Attraversare il Salone di Parigi 2026 significa alternare modelli sorprendenti, concept ancora lontane dalla strada e qualche delusione. Tra curiosità tecniche e allestimenti, gli stand raccontano anche le direzioni future dell’auto.
Il Mondial de l’Auto 2026 ha aperto a Porte de Versailles il 12 ottobre, riunendo oltre 60 marchi e riportando al centro del dibattito europeo auto elettriche, ibride e concept. Nei padiglioni, tra le luci degli stand, alcune novità hanno un legame concreto con le concessionarie; altre raccontano soprattutto una direzione di stile. Mi hanno colpito in particolare le vetture che traducono un’idea in una risposta chiara per chi guida: spazio, prezzo, motorizzazione e possibilità di arrivare davvero su strada.
La 91ª edizione si svolge dal 12 al 18 ottobre 2026 a Paris Expo Porte de Versailles. Gli organizzatori hanno ampliato la presenza rispetto ai 48 marchi del 2024 e affiancato all’esposizione oltre 5.000 prove su strada. Le sessioni durano dai 30 ai 45 minuti e coinvolgono una flotta di circa 90 auto. Così il Salone offre anche l’occasione di confrontare tecnologie e proposte d’uso al volante, non soltanto di osservare le carrozzerie esposte.
Il settore procede in più direzioni. L’elettrico occupa molto spazio, mentre ibride e motori a benzina mantengono una presenza importante; accanto ai marchi europei si fanno notare gruppi asiatici sempre più numerosi. La presenza cinese è salita a 20 marchi, tra cui BYD, Chery, XPeng, Geely e Zeekr. Il confronto si gioca così anche sui clienti e sulle fasce di prezzo del mercato europeo.
Stellantis ha allestito una delle aree più ampie: otto marchi e circa 60 vetture distribuite su oltre 5.300 metri quadrati. La varietà permette di cogliere le diverse identità del gruppo, dal richiamo sportivo di Alfa Romeo alla praticità Dacia, fino alle ambizioni premium di DS e al rilancio di Lancia. Tra le anteprime si alternano auto di serie, concept e prototipi, con livelli diversi di vicinanza al mercato.
La vettura più curiosa non coincide per forza con quella più futuristica. Per chi sta pensando a un acquisto contano anche la data di arrivo, il prezzo indicativo e la coerenza fra dimensioni, abitacolo e alimentazione. È da questi elementi che ho scelto le auto che mi hanno colpito di più.
La Citroën 2CV elettrica è il ritorno che attira più facilmente lo sguardo. Il prototipo riprende l’ispirazione della 2CV storica, prodotta dal 1948 al 1990, e punta su semplicità, leggerezza e praticità. Sono qualità che possono trovare spazio anche in un’auto a batteria. Le anticipazioni indicano il 2028 come possibile anno di arrivo sul mercato e un prezzo d’ingresso inferiore a 15.000 euro. Se questi obiettivi saranno mantenuti sul modello di produzione, il progetto potrà rivolgersi anche a chi cerca un’auto per l’uso quotidiano.
La Dacia Spring rinnovata ha caratteristiche e prezzi più vicini a una valutazione d’acquisto. Misura 3,85 metri, monta un motore elettrico da 80 CV e una batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh; l’autonomia dichiarata è di 250 km. La carrozzeria più squadrata e l’abitacolo ridisegnato aggiornano la formula della citycar compatta. Il listino parte da 17.900 euro e arriva a 19.500 euro per la versione più ricca. Una proposta in cui accessibilità e autonomia urbana si possono considerare insieme.
Tra i modelli che segnano una tappa per un marchio, la Lancia Gamma merita attenzione. Il nome torna su una crossover fastback di segmento medio-superiore, prodotta a Melfi e prevista in versione ibrida ed elettrica. Il legame con la berlina storica degli anni Settanta e Ottanta accompagna il tentativo di riportare Lancia in una fascia più alta. Anche la carrozzeria, rialzata ma diversa dalla consueta sagoma SUV, contribuisce a definire questa ambizione. La HF Integrale elettrica da 375 CV aggiunge al progetto un richiamo alla memoria sportiva del marchio.
La Hyundai Tucson di quinta generazione convince per le soluzioni legate all’uso quotidiano. Cresce di cinque centimetri, fino a 4,56 metri, e offre un divano scorrevole di 15 centimetri, disponibile salvo sulla versione full hybrid, per modulare lo spazio tra passeggeri e bagagli. Il vano può raggiungere 695 litri. La gamma comprende il benzina 1.6 turbo da 150 CV, una mild hybrid, la full hybrid da 245 CV e la plug-in da 292 CV, con autonomia elettrica dichiarata fino a 81 km. L’arrivo nelle concessionarie italiane è previsto per la primavera 2027; il prezzo indicativo della versione a benzina parte da circa 35.000 euro. La Tucson rende concreto il confronto tra alimentazioni, grazie a una gamma che comprende più alternative.
La Alfa Romeo Cuorerosso si fa notare per la presenza scenica e per un nome legato alla tradizione sportiva del Biscione. Presentata come concept, è accompagnata da teaser che suggeriscono un motore termico. Il progetto potrebbe avere un legame con una futura fuoriserie esclusiva, sulla scia della 33 Stradale. È una prospettiva affascinante per chi segue le auto speciali; al momento, la Cuorerosso resta una show car.
La Fiat Multiplay mette in mostra una soluzione insolita: una SUV trasformabile in pick-up, con uno spazio adattabile alle necessità. Il nome richiama la Multipla e il concept esplora idee per possibili veicoli familiari accessibili. Anche l’ipotesi di una piccola elettrica con prezzo iniziale intorno ai 15.000 euro appartiene a questa fase di progetto. Accanto alla Multiplay, i nuovi Grizzly e Grizzly Fastback appaiono più vicini a una strategia di gamma. La concept, intanto, porta il visitatore a chiedersi come una carrozzeria modulare possa diventare un prodotto robusto e conveniente.
Un’altra proposta che incuriosisce è la Renault E-Space, lunga circa 4,70 metri e pensata per riproporre in chiave elettrica l’idea di un’auto familiare spaziosa. Il nome richiama la Espace lanciata nel 1984. Il progetto si concentra sull’abitacolo e sull’architettura, due aspetti capaci di distinguere un’auto insieme all’autonomia e ai tempi di ricarica. Al Salone è esposta come concept, con prezzo e disponibilità commerciale ancora da definire.
La mancanza di alcuni grandi marchi pesa sul percorso tra gli stand. BMW e MINI hanno rinunciato alla partecipazione; Porsche, Ferrari, Lamborghini e Maserati non figurano tra gli espositori. Sono assenti anche Jaguar Land Rover e Nissan. MG non ha uno stand ufficiale, mentre Toyota è presente soltanto nell’area dedicata all’innovazione. Per chi cerca un confronto fra segmenti e filosofie diverse, questi vuoti si sentono soprattutto nell’area del lusso e delle sportive, che avrebbe fatto da contrappunto alle numerose elettriche generaliste.
Alcune novità, viste dal vivo, appaiono meno dirompenti di quanto lasci intendere la comunicazione. Il ritorno di sigle note come A2 o Espace attira l’attenzione, ma la nuova identità di un modello dipende anche dalle sue caratteristiche. La Audi A2 e-tron, compatta elettrica d’accesso, ha una funzione precisa nella gamma; abitabilità, dotazioni e posizione di prezzo saranno elementi centrali per valutarla. Il nome riporta alla memoria la A2 di un’altra epoca, mentre i concept esposti indicano direzioni di sviluppo con tempi diversi.
L’abbondanza di SUV rende alcune proposte meno distinguibili. In questo quadro la concept Opel STX, una station wagon elettrica, si distingue proprio per la carrozzeria. Può anticipare una direzione di design e parlare a chi cerca spazio in un’auto più bassa di un SUV. Per ora è un prototipo, esposto accanto a modelli di serie senza dati di prezzo, capacità di carico o autonomia da confrontare con quelli di una familiare in vendita.
Tra le curiosità del Salone c’è il modo in cui i marchi riprendono il proprio passato. La 2CV ispira una piccola elettrica, il nome Gamma passa da una berlina a una fastback rialzata e Renault riporta l’attenzione sull’auto familiare con E-Space. Modelli storici e nomi riconoscibili vengono così trasferiti verso segmenti e alimentazioni diversi. Per chi compra, il richiamo conta soprattutto quando si traduce in vantaggi concreti di comfort, praticità o costo.
Nel percorso espositivo convivono prestazioni elevate e proposte accessibili. La Lancia HF Integrale elettrica sviluppa 375 CV e la Renault 5 Turbo 3E arriva a 555 CV; la Dacia Spring e i progetti di piccole elettriche economiche puntano invece su un altro tipo di utilizzo. L’auto a batteria può essere una citycar essenziale, una crossover familiare o una sportiva ad alte prestazioni. Autonomia, prezzo e uso quotidiano cambiano da modello a modello.
Le prove su strada portano una parte del Salone fuori dai padiglioni. Sono previste oltre 5.000 sessioni, ciascuna da 30 a 45 minuti. Tesla mette a disposizione sei Model 3 e XPeng due L03 per far conoscere i sistemi di assistenza alla guida. Al volante, i visitatori possono provare ergonomia e comportamento dell’auto in condizioni reali e prendere confidenza con le funzioni offerte dai sistemi di assistenza.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...