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La nuova Fiat Multipla si chiama Multiplay ed è una auto che si trasforma da suv a pick up con un semplice meccanismo e costa 15mila euro

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

Fiat Multiplay immagina una nuova Multipla capace di passare da SUV a pick-up con un semplice meccanismo. Il concept promette spazio per famiglia e lavoro, ma prezzo, tecnica e produzione restano da chiarire.

Un’automobile per accompagnare la famiglia e, quando serve, fare spazio a un carico ingombrante: è questa la promessa della Fiat Multiplay, la concept annunciata il 1° ottobre 2026. Il cambio di configurazione tra SUV e pick-up è confermato dal marchio; i 15.000 euro richiamati nelle anticipazioni appartengono invece al progetto di una futura elettrica economica per un modello che rischia di lasciare il segno. Non resta che attendere la configurazione definitiva ma anche il via alla produzione.

La nuova Multipla: un’eredità fatta di spazio e versatilità

Il nome Multiplay rende immediatamente riconoscibile il richiamo alla Fiat Multipla, ma la parentela più interessante riguarda il modo di progettare l’automobile. Nel 1956, la 600 Multipla organizzava in un piccolo veicolo fino a sei posti e uno spazio adattabile al trasporto di persone o merci. Il progetto di Dante Giacosa cercava di restituire abitabilità attraverso una disposizione diversa della meccanica e dell’abitacolo. La versatilità ne favorì impieghi molto diversi, dai taxi alle versioni per attività professionali.

La Multipla del 1998 riprese quella ricerca con una soluzione diventata il suo tratto distintivo: due file da tre sedili in 3,99 metri di lunghezza. Il bagagliaio offriva da 430 a 1.300 litri e i sedili posteriori potevano essere ripiegati, ribaltati o rimossi. I posti centrali, quando liberi, aggiungevano superfici di appoggio e vani: l’abitacolo era concepito come uno spazio da riorganizzare secondo il viaggio.

Anche il riconoscimento culturale della vettura passava da queste scelte. Nel 1999 la Multipla partecipò alla mostra “Different Roads: Automobiles for the Next Century” del MoMA di New York. Nella scheda del museo, l’attenzione si concentrava sulla flessibilità interna, sulla capacità di ospitare sei persone e sul rapporto tra dimensioni esterne contenute e spazio disponibile. La sua originalità andava quindi oltre la carrozzeria insolita.

Multiplay permette di leggere quell’eredità in una prospettiva diversa. Se la Multipla riorganizzava soprattutto i sedili, la promessa di una vettura trasformabile sposta l’attenzione verso il rapporto tra abitacolo e area di carico. Per capire quanto questa interpretazione sia vicina alle esigenze delle famiglie, conteranno i posti effettivamente disponibili e lo spazio conservato nelle diverse configurazioni.

Come funziona la trasformazione da SUV a pick-up

Il tratto distintivo dichiarato è un meccanismo che permette di cambiare la configurazione del vano posteriore, passando da una forma più vicina a quella di un SUV a una soluzione con area di carico aperta in stile pick-up. Fiat parla di pochi movimenti, ma non ha ancora reso pubblici schemi, componenti o istruzioni d’uso: non è quindi possibile stabilire con precisione quali pannelli o sedili si spostino, quanto tempo richieda l’operazione e se occorrano interventi manuali specifici.

La trasformazione mira a risolvere un problema pratico: usare lo stesso mezzo per trasportare persone e, quando serve, oggetti o attrezzature più ingombranti. Nella configurazione SUV, il progetto privilegia un’impostazione chiusa e versatile per gli spostamenti quotidiani; in quella da pick-up, l’attenzione si sposta sul volume utile e sull’accessibilità del carico. La carrozzeria riconfigurabile è dunque il cuore dell’idea, più ancora di un motore o di una dotazione oggi non comunicati.

Restano però domande decisive per valutarne l’efficacia reale. Non sappiamo quale sia la portata massima, se il vano sia protetto dagli agenti atmosferici nella modalità SUV, come vengano gestiti gli ancoraggi del carico né quale sia l’impatto della trasformazione sulla sicurezza e sulla rigidità della struttura. Per un veicolo destinato alla strada, questi aspetti dovrebbero essere definiti e verificati secondo le norme applicabili all’omologazione. Finché Fiat non fornirà dettagli e prove, è corretto descrivere il funzionamento come un principio mostrato dal concept, non come una soluzione già convalidata per la produzione.

L’interesse del marchio per un veicolo capace di combinare trasporto familiare e carico precede Multiplay. Il 25 febbraio 2024, Fiat presentò una famiglia di concept ispirati alla Panda, comprendente citycar, pick-up, fastback, SUV e camper. Il pick-up di quella presentazione veniva descritto come una proposta che univa funzionalità da veicolo commerciale e comfort da SUV, con dimensioni adatte anche alla città.

In quella strategia, Fiat indicava una piattaforma condivisa e una forte comunanza di componenti come strumenti per contenere i costi. Parlava di una condivisione fino all’80% delle parti, secondo i modelli, e di un’offerta capace di accogliere motorizzazioni elettriche, ibride e termiche. Sono elementi utili per capire il contesto progettuale del marchio, senza attribuire automaticamente la stessa base tecnica alla Multiplay.

La lettura che emerge è una ricerca di utilità quotidiana attraverso soluzioni modulari. Per il cliente europeo, il vantaggio di una vettura trasformabile sarebbe poter gestire bisogni occasionali di carico conservando un mezzo adatto alla famiglia. Il risultato dipenderà dal compromesso tra ingombri, abitabilità e praticità, prima ancora che dall’aspetto della carrozzeria.

Da SUV a pick-up: cosa significa davvero la trasformazione

Fiat promette il passaggio tra le configurazioni attraverso «pochi semplici movimenti», combinando vano di carico da pick-up e comfort da SUV.Si parla di un tetto retrattile, un portellone scorrevole o un comando elettrico.

Per valutare la trasformazione servirà osservare come cambia il veicolo: quanto spazio guadagna il carico, quali posti restano utilizzabili e dove finiscono gli eventuali elementi mobili. Anche la distinzione tra un vano semplicemente ampliato e un cassone aperto avrà conseguenze pratiche per gli oggetti trasportabili e per la loro protezione.

Un’automobile che cambia configurazione deve essere comprensibile al primo utilizzo. L’operazione dovrebbe richiedere pochi passaggi chiari, senza costringere il proprietario a cercare attrezzi, sollevare componenti pesanti o trovare un luogo dove conservarli. Questa è la misura della semplicità per l’utente, che una dimostrazione dal vivo potrà chiarire meglio di una descrizione promozionale.

Le prove da superare: carico, passeggeri e uso quotidiano

Il primo criterio è il vantaggio di spazio effettivo. Un volume maggiore serve se permette di sistemare gli oggetti, caricarli senza difficoltà e fissarli durante il viaggio. Aperture, altezza della soglia e punti di ancoraggio possono fare la differenza tra una trasformazione spettacolare e una funzione utilizzata davvero.

Per una famiglia conta poi la possibilità di cambiare assetto senza perdere troppa abitabilità. Se il cassone richiedesse di sacrificare parte dei posti, il proprietario dovrebbe scegliere tra trasporto delle persone e trasporto degli oggetti. Sarebbe un compromesso da conoscere prima dell’acquisto, insieme alla portata disponibile: la capacità di contenere un oggetto e quella di sostenerne il peso sono due aspetti distinti.

La semplicità dovrà reggere anche dopo molti utilizzi. Per giudicare il sistema conteranno solidità dei bloccaggi, tenuta delle chiusure e facilità di pulizia, soprattutto dopo il trasporto di attrezzature sporche o bagnate. Sono questioni da verificare sul progetto, perché il valore di una carrozzeria trasformabile si misura nell’uso ripetuto, non soltanto nella prima dimostrazione.

Multiplay e Multiplina: due nomi da distinguere

Sul programma E-Car esiste un annuncio ufficiale. Stellantis ha comunicato il 19 maggio 2026 che l’inizio della produzione è previsto nel 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Il gruppo descrive il progetto come un’auto piccola, completamente elettrica e accessibile, sviluppata per rispondere alla contrazione del segmento delle vetture economiche in Europa. 

La somiglianza dei nomi può creare confusione. Fiat ha presentato anche la Multiplina Concept, inserita nella propria visione della micromobilità insieme a Topolino e Tris. Il marchio la descrive come un collegamento tra Topolino e un’automobile, con un’architettura concentrata sullo sfruttamento dello spazio.

Il richiamo alla Multipla storica attraversa dunque progetti diversi. Dati, tempi e caratteristiche della Multiplina non possono essere trasferiti alla Multiplay per somiglianza del nome. Tenere distinti i due programmi permette di capire quali annunci riguardano piccoli mezzi urbani e quali la proposta trasformabile tra SUV e pick-up.






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Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...