Nel primo semestre 2026 il Garante Privacy avvierà controlli su sanità, scuole, big data, dogane e telco, puntando su dossier sanitari, data breach e intelligenza artificiale.
Con l'entrata in vigore dell'ultima deliberazione del Garante per la protezione dei dati personali, il panorama della compliance in materia di privacy in Italia si appresta a un semestre di intensa attività ispettiva. Il nuovo programma di verifiche, stabilito per il periodo gennaio-giugno 2026, prevede almeno quaranta accertamenti mirati - cifra che riflette la crescente attenzione verso la sostanza delle misure adottate da enti pubblici e privati. Il focus non è soltanto sulla correttezza documentale, ma su processi e sistemi effettivamente in grado di prevenire violazioni e garantire la tutela degli interessati.
Tra i settori coinvolti spiccano sanità, ambito scolastico, telecomunicazioni e servizi doganali, con una marcata attenzione alle criticità emerse nell'ultimo biennio. Questa strategia poggia su un approccio di responsabilizzazione e valutazione sostanziale della governance della privacy, segnalando una svolta rispetto a controlli meramente formali.
Nella pianificazione delle attività ispettive per il semestre, si assiste a una chiara identificazione delle aree in cui permangono vulnerabilità e rischi concreti per la tutela dei dati personali. I controlli toccheranno l'intero arco dei soggetti chiamati alla gestione di informazioni sensibili:
Il comparto sanitario resta tra i più attenzionati dal Garante, a causa della delicatezza delle informazioni trattate e del rischio concreto di violazioni, sia accidentali sia dolose. L'attività ispettiva sulle strutture ospedaliere e territoriali punterà a verificare la piena osservanza dei principi di necessità e autorizzazione nell'accesso ai dati clinici. L'Autorità vigilerà affinché solo il personale effettivamente incaricato partecipi alla gestione dei dossier e che sia garantita all'utente la possibilità di oscurare eventi clinici discreti, come previsto dalla normativa e dalle Linee Guida adottate nel 2015. Una delle aree di maggiore interesse riguarda la tracciabilità degli accessi mediante log dettagliati e il rispetto dell'obbligo di fornire informative trasparenti e aggiornate agli interessati.
Il tema dei data breach assume rilevanza prioritaria: le notifiche di violazione devono essere seguite da misure di remediation concrete e documentate. In un contesto caratterizzato dalla frequenza di attacchi ransomware, l'ispezione si concentra sulla valutazione dei sistemi di sicurezza, sull'analisi degli accessi e sulle procedure adottate per limitare il rischio di diffusione non autorizzata delle informazioni, anche nel dark web. Attenzione specifica è posta alla protezione delle banche dati pubbliche, spesso oggetto di tentativi di rivendita illecita.
Anche i sistemi di segnalazione whistleblowing sono oggetto di verifica accurata: le soluzioni software adottate devono garantire riservatezza tecnica e organizzativa, in modo da proteggere chi denuncia illeciti, in conformità alle nuove disposizioni che rafforzano la tutela degli informatori. In parallelo, l'impiego di applicativi basati su algoritmi, tra diagnostica e predizione, richiede un'integrazione sostanziale tra governance privacy, sicurezza e responsabilità clinica.
L'innovazione digitale nell'istruzione è oggetto di uno scrutinio senza precedenti. L'Autorità Privacy pone l'accento su sistemi di intelligenza artificiale, piattaforme di apprendimento adattivo e strumenti di valutazione automatizzata, spesso implementati in collaborazione con partner tecnologici esterni. Le verifiche tenderanno a:
Le modalità di trattamento dei big data da parte di operatori delle telecomunicazioni, unite alla gestione dei sistemi informativi doganali, rappresentano una delle frontiere più avanzate affrontate negli accertamenti. Alla luce della sentenza della Corte di Giustizia UE del settembre 2025, l'Autorità chiede di dimostrare inequivocabilmente il rispetto delle regole sulla anonimizzazione dei dati: il mero ricorso a tecniche pseudo-anonimizzanti non è sufficiente per l'esclusione dall'ambito di applicazione del GDPR.
Il rischio di sorveglianza massiva, l'utilizzo non trasparente dei dati di traffico e la sfida nel garantire la sicurezza nella trasmissione delle informazioni convertono la compliance normativa in vera e propria prova di affidabilità per aziende e pubbliche amministrazioni:
L'attività ispettiva sarà attuata, in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, attraverso ispezioni presso sedi fisiche o infrastrutture digitali selezionate. Gli accessi avverranno d'ufficio secondo una programmazione basata su criteri oggettivi di rischio:
Le organizzazioni chiamate ad affrontare i nuovi accertamenti dovranno andare oltre l'adempimento formale, assicurando l'effettiva applicazione delle policy e l'efficacia delle misure adottate per la protezione dei dati personali. Il piano di ispezioni evidenzia alcune aree di attenzione prioritaria:
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...