La nuova Lancia Gamma punta al rilancio con design fastback, produzione a Melfi, motori ibridi ed elettrici e interni raffinati. Ma prezzi, mercato e fragilità del marchio lasciano aperto il dubbio sul flop.
Lancia ha presentato al pubblico la nuova Gamma l’11 settembre 2026 al Salone Auto Torino: il crossover fastback misura 4,67 metri, nasce sulla piattaforma STLA Medium e sarà prodotto nello stabilimento Stellantis di Melfi. Dopo la Ypsilon, è il secondo modello del nuovo corso del marchio. Il suo compito, però, va oltre quello di una semplice ammiraglia: deve dimostrare che Lancia può tornare nei segmenti medio-alti con un prodotto riconoscibile, elettrificato e adatto anche ai mercati esteri.
Il debutto industriale è stato definito. La parte commerciale, invece, non è ancora completa. L’apertura degli ordini è prevista dopo l’estate 2026, mentre le prime consegne dovrebbero partire nel corso del 2027. Mancano ancora il dettaglio degli allestimenti, il listino italiano e un calendario preciso per i singoli Paesi.
Per questo la Gamma va osservata oltre la carrozzeria e le dotazioni. È il banco di prova del rilancio Lancia. Una vettura, anche riuscita, non può sostituire da sola una strategia di marca né una rete commerciale in grado di accompagnarla.
La carrozzeria mette insieme due impostazioni diverse: la posizione di guida rialzata di un crossover e il tetto arcuato, con lunotto inclinato, tipico di una fastback. Le misure ufficiali sono 4,67 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza e 1,66 di altezza. Sono dimensioni da segmento D, nettamente superiori a quelle della Ypsilon.
L’obiettivo è dare alla vettura una presenza più marcata senza ricorrere alle proporzioni squadrate di un SUV tradizionale. La linea cerca quindi un equilibrio tra altezza da terra, abitabilità e profilo filante. Il risultato dovrà essere valutato anche dal vivo, perché in questo tipo di carrozzeria la percezione delle proporzioni cambia molto rispetto alle immagini ufficiali.
Il disegno riprende il linguaggio già introdotto dalla Ypsilon e dal concept Pu+Ra HPE. Sul frontale spicca la firma luminosa a calice, composta da sottili elementi LED. I proiettori principali sono collocati più in basso, lasciando alla parte superiore del muso un segno grafico immediatamente riconoscibile.
La fiancata resta piuttosto pulita. Le maniglie anteriori sono a scomparsa, mentre quelle posteriori sono integrate nella cornice del finestrino; sul montante trova posto lo scudetto Lancia. Dietro, la linea del tetto scende verso una coda rastremata. Le luci orizzontali sono accompagnate da un elemento verticale che riprende ancora il tema del calice.
La personalità dovrebbe distinguere la Gamma dalle cugine del gruppo, ma la base tecnica è condivisa. La vettura utilizza infatti la piattaforma modulare destinata a più modelli Stellantis. La differenza, per chi acquista, dovrà emergere nella qualità percepita, nel comfort e nel modo in cui l’auto viene vissuta ogni giorno. Non basteranno pannelli esterni diversi.
La STLA Medium è una piattaforma multi-energia. È stata progettata per accogliere sistemi ibridi ed elettrici sulla stessa architettura, soluzione che consente al gruppo di utilizzare una base comune per modelli con alimentazioni differenti.
Per la Gamma, il progetto è stato disegnato, progettato e sviluppato in Italia. La produzione sarà affidata allo stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, dove vengono costruiti anche altri modelli del gruppo. Per il sito lucano si tratta del ritorno alla produzione di una Lancia dopo oltre vent’anni: l’ultima Ypsilon costruita lì è uscita di scena nel 2003.
Il significato industriale della scelta è evidente, ma non coincide automaticamente con un risultato commerciale positivo. Melfi rientra nella transizione verso modelli elettrificati di dimensioni medio-grandi, mentre le comunicazioni disponibili non riportano investimenti aggiuntivi specifici, obiettivi di volume o livelli occupazionali dedicati alla Gamma. La produzione italiana, quindi, non consente di prevedere quante vetture saranno vendute.
Per Lancia, costruire la Gamma in Italia resta un argomento identitario da spendere anche fuori dal mercato nazionale. Il marchio punta a una vettura europea, realizzata in Italia, ma la sua espansione dipenderà pure dalla distribuzione. Non è ancora stato comunicato l’elenco definitivo dei Paesi coinvolti, né è stata chiarita l’organizzazione commerciale prevista in ciascun mercato.
La motorizzazione mild hybrid annunciata sviluppa 145 CV. Si basa sul tre cilindri turbo benzina da 1,2 litri e utilizza un cambio automatico. L’autonomia complessiva dichiarata supera i 1.000 chilometri. Il dato riguarda la percorrenza del sistema ibrido, non quella ottenibile viaggiando soltanto in modalità elettrica.
Questa soluzione può interessare chi non dispone di una ricarica domestica o non vuole organizzare la propria mobilità intorno alle soste alle colonnine. Resta comunque da conoscere il consumo della versione ibrida, informazione che sarà necessaria per confrontarla con le alternative a batteria e con le rivali dotate di motori termici o ibridi.
Le versioni elettriche previste sono tre. La prima, da 230 CV, dichiara più di 540 chilometri di autonomia. La seconda, da 245 CV, supera i 740 chilometri. Al vertice si colloca la bimotore a trazione integrale, accreditata di 375 CV e di un’autonomia fino a 675 chilometri.
Le informazioni tecniche disponibili fanno riferimento ad accumulatori da circa 74 e 97 kWh. Non tutti i dettagli, però, sono stati definiti in modo uniforme: la composizione conclusiva degli allestimenti resta da chiarire e non è ancora del tutto chiaro come sarà configurata la trazione della versione Long Range.
La variante da 375 CV dovrebbe occupare il ruolo di sportiva della gamma e potrebbe ricevere la denominazione HF. Più cautela serve sulla possibile plug-in hybrid. Alcune anticipazioni l’avevano ipotizzata, ma la presentazione più recente parla, al lancio, di una sola motorizzazione ibrida non ricaricabile e di tre versioni elettriche.
Mancano poi dati che incidono direttamente sulla scelta d’acquisto: tempi di ricarica, potenza massima accettata, consumi dell’ibrida e capacità del bagagliaio non sono ancora disponibili in forma completa. Per un cliente privato sono informazioni rilevanti; per chi usa l’auto in azienda o percorre molti chilometri lo sono ancora di più.
L’abitacolo sviluppa l’idea del “salotto italiano” già collegata alla Ypsilon. La plancia ha un’impostazione ordinata, con strumentazione digitale e schermo centrale per l’infotainment. Il sistema S.A.L.A. è destinato a gestire varie funzioni della vettura, mentre il volante a due razze integra i comandi.
Al centro c’è il caratteristico tavolino, che comprende anche la piastra per la ricarica wireless dello smartphone. Le immagini mostrate al pubblico hanno aggiunto sedili con rivestimenti lavorati, dettagli tricolori e un vano bagagli con doppiofondo.
Sono scelte utili a costruire un ambiente più ricercato, ma la percezione premium dipenderà da elementi meno facili da valutare in una presentazione. Contano l’assemblaggio, i materiali utilizzati nelle zone meno visibili, la silenziosità di marcia e la posizione dei comandi. Un display di grandi dimensioni non basta, da solo, a portare una vettura nella fascia alta.
La Gamma dovrà anche distinguersi da DS N°7 e DS N°8, modelli Stellantis che condividono parte della base tecnica. La distanza tra le vetture dovrà essere percepibile nell’insieme: design, comfort, interfaccia e atmosfera dell’abitacolo dovranno sostenere il carattere Lancia. Il logo sul cofano non sarà sufficiente.
Il listino italiano non è stato ancora comunicato. Nel frattempo sono circolate stime molto diverse, da circa 40.000 euro fino a ipotesi più alte per la versione ibrida. Nessuna di queste cifre è un prezzo ufficiale. Il conto finale varierà in base al motore, alla batteria, all’allestimento e alle dotazioni.
Il posizionamento atteso è superiore a quello della Ypsilon e vicino a quello delle crossover fastback medio-grandi. Tra i riferimenti rientrano Peugeot 3008, Jeep Compass, DS N°7 e DS N°8. Se il confronto si sposta sul terreno dell’immagine e del prezzo, entrano in gioco anche Mercedes CLA e Audi A5.
La combinazione di una versione ibrida e di più versioni elettriche può allargare il pubblico potenziale della Gamma. Il vantaggio, però, dovrà essere sostenuto da spazio interno, finiture, autonomia reale e assistenza. I chilometri dichiarati non saranno sufficienti a giustificare il prezzo se l’esperienza quotidiana non sarà all’altezza.
Il confronto con le rivali resta complesso. Alcune possono contare su carrozzerie più familiari, altre su reti commerciali già consolidate o su versioni plug-in che, almeno inizialmente, non sono previste per la Lancia. La batteria Long Range con oltre 740 chilometri dichiarati e la produzione italiana possono attirare chi cerca efficienza e identità nazionale.
L’autonomia WLTP, però, è un valore di omologazione. Clima, velocità e uso autostradale possono ridurre in modo sensibile la percorrenza effettiva. Saranno quindi le prove su strada e le condizioni reali di utilizzo a dire quanto le versioni elettriche siano adatte ai viaggi lunghi.
La Gamma arriva dopo un lungo periodo in cui Lancia ha avuto una gamma ridotta quasi interamente alla Ypsilon. Il nuovo modello amplia finalmente l’offerta e porta il marchio in un segmento dove il prezzo medio più alto, le flotte e la clientela professionale possono sostenere margini superiori.
La Ypsilon invita alla prudenza. Ha riaperto il capitolo internazionale e ha portato Lancia in una fascia più moderna, ma alcune ricostruzioni di mercato hanno descritto i risultati iniziali come deludenti. Per la Gamma il rischio è maggiore, perché un modello più costoso ha bisogno di un’organizzazione commerciale all’altezza.
Una rete debole, campagne poco coerenti o tempi di consegna incerti possono spingere la vettura verso flotte aziendali e formule di noleggio, limitandone la presenza tra i clienti privati. Il prodotto conta, ma conta anche il modo in cui viene proposto, finanziato, consegnato e seguito dopo l’acquisto.
L’espansione fuori dall’Italia appare necessaria per sostenere il progetto. Lancia conserva un valore storico riconoscibile soprattutto sul mercato nazionale; in altri Paesi deve invece ricostruire notorietà e fiducia. Le dimensioni, la tecnologia e la presenza della Gamma sono adatte a più mercati europei, ma servono concessionari preparati e assistenza competente sulle versioni elettriche.
Servirà anche una comunicazione capace di spiegare con chiarezza che cosa distingua la Gamma dalle altre vetture Stellantis costruite sulla stessa base. È una questione meno visibile del design, ma decisiva per evitare che la vettura venga percepita come una semplice derivazione di modelli già conosciuti.
La Gamma ha elementi distintivi concreti: una carrozzeria fastback rialzata, una gamma composta da una versione ibrida e tre elettriche, la produzione italiana a Melfi e un’autonomia dichiarata fino a oltre 740 chilometri per la versione Long Range. Questi dati, però, non bastano ancora per stabilire se il progetto sarà competitivo.
La valutazione dovrà concentrarsi su aspetti ancora non definiti:
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...