Giorgetti anticipa la manovra 2027: attese le prime misure il 20 ottobre e il verdetto Ue sui 29 miliardi l’8 novembre. Iperammortamento rafforzato.
La legge di bilancio 2027 resta in attesa del via libera europeo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo ha chiarito in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), indicando due appuntamenti per conoscere le prime misure ufficiali: il 20 ottobre e l’8 novembre. Nel mezzo c’è una partita da 29 miliardi di euro di flessibilità di bilancio extra, che condiziona l’ultima manovra della legislatura.
Le misure della Manovra Finanziaria 2027 saranno definite alla luce del completamento della procedura europea per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, la National Elasticity Clause (NEC), richiesta dall’Italia. Il governo non può dunque chiudere il quadro finale dei provvedimenti finché Bruxelles non si sarà espressa in via definitiva.
Alcuni elementi, tuttavia, arriveranno prima. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che il governo trasmetterà a breve al Parlamento e alle autorità europee, conterrà infatti le prime indicazioni. Giorgetti ha ammesso con franchezza che la vicenda europea incide sui tempi: l’esecutivo cercherà di arrivare prima del 20 ottobre, ma la questione, ha detto, «ci condiziona».
Le due date attese per capire cosa si potrà fare sono:
20 ottobre: il Dpb e le prime anticipazioni. La prima data attesa è il 20 ottobre, termine entro cui il governo intende trasmettere il Documento programmatico di bilancio. Non sarà la manovra completa, ma offrirà i primi elementi concreti su impostazione, priorità e risorse. È il documento che permette a Parlamento e istituzioni europee di valutare le linee guida della legge di bilancio.
8 novembre: il verdetto del Consiglio Ue. La seconda data è l’8 novembre. La Commissione europea ha dato il proprio via libera alla richiesta di flessibilità avanzata dall’Italia lo scorso 8 ottobre. Ora il fascicolo è all’esame del Consiglio dell’Unione europea, riunito in sede Ecofin, che ha un mese di tempo per decidere. Entro l’8 novembre l’Italia saprà quindi ufficialmente se potrà attivare lo strumento e ottenere 29 miliardi di flessibilità aggiuntiva.
| Data | Evento | Cosa cambia |
|---|---|---|
| 20 ottobre | Invio del Dpb a Parlamento e Ue | Prime misure e linee guida |
| 8 novembre | Decisione dell’Ecofin sulla NEC | Via libera ai 29 miliardi |
Secondo Giorgetti, la sfida è contemperare due esigenze imprescindibili. Da un lato c’è la prosecuzione del consolidamento dei conti pubblici, per preservare la fiducia dei mercati. Dall’altro c’è l’utilizzo degli spazi disponibili per sostenere, con interventi selettivi, investimenti, competitività e necessità concrete di famiglie, lavoratori e imprese.
Il ministro ha definito questo equilibrio un percorso che richiede prudenza, ma soprattutto la capacità di individuare con chiarezza le priorità. Ha poi chiamato in causa il Parlamento, il cui confronto sarà una parte essenziale del cammino verso la definizione della prossima legge di bilancio. Il Dpfp, ha ricordato, definisce la cornice finanziaria entro cui si svilupperanno le scelte future.
Il Dpfp fotografa un Paese che, pur in un contesto internazionale complesso e con condizioni finanziarie meno favorevoli, ha continuato a crescere. A sostenerlo sono la domanda interna e la solidità del mercato del lavoro, mentre la finanza pubblica segue un percorso definito prudente e credibile.
Lo scenario resta però segnato da elevata incertezza. Tensioni geopolitiche, andamento dei prezzi dell’energia, politiche commerciali e condizioni finanziarie possono cambiare rapidamente le prospettive economiche e incidere in modo significativo sui conti pubblici. Per questo, ha spiegato Giorgetti, la credibilità finanziaria è una risorsa da preservare, auspicabilmente con il più ampio consenso delle forze parlamentari.
Il ministro ha ribadito che l’Italia ha dimostrato di saper rispettare gli impegni assunti nelle nuove regole europee di bilancio. La sostenibilità della finanza pubblica, ha sottolineato, non è un obiettivo fine a sé stesso, ma la condizione che permette allo Stato di mantenere nel tempo la capacità di intervenire e di perseguire le proprie priorità.
Uno dei passaggi più tecnici dell’audizione riguarda i nodi irrisolti della nuova governance economica europea. Le regole prevedono che, nel piano strutturale di bilancio di medio termine, il sentiero della spesa sia fissato in termini nominali. Il presupposto è che, su un orizzonte di medio periodo, le oscillazioni dell’inflazione effettiva rispetto a quella prevista dovrebbero compensarsi. L’impianto mira inoltre a incentivare politiche anticicliche quando una maggiore inflazione deriva dal surriscaldamento dell’economia reale.
La situazione attuale è però diversa. Secondo Giorgetti c’è una deviazione dell’inflazione «piuttosto intensa, importata e del tutto estranea» alle condizioni economiche di fondo dei Paesi europei. Si tratta di sviluppi non prevedibili né incorporabili nelle ipotesi della traiettoria tecnica della spesa, basata sulla Debt Sustainability Analysis (Dsa), risalente alla primavera del 2024.
Il ministro si è detto fiducioso che, con gli opportuni approfondimenti tecnici, si possa individuare nell’ambito della clausola nazionale di salvaguardia un’interpretazione delle regole che tenga conto di questi elementi, nel rispetto della sostenibilità dei conti.
In caso contrario, ha avvertito Giorgetti, l’inflazione importata dallo shock energetico produrrebbe un duplice effetto:
Giorgetti ha anche chiarito che l’Italia ha scelto di usare gli spazi di flessibilità previsti dal nuovo quadro europeo in modo prudente e mirato. Le risorse saranno destinate a spese che garantiscano un elevato livello di investimenti in settori strategici e proteggano i cittadini dagli effetti dell’inflazione.
Il ministro ha anticipato che le maggiori risorse per difesa e sicurezza energetica andranno in misura significativa a spese in conto capitale. L’obiettivo è stimolare investimenti e occupazione e, di conseguenza, sostenere redditi disponibili reali e consumi delle famiglie.
Pur senza entrare nel dettaglio, Giorgetti ha lasciato trapelare alcune indicazioni, a margine dell’audizione alla Camera, che riguardano:
Contributo di banche e società energetiche
Interpellato sulla possibilità di chiedere un contributo a banche e società energetiche, il ministro ha risposto che «tutti quelli che avranno la possibilità di contribuire in questo momento contribuiranno». Una frase che apre alla possibilità di un contributo straordinario da parte dei settori che hanno beneficiato di congiunture favorevoli, anche se il dettaglio resta da definire.
Iperammortamento prorogato e rafforzato
Sul fronte delle imprese, la novità più netta riguarda l’iperammortamento. Giorgetti ha assicurato che sarà «sicuramente non soltanto prorogato, ma ulteriormente rinforzato». Una volta che l’Europa ha fatto archiviare Transizione 4.0 e 5.0, lo ha definito il più potente strumento per promuovere gli investimenti. Per le aziende italiane è un segnale importante in vista della pianificazione degli investimenti del 2027.
Il quadro dei prossimi passaggi è chiaro:
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...