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Il CCNL Farmacisti è un problema per tutti gli italiani non solo per i dipendenti oggi in sciopero

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Il CCNL dei farmacisti non è solo una questione di stipendi, ma un tema che tocca il presente e il futuro della salute pubblica, delle farmacie di prossimità e della tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.

La sanità territoriale italiana è a un punto di svolta:  a crescente protesta dei farmacisti, culminata nello sciopero nazionale, mette a nudo un sistema in difficoltà, dove la mancata valorizzazione del personale rischia di ripercuotersi direttamente sulla qualità dei servizi a disposizione dei cittadini. La farmacie non rappresentano più semplicemente un luogo dove acquistare farmaci, ma sono sempre più spesso il primo baluardo del SSN, soprattutto in aree periferiche e per le fasce di popolazione più fragili. Il rinnovo del contratto collettivo nazionale riguarda ben più dei soli dipendenti: in gioco c’è la sostenibilità di una rete di presìdi sanitari capillari e il diritto dei cittadini a prestazioni accessibili e qualificate.

Nel corso degli ultimi anni, circa 7200 elettrocardiogrammi, 8200 holter cardiaci e 5300 holter pressori sono stati eseguiti nelle sole Marche attraverso le farmacie, con migliaia di vaccinazioni e analisi ogni mese su scala nazionale. Senza farmacisti motivati e riconosciuti professionalmente, questi servizi rischiano di venire meno, con la conseguente perdita di un punto di accesso alla salute per moltissimi cittadini.

Non cedere sulla dignità e sulle competenze della professione significa difendere, in ultima analisi, l’interesse collettivo. Troppi dimenticano che la presenza diffusa di professionisti qualificati nella farmacia sotto casa è un pilastro della prevenzione e della gestione delle fragilità sanitarie. Il rinnovo del contratto, le condizioni lavorative, la retribuzione e la valorizzazione della figura professionale non sono questioni "interne": senza risposte, la salute pubblica nel suo complesso diventa più vulnerabile.

Sciopero dei farmacisti: una protesta che riguarda tutti

La mobilitazione dei farmacisti non è una questione di categoria, ma un segnale d’allarme che riguarda la collettività. Nella giornata di sciopero nazionale indetta per oggi 17 giugno, migliaia di farmacisti hanno deciso di sospendere le proprie attività per richiedere un contratto adeguato rispetto alle nuove responsabilità e ai crescenti carichi di lavoro richiesti dalle trasformazioni del settore.

Il contesto attuale vede la professione tra le più esposte alle nuove sfide della salute pubblica: vaccinazioni, screening, telemedicina e servizi di prossimità sono entrati nella routine quotidiana. Se la valorizzazione economica e normativa non accompagna questa evoluzione, a essere penalizzato non è solo il farmacista, ma anche il cittadino, che potrebbe trovare un servizio impoverito nei prossimi anni.

  • La protesta è nata non solo per motivi retributivi, ma anche in seguito all’inadeguatezza delle tutele esistenti a fronte di orari spesso estesi, lavoro su turni e assenza di un reale welfare aziendale.
  • I sindacati chiedono un aumento salariale di 360 euro al primo livello, giustificato dall’inflazione e dal confronto con i colleghi del comparto commerciale della GDO e altre professioni sanitarie.
Il rischio, se il disagio non viene colmato, è che il settore perda ancora attrattività e che la dispersione di competenze qualificate renda meno efficace l’assistenza alla popolazione.

L’evoluzione della farmacia: da punto vendita a presidio sanitario di prossimità

Negli ultimi anni, la farmacia ha subito una trasformazione significativa: da luogo dedicato prevalentemente alla dispensazione di farmaci si è progressivamente affermata come vero e proprio presidio sanitario di prossimità. Questo nuovo modello, noto come "farmacia dei servizi", si traduce nell’offerta di una gamma articolata di prestazioni che vanno ben oltre la semplice vendita di medicamenti.

  • Vaccinazioni e screening diagnostici sono solo una parte delle nuove mansioni, spesso in collaborazione con il SSN.
  • In alcune regioni, oltre il 75% delle farmacie partecipano a progetti che prevedono l’esecuzione di diverse visite ed esami, come elettrocardiogrammi, test diagnostici rapidi, consulenze personalizzate e supporto terapeutico.
  • Il farmacista oggi è un punto di riferimento per l’educazione sanitaria, la prevenzione, l’adesione alla terapia e il monitoraggio delle patologie croniche.
Servizi tipici offerti Impatto sulla popolazione
Screening (pressione, colesterolo, glicemia) Maggiore prevenzione precoce
Vaccinazioni (antifluenzali, Covid, HPV) Copertura vaccinale estesa, riduzione affollamento dei presidi
Consulenza su aderenza terapeutica Riduzione delle ospedalizzazioni evitabili
Telemedicina, referti, servizi Cup Accessibilità alle cure in aree meno servite
Il cambiamento non riguarda solo il paziente, ma tutta la società italiana: l’accesso facilitato alle prestazioni sanitarie ed esami, soprattutto nei centri più piccoli o periferici, rappresenta un elemento chiave per la sostenibilità e la resilienza del sistema salute a livello nazionale.

Responsabilità crescenti e nuove mansioni del farmacista

Il quadro regolatorio e la domanda di salute pubblica hanno radicalmente espanso il perimetro di azione del farmacista. Oggi, su di lui gravano non solo maggiori responsabilità cliniche e amministrative, ma anche adempimenti legati a sicurezza, formazione continua e aggiornamento professionale obbligatorio.

  • Analisi tecniche e diagnostiche: la farmacia moderna esegue test diagnostici rapidi, controlli specialistici e spesso gestisce la trasmissione dei referti attraverso piattaforme digitali.
  • Consulenza avanzata: il farmacista sta assumendo un ruolo sempre più attivo nell’educazione sanitaria del paziente, nel supporto all’aderenza terapeutica e nella prevenzione.
  • Gestione amministrativa e legale: la normativa impone una tracciabilità rigorosa dei medicinali, gestione dei dati sensibili, compliance rispetto alla privacy e corretta dispensazione.
Ogni nuova mansione implica maggiore esposizione a responsabilità civili e penali, la necessità di aggiornamento e, di conseguenza, un incremento del carico di lavoro e delle attese da parte della comunità. Le richieste sindacali non sono quindi fini a se stesse, ma derivano da un’esigenza di allineare le tutele e i riconoscimenti al reale contenuto professionale del mestiere.

Contratto, retribuzioni e confronto con il settore commerciale e sanitario

Un nodo centrale della vertenza attuale riguarda la profonda distanza tra l’impianto del contratto vigente e le mansioni effettivamente svolte. Il CCNL delle farmacie, pur essendo giuridicamente collocato nel settore terziario, richiede oggi ai professionisti un livello di competenza e responsabilità allineato a quello di figure sanitarie affini. Tuttavia, la parte economica e normativa rimane ancorata a modelli orientati più alla flessibilità commerciale che alla tutela della professionalità sanitaria.

Nel confronto con la grande distribuzione (GDO), i farmacisti hanno ottenuto aumenti medi di 350 euro lordi dopo il recente rinnovo contrattuale, mentre il comparto sanitario pubblico prevede livelli retributivi generalmente più alti, con orari, carichi assistenziali e garanzie proporzionati.

Settore Retribuzioni (lordo mensile, dato medio) Principali tutele e caratteristiche
Farmacie private 1.600€ (primo livello) Orari estesi, turni, formazione obbligatoria
GDO (Parafarmacie) 1.700-1.800€ Premi, welfare su obiettivi
Sanità pubblica 2.000€ e oltre Turnazione, carichi clinici strutturali, progressione

Nel triennio 2021-2024, la perdita di potere d’acquisto stimata ha raggiunto i 360 euro mensili: il rinnovo mira a colmare questo gap, adeguando la parte economica all’inflazione e valorizzando le nuove competenze. Alla base della trattativa non c’è una semplice domanda salariale, ma la richiesta di una coerenza tra funzioni svolte e riconoscimenti acquisiti, ad esempio per i servizi in convenzione con il SSN e le prestazioni sanitarie erogate direttamente alla comunità.

Carenza di professionisti e rischio per il Servizio Sanitario Nazionale

L’attuale clima di incertezza e la progressiva perdita di attrattiva della professione stanno già producendo effetti tangibili: diminuiscono le iscrizioni alle facoltà di Farmacia, aumenta la mobilità dei farmacisti verso altri comparti della filiera sanitaria, si ricorre a personale non qualificato in alcune realtà e cresce il rischio di una carenza strutturale di professionisti, con ricadute dirette sulla tenuta della rete territoriale.

Secondo dati delle organizzazioni sindacali, il fenomeno si è accentuato a causa di:

  • Stipendi non adeguati alle responsabilità e alla formazione richiesta
  • Turni di lavoro molto impegnativi, con una difficile conciliazione vita-lavoro
  • Crescente richiesta di servizi aggiuntivi senza adeguate coperture normative.
Nel medio termine, tutto questo comporta:
  • Una riduzione della qualità delle prestazioni e dei tempi di accesso per i cittadini
  • L’impoverimento del capitale umano in farmacia, con rischio di deleghe improprie e lavoro di bassa qualità
  • Pressione sugli altri presidi sanitari territoriali, che già soffrono per la carenza di medici e infermieri.
L’identità sanitaria delle farmacie e la loro funzione strategica all’interno del SSN passano dalla capacità di trattenere e valorizzare i migliori professionisti. Senza investimenti concreti in questa direzione, sarà difficile difendere il diritto alla salute dei cittadini, in particolare dei soggetti più fragili e nelle aree interne.

Perché il CCNL non riguarda solo gli addetti ai lavori

Spesso il dibattito pubblico si concentra erroneamente su aspetti formali o numerici, tralasciando il valore sociale del tema. Esistono alcuni fraintendimenti diffusi che rischiano di indebolire la consapevolezza collettiva sull’importanza della vertenza in atto:

  • Il contratto non è solo una questione di retribuzione: trascurare la componente normativa e di tutele significa ignorare il fatto che il CCNL disciplina la qualità dell’assistenza erogata a milioni di cittadini.
  • La professionalizzazione crescente non si risolve sostituendo il farmacista con assistenti meno qualificati: ogni abbassamento dell’asticella rischia di produrre un danno diffuso alla salute pubblica.
  • Non è vero che il contratto è un problema esclusivo dei dipendenti: il sistema salute territoriale dipende dalla presenza stabile di professionisti riconosciuti e tutelati. La fuga di competenze si traduce in minore efficienza, minore accesso e minore sicurezza.
Occorre aggiornare il quadro percettivo collettivo, riconoscendo che la farmacia moderna è parte integrante del percorso di cura, e che una regolamentazione arretrata danneggia indirettamente tutta la comunità.

Soluzioni e proposte: come tutelare il ruolo sanitario del farmacista e il diritto dei cittadini

La direzione su cui convergono esperti, rappresentanze di categoria e parte del mondo istituzionale è chiara: occorre che il rinnovo del contratto introduca criteri che valorizzino realmente il lavoro sanitario svolto in farmacia. Alcune proposte concrete emerse dal confronto:

  • Aumento retributivo proporzionale all’incremento di responsabilità, con un meccanismo di indicizzazione almeno parziale rispetto all’inflazione e all’adeguamento dei livelli retributivi del settore commerciale e sanitario.
  • Riconoscimento contrattuale di tutte le nuove mansioni, con una distinzione chiara tra attività ordinarie e servizi aggiuntivi, che devono essere remunerati separatamente.
  • Maggiore flessibilità organizzativa sulle turnazioni, con attenzione alla conciliazione vita-lavoro e rispetto dei tempi di riposo.
  • Investimento sulla formazione continua strutturata e riconosciuta come orario di lavoro, per incentivare l’aggiornamento professionale e il miglioramento della qualità del servizio.
  • Potenziamento delle tutele legali e assicurative, considerate le responsabilità legali crescenti nell’erogazione di analisi, referti e prestazioni cliniche.
Altre proposte riguardano l’incentivazione alla vocazione, con percorsi di carriera più chiari, riconoscimento del merito e attenzione alla rappresentanza delle diverse componenti della professione negli organi istituzionali. In alcuni paesi europei si adottano modelli che prevedono una separazione tra funzioni commerciali e sanitarie, con un sistema di remunerazione e tutele dedicato ai farmacisti che scelgono di operare come punti di riferimento territoriali.






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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...