Da modifiche fiscali e previdenziali a congedo parentale aumentato e nuove misure nei casi di malattia dei figli
Il 2026 segna un anno di rilevanti cambiamenti per il comparto sicurezza, con nuove disposizioni normative che incidono su vari aspetti della carriera e della vita dei lavoratori in uniforme. Con il varo della manovra finanziaria, molte delle aspettative del personale sono state ridefinite, intervenendo su fiscalità, requisiti previdenziali, tempi di liquidazione delle indennità di fine servizio e sostegno alla genitorialità. Non si tratta solo di variazioni contabili: sono provvedimenti attuativi che hanno conseguenze tangibili sul potere d’acquisto, l’organizzazione del lavoro e le prospettive pensionistiche.
Le modifiche normative riguardano l’intero universo delle Forze dell’Ordine e del comparto sicurezza e difesa. Sono coinvolti sia gli operatori a ordinamento civile che quelli militare, comprendendo: Forze di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Polizia Locale per alcune misure), Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica), nonché il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
I destinatari delle novità riguardano in particolare coloro che cessano dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o servizio, ma anche il personale in servizio attivo viene toccato nei temi fiscali, previdenziali e di politiche sociali.
Per la Polizia Penitenziaria si evidenzia un piano straordinario di assunzioni, mentre per le altre componenti le misure attenuano il divario con la disciplina generale del pubblico impiego, pur salvaguardando alcune specificità. Queste norme si estendono sia ai dirigenti sia al personale non dirigente, benché con modalità e impatti differenti, soprattutto per quanto concerne fiscalità e accesso ai regimi agevolati.
Una delle principali misure del 2026 è la riduzione dell’aliquota IRPEF, che passa dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Il beneficio si traduce in un incremento netto nel cedolino mensile, stimato fino a 440 euro l’anno, per tantissimi lavoratori in divisa. Inoltre, viene confermata la detassazione del trattamento accessorio per i dipendenti pubblici non dirigenti: indennità, straordinari e turni percepiti fino a una soglia di 800 euro saranno soggetti a una tassazione sostitutiva del 15%, rispetto all’imposizione ordinaria. Tuttavia, questa agevolazione non riguarda chi, tra militari e personale di polizia, beneficia già della defiscalizzazione introdotta con il riordino del 2017 – bonus riconosciuto sui redditi fino a 28.000 euro.
I benefici fiscali nel 2026 sono quindi differenziati:
Cambia in maniera sensibile il quadro pensionistico per i lavoratori in uniforme. Dal 1° gennaio 2027, l’età e i requisiti di servizio per accedere alla pensione per le Forze Armate, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco saranno innalzati secondo un meccanismo di adeguamento progressivo collegato alla speranza di vita. In dettaglio, a decorrere dal 2027, il limite previsto per la cessazione dal servizio aumenterà di 3 mesi per effetto della nuova disciplina; seguiranno aumenti progressivi negli anni successivi (fino a 6 mesi dal 2030, salvo eventuali deroghe o modifiche attuative stabilite da appositi provvedimenti).
Contestualmente, è stato ridotto da 12 a 9 mesi il termine per il pagamento della prima rata del Trattamento di fine servizio ai dipendenti pubblici che cessano per limiti di età o servizio. Questo anticipo costituisce un passo verso una maggiore tempestività nell’erogazione delle indennità spettanti, anche se non riguarda i casi di cessazione anticipata, che restano fermi alle regole generali. In pratica:
La questione degli organici resta uno dei grandi dossier aperti. L’unico comparto destinatario di un piano straordinario di assunzioni è la Polizia Penitenziaria: è autorizzato l’ingresso di 2.000 nuove unità tra il 2026 e il 2028, sostenuto da uno specifico fondo pluriennale. Ciò avviene in risposta alle sempre più gravi carenze di personale negli istituti di pena, con immissioni diluite su più annualità.
Per gli altri corpi, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Forze Armate, non sono stati previsti nuovi piani di assunzione straordinaria né finanziamenti aggiuntivi per coprire il turn over. Il limite di assunzioni resta ancorato al 75% delle cessazioni, alimentando le preoccupazioni per le difficoltà operative e per l’età media crescente nei reparti.
La manovra implementa diverse misure a sostegno della genitorialità, rivolte anche agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alla Difesa: