Se la badante ha ricevuto istruzioni adeguate e ha confermato a voce di essere in grado di svolgere le mansioni assegnate, allora il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità nei casi di infortuni sul lavoro. A stabilirlo è la stata la Corte di Cassazione con la recente sentenza 29823 2025
La gestione dei rapporti con le assistenti domiciliari comporta un’attenta analisi dei profili giuridici e pratici connessi agli incidenti che possono verificarsi durante l’attività lavorativa. Famiglie e lavoratori operanti nel settore domestico si confrontano spesso con dubbi relativi alla ripartizione delle responsabilità in caso di infortunio.
Svolgere mansioni di cura a persone con difficoltà di movimento espone chi assiste a rischi fisici significativi, specialmente quando si parla di operazioni come il trasferimento di persone non autosufficienti dal letto a una sedia a rotelle. La crescita delle necessità di assistenza domiciliare in Italia ha intensificato l’attenzione delle istituzioni sulle tutele e sugli obblighi a carico dei datori di lavoro domestico. Una corretta informazione e formazione delle badanti rappresenta lo strumento primario di prevenzione, ma la responsabilità datoriale non è automatica.
Secondo la normativa vigente, il datore di lavoro deve adottare ogni misura necessaria a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori. A livello pratico, ciò si traduce nell’obbligo di evitare situazioni di pericolo e nell’adozione di misure idonee per prevenire danni durante l’espletamento delle mansioni.
Le badanti, quali lavoratrici alle dirette dipendenze di privati, rientrano nell’ambito di applicazione generale della normativa antinfortunistica. Ciò significa che, anche in assenza di una struttura aziendale complessa, spetta al datore di lavoro fornire istruzioni chiare e mettere il collaboratore in condizione di svolgere le proprie attività in sicurezza. La legge richiede:
I datori di lavoro di badanti devono adempiere a precisi obblighi di carattere preventivo: ciò non comporta necessariamente documentazione scritta, bensì una formazione effettiva e concreta sul posto di lavoro. La supervisione e le indicazioni verbali acquistano rilievo, soprattutto nelle attività che possono esporre a specifici rischi, quali l’assistenza a persone prive di autonomia nella deambulazione. Inoltre:
La Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 29823/2025 ha stabilito che se una badante ha ricevuto istruzioni adeguate e dimostrazioni pratiche per le mansioni richieste di assistenza e ha poi confermato a voce di essere in grado di svolgere, allora il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità nei casi di infortuni occorsi sul lavoro.
La vicenda giudiziaria ha riguardato l’infortunio occorso ad una badante regolarmente assunta durante una manovra di sollevamento di una persona non autosufficiente. Nonostante la lavoratrice sostenesse di non aver ricevuto strumenti o istruzioni adeguate, le indagini hanno evidenziato due aspetti fondamentali:
Affinché il datore di lavoro non sia considerato responsabile per un incidente occorso alla badante durante lo svolgimento delle attività di assistenza, devono essere soddisfatti alcuni specifici presupposti, come chiaramente richiamato dalla Suprema Corte:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...