Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

I 5 beni che non fanno mai parte di una eredità che non si trasmettono mai e altri casi particolari

WhatsApp X Telegram
di Marianna Quatraro pubblicato il

Quali beni non vanno mai in successione e non passano mai in eredità. I motivi e le cause stabilite dalle attuali normative e giurisprudenza

Quando si parla di successione, molti pensano che tutto ciò che apparteneva al defunto venga automaticamente trasferito agli eredi. In realtà, non tutti i beni possono essere inclusi nell’asse ereditario. Esistono categorie di diritti e beni che, per legge, vengono esclusi dalla successione: il loro trattamento particolare tutela sia la natura personale di alcuni rapporti, sia interessi pubblici o familiari.

I diritti strettamente personali: beni non trasmissibili per legge

Alcune situazioni giuridiche si estinguono con la persona che ne è titolare e non sono suscettibili di essere trasmesse agli eredi. I diritti strettamente personali sono un esempio tipico. Il codice civile italiano (art. 5 c.c.) prevede che tali diritti, intrinsecamente collegati all’identità, alla dignità o all'intimo sentire del soggetto, non possano essere oggetto di successione. Tra questi rientrano:

  • Potestà e responsabilità genitoriali
  • Diritto all’immagine o alla reputazione
  • Usufrutto concesso "vita natural durante"
  • Funzioni pubbliche o incarichi strettamente fiduciari
  • Onorificenze, titoli accademici o premi strettamente personali
Ad esempio, l’usufrutto concesso a una persona, anche se ha un valore patrimoniale, si estingue con la morte del soggetto e non entra nell’eredità. Lo stesso vale per diritti morali d’autore che restano personali e non trasmissibili.

Tali esclusioni rispondono sia a esigenze di certezza giuridica sia alla volontà di evitare che interessi e qualità non patrimoniali possano essere oggetto di contesa o abuso post mortem. Di conseguenza, gli eredi non possono in alcun modo rivendicare, cedere o disporre di questi diritti.

Casi particolari di successione e trasmissione come eredità per indennità lavorative e assegni esclusi dall’asse ereditario: TFR, fondi pensione e non solo

Sotto il profilo delle indennità lavorative e previdenziali, la legge italiana individua diverse situazioni nelle quali certi valori economici non rientrano nell’asse ereditario. Una delle ipotesi più discusse riguarda il trattamento di fine rapporto (TFR): se il lavoratore aveva destinato, secondo le regole contrattuali o normative, l’indennità a specifici beneficiari (ad esempio il coniuge superstite o i figli minori), tale importo viene liquidato direttamente a questi soggetti, prescindendo dalle regole sulle quote ereditarie.

Lo stesso principio si applica alle prestazioni assicurative a beneficiario designato, ai fondi pensione complementari e a talune indennità di preavviso: quando il contratto o la normativa attribuisce l’importo a un nominativo scelto, questa somma non costituisce parte della successione e non può essere divisa tra tutti gli eredi a prescindere dalle volontà del defunto.

I casi particolari sono i seguenti

  • TFR vincolato per legge o contratto (a favore di coniuge o figli)
  • Quote di fondi pensione con indicazione fiscale di un beneficiario
  • Indennità di preavviso destinate a beneficiari specifici
  • Assicurazioni sulla vita o sulla persona con beneficiario designato
Escludere queste somme dalla successione ha lo scopo di velocizzare le pratiche ed evitare che, per esempio, il coniuge superstite o i figli rimangano senza un supporto economico immediato. Gli eredi non designati non possono dolersi per l’esclusione, né vantare diritti su tali importi secondo la disciplina successoria (si veda D.lgs. 165/1997 e fonti previdenziali specifiche).

Compensi e crediti professionali, benefici e limiti nella trasmissibilità

Un’ulteriore categoria da valutare è quella dei compensi e crediti professionali. Non tutti gli onorari o diritti derivanti da attività lavorativa sono automaticamente trasmissibili agli eredi. Il principio generale prevede che entrino nell'asse ereditario solo i crediti già maturati e definiti al momento della morte.

Vi sono tuttavia diverse eccezioni:

  • Compensi condizionati alla esecuzione personale dell’opera (esempio: attività artistiche, incarichi fiduciari, consulenze professionali non ultimate)
  • Diritti d’autore non patrimoniali (diritti morali)
  • Opere o incarichi non ancora conclusi
Il codice civile (art. 2222 e ss.) stabilisce che se l’opera non è stata portata a compimento, il compenso non è dovuto e dunque non può essere acquisito dagli eredi. Di contro, i crediti già liquidi ed esigibili a favore del defunto fanno invece parte della massa ereditaria. Un esempio riguarda le royalty derivanti dai diritti sfruttati prima della morte, che spettano agli eredi, mentre i diritti collegati all’originalità e alla persona dell’artista restano esclusi dalla trasmissione..

I principi giuridici e le ragioni delle esclusioni ereditarie

Le norme che escludono determinati beni o diritti dalla successione non sono casuali. Esse sono costruite per tutelare il rispetto della persona, la volontà individuale e il buon funzionamento delle pratiche successorie. La protezione della dignità del defunto, ad esempio, impone che non si possano ereditare incarichi pubblici o diritti personalissimi.

Vi è inoltre l’intenzione di garantire la certezza nelle procedure, escludendo dalla massa beni che non possono essere oggetto di valutazione economica oggettiva o che, per loro natura, non sarebbero frazionabili (ad esempio funzioni, rappresentanze, situazioni affettive). Le normative puntano anche a prevenire conflitti tra eredi o con enti terzi, assicurando che denaro e beni spettanti per specifica destinazione legale non siano oggetto di litigi.

In sintesi:

Categoria bene Motivo esclusione
Diritti strettamente personali Natura individuale, intrasmissibili
Indennità a beneficiario designato Tutela soggetto indicato, rapidità di liquidazione
Compensi non maturati Manutenzione rapporto personale col defunto

Esempi pratici: casi reali di beni esclusi dall'eredità

L’applicazione concreta di questi principi può essere illustrata con esempi di vita vissuta, come:

  • Decesso di un lavoratore con TFR destinato per legge al coniuge: il marito di una dipendente riceve direttamente il TFR, la quota non è divisibile con eventuali figli o altri eredi.
  • Artista deceduto con opere incompiute: nessun erede può completare o vendere quelle opere senza titolo specifico, e nessun diritto patrimoniale può maturare in assenza di accordi contrattuali.
  • Professionista con incarico personale non portato a termine: se un avvocato o consulente aveva in corso un incarico retribuito solo a risultato raggiunto, il compenso decade, con impossibilità per gli eredi di vantare pretese economiche.
Altri casi riguardano la pensione complementare o assicurazioni sulla vita con beneficiari specificamente indicati: ne beneficeranno solo i soggetti previsti dal contratto o dalla normativa, a prescindere dal rapporto di parentela.




Leggi anche

Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...