitando richieste di equiparazione dalle associazioni di categoria.

Pensioni e trattamento di fine servizio: aumento dei requisiti anagrafici e liquidazione anticipata del TFS/TFR

Cambia in maniera sensibile il quadro pensionistico per i lavoratori in uniforme. Dal 1° gennaio 2027, l’età e i requisiti di servizio per accedere alla pensione per le Forze Armate, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco saranno innalzati secondo un meccanismo di adeguamento progressivo collegato alla speranza di vita. In dettaglio, a decorrere dal 2027, il limite previsto per la cessazione dal servizio aumenterà di 3 mesi per effetto della nuova disciplina; seguiranno aumenti progressivi negli anni successivi (fino a 6 mesi dal 2030, salvo eventuali deroghe o modifiche attuative stabilite da appositi provvedimenti).

Contestualmente, è stato ridotto da 12 a 9 mesi il termine per il pagamento della prima rata del Trattamento di fine servizio ai dipendenti pubblici che cessano per limiti di età o servizio. Questo anticipo costituisce un passo verso una maggiore tempestività nell’erogazione delle indennità spettanti, anche se non riguarda i casi di cessazione anticipata, che restano fermi alle regole generali. In pratica:

  • Il nuovo termine di 9 mesi interesserà solo chi va in pensione per raggiunti limiti di età o servizio;
  • Per altre cause di cessazione anticipata, il termine resta quello ordinario (24 mesi);
  • Saranno mantenute le specificità di rateizzazione per importi rilevanti.
Questa misura, accolta positivamente in quanto segnale di attenzione verso chi lascia il servizio, comporta tuttavia la perdita della detassazione dell’1,5% sul TFS/TFR per importi liquidati oltre i 12 mesi, rendendo il beneficio meno incisivo nel confronto con il passato. Parallelamente, il fondo per la perequazione previdenziale del comparto viene incrementato fino al 2030, mirando all’equiparazione dei trattamenti e al rafforzamento delle coperture assicurative legali e di responsabilità civile.

Le principali novità su assunzioni, organici e reazioni dei sindacati e delle rappresentanze

La questione degli organici resta uno dei grandi dossier aperti. L’unico comparto destinatario di un piano straordinario di assunzioni è la Polizia Penitenziaria: è autorizzato l’ingresso di 2.000 nuove unità tra il 2026 e il 2028, sostenuto da uno specifico fondo pluriennale. Ciò avviene in risposta alle sempre più gravi carenze di personale negli istituti di pena, con immissioni diluite su più annualità.

Per gli altri corpi, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Forze Armate, non sono stati previsti nuovi piani di assunzione straordinaria né finanziamenti aggiuntivi per coprire il turn over. Il limite di assunzioni resta ancorato al 75% delle cessazioni, alimentando le preoccupazioni per le difficoltà operative e per l’età media crescente nei reparti. 

Le misure sulla genitorialità e i bonus per il personale delle forze dell’ordine con figli

La manovra implementa diverse misure a sostegno della genitorialità, rivolte anche agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alla Difesa:

  • Prolungamento del congedo parentale: il diritto del genitore di astenersi dal lavoro viene esteso fino ai 14 anni del figlio (prima era 12), includendo anche il prolungamento per genitori di minori con disabilità grave;
  • Aumento dei giorni di permesso per malattia del figlio: si passa da 5 a 10 giorni lavorativi annui per ciascun genitore con figli tra i 3 e i 14 anni;
  • Potenziamento del bonus mamme: l’importo per lavoratrici con almeno due figli (e reddito fino a 40.000 euro) sale a 60 euro al mese;
  • Conferma della decontribuzione per lavoratrici madri;
  • Previsto un fondo abitativo a favore dei genitori separati o divorziati con figli fino a 21 anni, anche per il personale del comparto.
Queste innovazioni intendono valorizzare il bilanciamento tra vita lavorativa e familiare per gli operatori della sicurezza e costituiscono un avanzamento nella tutela sociale del personale, con speciale attenzione alle esigenze delle lavoratrici in uniforme.

 



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