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Nuovi test ed esami in farmacia al via nel 2026: i costi e l'affidabilità previsti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Costi e affidabilità test

Dal 2026 le farmacie italiane cambieranno volto, grazie a una riforma che amplierà i servizi diagnostici: nuovi test, costi sostenibili, affidabilità garantita e vantaggi per pazienti cronici.

Da quest'anno, il sistema sanitario territoriale conosce una delle sue trasformazioni più profonde: grazie all'attuazione dei nuovi servizi farmaceutici, le farmacie italiane assumono un nuovo ruolo nell'ambito della prevenzione e della diagnostica. Non rappresentano più solo luoghi dove reperire farmaci, ma diventano veri centri di prevenzione sanitaria diffusa a disposizione dei cittadini. Una rivoluzione silenziosa che, sfruttando la presenza capillare di oltre 19.000 esercizi su tutto il territorio nazionale, promette di ridurre le distanze tra il cittadino e la tutela della salute.

Oggi recarsi sotto casa non significa soltanto ricevere consigli per piccoli disturbi o acquistare farmaci da banco, ma avere accesso a un'ampia gamma di esami diagnostici senza più code o lunghe attese per la prenotazione. Questa svolta, resa possibile dal nuovo quadro normativo, mira a rispondere alla crescente domanda di servizi sanitari tempestivi, all'alleggerimento della pressione sugli ospedali e a una più efficace individuazione precoce delle patologie, soprattutto per chi convive con malattie croniche.

Cosa prevede la riforma per le farmacie italiane

Il 2026 segna l'entrata in vigore delle misure previste dal Ddl Semplificazioni e dalla Legge 182/2025, che ridefiniscono in modo incisivo il perimetro della farmacia italiana. Le farmacie diventano parte integrante dei presidi del Servizio sanitario nazionale e si arricchiscono della possibilità di offrire prestazioni normalmente erogate solo da specifici centri clinici.

Le principali novità:

  • Amplia offerta diagnostica: la riforma permette di eseguire in farmacia test ematici, screening oncologici, analisi di prima istanza e diagnostica di telemedicina.
  • Integrazione digitale e referti clinici: i risultati degli esami vengono integrati nel fascicolo sanitario elettronico, facilitando la comunicazione e la presa in carico multidisciplinare dei pazienti.
  • Nuove funzioni amministrative: scelta del medico di base o del pediatra direttamente in farmacia e distribuzione di dispositivi per assistenza domiciliare.
  • Vaccinazioni estese: dai vaccini antinfluenzali fino a quelli inclusi nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale, anche per minori dai dodici anni.
Si tratta di una riforma che nasce dalla volontà di rendere la sanità di prossimità, sfruttando la distribuzione capillare e la fiducia che il territorio ripone nelle farmacie, con la previsione di strutture e spazi dedicati. Tuttavia, l'applicazione concreta delle nuove regole sarà definita dai decreti attuativi emanati dal Ministero della Salute insieme alle Regioni, che avranno la responsabilità di fissare standard operativi e criteri di accesso ai servizi.

Quali esami si potranno effettuare in farmacia e come

Il panorama dei servizi diagnostici disponibili è destinato ad ampliarsi. Se fino al 2025 il cittadino poteva accedere solamente a test di autodiagnosi come glicemia e colesterolo, ora le farmacie potranno offrire:

  • Esami ematici complessi: tra cui dosaggi ormonali, controlli della funzionalità epatica e renale, marker cardiaci e test infiammatori basati su strumenti certificati.
  • Screening oncologici rapidi: test per la prevenzione del tumore della prostata (PSA), del colon retto e altri marker tumorali eseguibili in pochi minuti.
  • Esami cardiologici: ECG, Holter pressorio e cardiaco, polisonnografia per la valutazione dei disturbi del sonno.
  • Test contro l'antibiotico-resistenza e altri esami previsti dai protocolli ministeriali.
  • Screening per l'epatite C e altre patologie a elevata incidenza sociale.
Le prestazioni saranno erogate in spazi separati e conformi agli standard igienico-sanitari, con la possibilità di condividere le aree tra più farmacie. La raccolta dei campioni avverrà secondo protocolli validati e i risultati verranno trasmessi in tempo reale alla piattaforma digitale del Servizio sanitario, arricchendo la storia clinica del paziente e favorendo il dialogo con i medici curanti.

L'obiettivo resta quello di rendere gli esami accessibili in modo rapido e qualificato, incrementando la cultura della prevenzione e garantendo sicurezza e trasparenza nell'informazione sanitaria. Grazie ai cosiddetti laboratori decentrati, si potranno ridurre drasticamente i tempi di attesa per esami di routine e avviare percorsi di diagnosi precoce per patologie ad alto impatto epidemiologico.

Costi, rimborsabilità e accessibilità dei nuovi esami

L'introduzione dei servizi diagnostici in farmacia solleva un interrogativo centrale per i cittadini: quali saranno i costi e le modalità di rimborso? Dal 2026, infatti, parte delle prestazioni diagnostiche potranno essere offerte a carico del Servizio sanitario nazionale - direttamente o mediante il solo pagamento del ticket. Tuttavia, la gratuità e la rimborsabilità dipenderanno dalle risorse regionali e dalla quantità di esami disponibili a budget:

  • Test rapidi (glicemia, colesterolo): continueranno a essere servizi a pagamento, non considerati dalla normativa come esami clinici ma solo di orientamento.
  • Esami di telemedicina (ECG, Holter): potranno essere rimborsati con prescrizione del medico ma solo finché le risorse regionali risulteranno stanziate; una volta esaurite, saranno disponibili esclusivamente a pagamento privato.
  • Prestazioni nuove (screening oncologici, analisi di prima istanza): la rimborsabilità varierà in funzione delle disposizioni regionali, con possibili differenze nell'offerta interregionale.
Per molti utenti resta sempre l'opzione di eseguire l'esame privatamente, senza impegnativa, ottenendo risultati immediati e senza code. Le Regioni avranno un peso decisivo nella determinazione delle tariffe e nelle modalità di accesso: una sanità di prossimità ma non sempre gratuita, la cui fruibilità sarà legata anche ai fondi pubblici disponibili e aggiornati periodicamente.

Affidabilità, formazione del personale e sicurezza dei servizi

Al di là dei costi, l'apertura delle farmacie a nuovi esami diagnostici impone standard stringenti in termini di affidabilità e sicurezza. I risultati prodotti saranno clinicamente validi e integrati nel sistema sanitario digitale, superando la dimensione dei semplici controlli orientativi del passato.

I farmacisti impegnati nei servizi diagnostici dovranno:

  • Seguire percorsi formativi certificati dal Ministero della Salute, con aggiornamento continuo sulle nuove tecnologie e sui protocolli di sicurezza.
  • Operare in ambienti riservati, separati dalle aree di vendita con requisiti igienico-sanitari ben definiti dalla normativa.
  • Gestire i dati sensibili dei pazienti in conformità alle regole sulla privacy e sul sistema informativo sanitario.
L'introduzione dei laboratori decentrati rende necessaria la presenza di apparecchiature certificate, sottoposte a ispezioni e a manutenzione periodica, volte a garantire l'accuratezza e la tracciabilità dei risultati.

Pur non equiparando in pieno gli standard dei laboratori ospedalieri, i servizi diagnostici in farmacia offrono notevoli garanzie di qualità e sicurezza - anche grazie a un sistema di formazione obbligatoria, a controlli periodici e a una crescente collaborazione con strutture sanitarie locali e medici di medicina generale.

Vantaggi per i pazienti cronici e impatto sulla sanità

L'ampliamento dei test disponibili nelle farmacie è un'opportunità per chi convive con patologie croniche come diabete, ipertensione o dislipidemie. Il controllo di parametri clinici, reso possibile dall'accesso facilitato ai test, permette ai pazienti:

  • di monitorare la malattia con regolarità senza spostamenti in ospedale o nei centri analisi
  • di ottenere risultati rapidi e condividere referti direttamente con specialisti e medici curanti attraverso la piattaforma digitale
  • di ridurre il rischio di complicanze e di ricevere interventi tempestivi in caso di variazioni cliniche improvvise
A livello di sistema, la riforma promette di alleggerire le liste d'attesa, decongestionare i servizi ospedalieri e promuovere la medicina di prossimità, arrivando a rispondere più efficacemente ai bisogni di una popolazione che invecchia e che necessita di un supporto costante e accessibile.

Questa trasformazione accompagna anche una nuova cultura della prevenzione, basata sulla responsabilità condivisa tra farmacista, medico e cittadino, e sull'impiego delle risorse territoriali per abbattere barriere e tempi di attesa.



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