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Il 40% dei giovani italiani emigrati torna in Italia: profili, motivazioni e destinazioni dei rimpatriati

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Ben 4 giovani su 10 di età media sui circa 30 anni scelgono di rientrare in Italia ma resta il fatto che 6 su 10 continuano a restare all'estero: chi è perchè torna e dove decidere di vivere nel Belpaese.

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Hanno in media 30 anni circa i giovani italiani che, dopo un periodo di studio o di lavoro fuori dai confini nazionali, decidono di tornare a vivere in Italia. Un'età che racconta un profilo preciso: non più ragazzi alle prime esperienze, ma persone che hanno già alle spalle un percorso di formazione o una carriera avviata all'estero e che scelgono, a fine decade dei vent'anni, di riportare in patria competenze, lingue e visione internazionale.

Il fenomeno, per anni oscurato dal racconto della fuga dei cervelli, si sta rivelando molto più consistente di quanto si pensasse. A fotografarlo è il Focus di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro dal titolo "Il rientro dei giovani dall'estero: numeri e tendenze", che analizza dati Istat relativi ai giovani tra i 18 e i 39 anni rientrati in Italia dopo un'esperienza fuori dal Paese.

Quanti sono i giovani che tornano in Italia

Il numero è tutt'altro che marginale: oltre 129mila giovani italiani sono rimpatriati nell'ultimo quinquennio, quello compreso tra il 2021 e il 2025. Un "piccolo esercito che non fa clamore", come lo definisce lo stesso studio, ma che si sta consolidando anno dopo anno.

I dati raccontano una crescita costante nel tempo di chi era andato via e ha deciso di ritornare in Italia. Ogni 100 trasferimenti all'estero, i rientri in Italia erano:

  • 26 su 100 nel quinquennio 2011-2015
  • 31 su 100 nel quinquennio 2016-2020
  • 40 su 100 nel quinquennio 2021-2025
In altre parole, oggi 4 giovani su 10 che lasciano l'Italia per l'estero fanno poi ritorno. Rispetto al periodo 2015-2021 si tratta di un incremento di nove punti percentuali, mentre il confronto con il quinquennio 2011-2015 mostra un balzo ancora più netto. Un trend che, sottolinea Fondazione Studi, si muove in controtendenza rispetto alla narrazione dominante sulla fuga dei cervelli, pur senza smentirla del tutto: i flussi in uscita restano infatti superiori a quelli in entrata.

Chi sono i giovani rimpatriati

L'identikit del giovane che rientra è quello di una persona matura, con un'età media di circa 30 anni, che ha vissuto un'esperienza di studio o di lavoro oltreconfine e che decide di rientrare portando con sé competenze linguistiche e professionali maturate fuori dai confini nazionali. Non si tratta quindi di un abbandono improvvisato del progetto migratorio, ma spesso della naturale conclusione di un percorso.

Sul fronte occupazionale, molti di loro rientrano avendo già un impiego ad attenderli in Italia, ma non tutti. Il 37% dei rimpatriati ha dichiarato di essere ripartito da zero dal punto di vista lavorativo, trovando un'occupazione solo dopo il rientro. A fare la differenza, in questi casi, sono proprio le competenze linguistiche e l'esperienza internazionale acquisita, che diventano un valore aggiunto spendibile nel mercato del lavoro italiano.

Uno degli aspetti più interessanti del Focus di Fondazione Studi riguarda il livello di soddisfazione di chi ha scelto di tornare. Chi ha deciso di rimpatriare, infatti, non si pente della scelta fatta.

Più del 70% dei giovani rimpatriati giudica positiva la propria situazione personale dopo aver lasciato l'estero, un dato che segnala come il rientro venga percepito soprattutto come un miglioramento della qualità della vita complessiva, più che come un ripiego. Sul fronte lavorativo il giudizio è più articolato ma comunque incoraggiante: il 53,5% considera la propria posizione professionale alla pari o addirittura migliore rispetto a quella lasciata all'estero.

A spiegare questa soddisfazione sono soprattutto gli aspetti non economici del lavoro. Secondo l'indagine, gli elementi giudicati migliori o quantomeno uguali rispetto all'esperienza estera sono:

  • opportunità di conciliazione vita-lavoro: 75%
  • contesto e clima lavorativo: 67,9%
  • tutele del lavoratore: 64,3%
  • benefit aziendali: 60,7%
Il problema del 'ritorno' resta invece la retribuzione: solo il 42,9% dei rimpatriati ritiene che i salari italiani siano adeguati al costo della vita. È il segnale più chiaro di come la scelta di tornare non sia quasi mai guidata da valutazioni puramente economiche, ma da una dimensione più ampia di benessere personale, in cui il tempo per sé, la famiglia e la qualità della vita pesano più dello stipendio.

Perché si torna, le motivazioni del rientro e dove vanno a vivere i giovani rimpatriati

Le ragioni che spingono i giovani italiani a fare le valigie e rientrare non sono quindi principalmente professionali. Al primo posto tra le motivazioni del rientro ci sono motivi familiari e personali, indicati dal 67,7% degli intervistati. Segue, a una certa distanza, la nostalgia per l'Italia, citata dal 32,4% dei rispondenti.

A pari merito, con il 23,5% ciascuno, si collocano gli incentivi fiscali per il rientro dei cervelli e la ricerca di una migliore qualità della vita. Solo il 20,6% indica invece un'occasione di lavoro come motivo principale del rimpatrio, a conferma che il fattore economico, pur presente, non è mai quello dominante.

Una volta tornati, dove scelgono di stabilirsi i giovani italiani? La regione più attrattiva è la Lombardia, che da sola accoglie il 19,8% dei rientri, pari a 25.657 giovani nell'ultimo quinquennio. Il Nord Italia nel suo complesso assorbe circa la metà dei rimpatri.

Il dato che sorprende maggiormente riguarda però il Mezzogiorno, che non resta affatto ai margini del fenomeno: il Sud raccoglie infatti il 31,7% dei rientri complessivi, pari a 41.061 giovani. All'interno di questo dato, la Sicilia si conferma la meta più attrattiva del Sud con 9,2% delle preferenze (11.908 rientri), quasi appaiata al Lazio, fermo al 9%. Seguono, tra le regioni meridionali, la Campania, con 8.917 rientri, e la Puglia, con 6.982.

Particolarmente significativo è il ritmo di crescita in alcune aree: la Sicilia ha visto i rientri aumentare del 52,3% rispetto al quinquennio precedente, un incremento secondo solo a quello registrato in Valle d'Aosta (65,5%) e Basilicata (54,5%). Numeri che raccontano un progressivo riequilibrio territoriale del fenomeno, non più concentrato esclusivamente nelle regioni settentrionali.

Chi non torna: il saldo migratorio resta negativo

Se è vero che 4 giovani su 10 scelgono di rientrare, resta però il fatto che 6 su 10 continuano a restare all'estero. Il saldo migratorio complessivo, cioè la differenza tra chi parte e chi rientra, resta infatti negativo per l'Italia. Nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili i dati Istat, a fronte di 155.732 espatri si sono registrati solo 52.508 rimpatri, con un saldo negativo pari a 103.224 unità.

Anche a livello territoriale il quadro conferma questa tendenza: nel solo Mezzogiorno, a fronte di 41.061 rientri nell'ultimo quinquennio, le uscite verso l'estero sono state ben 108.841, segno che la crescita dei ritorni, per quanto incoraggiante, non basta ancora a colmare il divario con chi continua a partire.

Chi resta all'estero, secondo l'indagine condotta da Fondazione Studi su un campione di italiani espatriati, aveva indicato tra le principali motivazioni della partenza opportunità economiche e professionali ritenute migliori rispetto a quelle offerte in Italia, elemento citato dal 41,5% del campione. Un fattore che, quando persiste nel tempo, continua a trattenere all'estero una parte consistente dei giovani italiani, anche a fronte di un desiderio di rientro spesso legato più agli affetti che alla carriera.






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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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