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Lista di attesa, Ministro Schillaci rilancia soluzioni così come l'ordine dei medici per visite ed esami più veloci

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Liste d’attesa per visite ed esami rappresentano una sfida urgente in Italia:cosa prevede la nuova piattaforma digitale, come funziona e le soluzioni suggerite da Schillaci e dai medici per migliorare la situazione sanitaria italiana

Il tema delle liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici resta uno dei nodi più sensibili e dibattuti nella sanità pubblica italiana, incidendo direttamente sulla qualità della cura e sull’eguaglianza di accesso ai servizi per milioni di cittadini. Negli ultimi anni, la pressione su ospedali, centri pubblici e privati accreditati si è ulteriormente aggravata a causa dell’aumento delle richieste, della carenza di personale, della frammentazione organizzativa tra Regioni e delle conseguenze “post-pandemiche” su risorse e modelli gestionali.

L’urgenza di intervenire non rappresenta una priorità solo politica, ma anche clinica e sociale: tempi di attesa eccessivi possono tradursi in diagnosi tardive, aggravamento delle condizioni dei pazienti e costi sanitari più elevati nel medio-lungo periodo. Il fenomeno dell'emigrazione sanitaria, con quasi 300.000 italiani che tra il 2023 e il 2024 si sono rivolti all’estero per ricevere cure, offre una fotografia chiara del disagio vissuto da chi, non trovando risposte tempestive nel sistema pubblico, cerca alternative private oppure fuori dai confini nazionali.

Molte realtà territoriali soffrono anche di una crescente disuguaglianza nell’offerta tra aree interne e grandi centri urbani, tra Nord e Sud, una condizione che rischia di acuire il divario di salute e opportunità sociali. L’attesa, come sottolineato da specialisti e associazioni di pazienti, non è mai neutrale: comporta rischi clinici, economici e sociali evidenti.

Questa situazione ha spinto le istituzioni a ridefinire le strategie: è in questo contesto che nasce la necessità di soluzioni innovative per ridurre l'arretrato, investimenti nelle tecnologie digitali e un rafforzamento nell’organizzazione del settore pubblico e il Ministro della Salute ha recentemente annunciato iniziative d’avanguardia per garantire equità, trasparenza e rapidità di accesso alle prestazioni sanitarie, in stretta collaborazione con Regioni, ordini professionali e stakeholder della sanità.

La nuova piattaforma nazionale: monitoraggio in tempo reale e gestione delle liste d’attesa

Il Ministero della Salute ha reso operativa una nuova piattaforma nazionale progettata per rivoluzionare la gestione delle liste d’attesa. Questo strumento, sviluppato nell’ambito delle politiche di digitalizzazione sanitaria, consente di monitorare in tempo reale i tempi di attesa per ogni tipo di prestazione e per ciascun presidio ospedaliero, offrendo una visione completa e dettagliata a livello nazionale.

La piattaforma accentua la trasparenza: i cittadini possono consultare direttamente i dati nazionali sui tempi di attesa per visite ed esami, anche se, su richiesta delle Regioni, la consultazione dettagliata delle singole aziende avverrà in una seconda fase.

Sono previste funzionalità avanzate del sistema che permettono un’analisi approfondita: viene infatti rilevata la presenza di agende chiuse, le prestazioni effettivamente disponibili, la distribuzione delle richieste tra pubblico e privato accreditato e soprattutto l’eventuale ricorso eccessivo all’intramoenia (attività a pagamento svolta da medici del servizio pubblico fuori dall’orario istituzionale). Questo consente al Ministero di attivare controlli mirati e di sollecitare le Regioni laddove emergano criticità ricorrenti o squilibri tra domanda e offerta.

La piattaforma permette inoltre di:

  • Analizzare i tempi di attesa reali per singola prestazione e ospedale, con aggiornamenti costanti e dati certificati dalle aziende sanitarie;
  • Individuare colli di bottiglia e disomogeneità nell’accesso ai servizi, anche grazie a sistemi di allerta automatizzati basati su tecniche di data analytics;
  • Monitorare la disponibilità delle agende e dei slot, segnalando eventuali blocchi o anomalie che potrebbero penalizzare l’equità tra cittadini di diverse regioni;
  • Fornire indicatori rispetto al ricorso all’attività in regime libero-professionale all’interno degli ospedali (prestazioni intramoenia), utili per valutare l’impatto sugli slot disponibili per il pubblico;
  • Pianificare azioni di intervento e verificare l’efficacia delle misure adottate dalle aziende e dalle regioni, compreso il richiamo diretto delle strutture con performance non in linea con gli obiettivi nazionali.
Il Ministro della Salute ha chiarito che i dati raccolti saranno utilizzati sia in funzione di controllo e verifica delle criticità, sia per orientare nuove strategie, dal potenziamento degli orari di apertura, all’informatizzazione avanzata dei sistemi di prenotazione, fino alla promozione di forme di “diritto alla prestazione” nel privato, con la sola compartecipazione a carico del cittadino tramite ticket.


La piattaforma rappresenta quindi un passaggio strategico per la governance nazionale delle liste d’attesa, con la prospettiva, una volta testato il pieno funzionamento e la correttezza degli algoritmi, di estendere ulteriormente il grado di consultabilità a cittadini, professionisti e amministrazioni locali.

Soluzioni organizzative delle Regioni, proposte del ministro Schillaci e dell’ordine dei medici

Le recenti iniziative nazionali sono accompagnate da un amplissimo ventaglio di azioni regionali e sperimentazioni organizzative, spesso sulla scia delle indicazioni e sollecitazioni del Ministero della Salute. Regioni come la Puglia hanno già dato il via a piani intensivi di ricontatto dei pazienti (oltre 26 mila richiami nelle ultime settimane) per proporre anticipazioni degli appuntamenti, ottimizzare la distribuzione delle prestazioni e ridurre i rinvii: dati aggiornati dimostrano che una quota non trascurabile dei pazienti (21%) aveva già ottenuto la prestazione altrove, a testimonianza della fluidità negli spostamenti intra e interregionali.

Tra le misure più adottate, emergono:

  • L’aumento dell’offerta attraverso estensione delle aperture serali e nei weekend, con maggiore produzione di visite ed esami sia nelle strutture pubbliche che presso i privati accreditati a tariffa calmierata;
  • La riorganizzazione dei Centri Unici di Prenotazione (CUP) tramite sistemi informatizzati di orchestrazione della domanda, consentendo una visibilità unificata delle disponibilità tra strutture vicine e offrendo la possibilità di prenotazione anche presso farmacie o sportelli territoriali (FarmaCUP);
  • L’attivazione di agende riservate a categorie con prestazioni urgenti o a rischio di cronicità, intervenendo tempestivamente con richiami e reminder digitali per evitare “buchi organizzativi”;
  • L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell'analisi avanzata dei dati per ottimizzare la programmazione e l’allocazione delle risorse, rilevare flussi anomali e prevedere picchi di domanda;
  • Iniziative di presa in carico digitale totale delle prenotazioni, per garantire che ogni richiesta venga tracciata e nessun cittadino resti escluso dall’iter di attivazione delle prestazioni richieste.
Il ministro Schillaci ha inoltre sollecitato le regioni a un “cambio di passo” organizzativo, invitando a superare la rigidità delle agende chiuse, implementare aperture addizionali nelle fasce orarie ad alta richiesta, garantire la possibilità, in caso di inadempienze, di ottenere la prestazione nel privato pagando solo il ticket, e rafforzare i controlli sull’appropriatezza delle prescrizioni (soprattutto per le urgenze e le classi prioritarie U e B).

Particolare attenzione viene posta alla valorizzazione del personale sanitario: la carenza di medici e infermieri rimane una delle principali criticità, e tra le ipotesi di medio termine vi é la costituzione a livello regionale di consorzi o enti partecipati in cui anche il personale in pensione possa essere attivato a chiamata in situazioni emergenziali.

L’ordine dei medici si esprime con cautela ma fermezza, sottolineando la necessità di rafforzare l'alleanza tra professionisti sanitari e cittadini nella definizione di nuove soluzioni gestionali. Tra le proposte avanzate per gestire e velocizzare le liste di attesa per fare esami e visite mediche si trovano:

  • Un gruppo di lavoro regionale permanente per l’omogeneizzazione dei criteri di appropriatezza prescrittiva e la standardizzazione dei tempi di attesa;
  • Il potenziamento della prevenzione e degli screening con sportelli aziendali dedicati, per ridurre la domanda impropria e gestire più efficacemente la cronicità;
  • La semplificazione delle procedure di prenotazione anche tramite l’accesso diretto negli studi dei medici di medicina generale;
  • L’apertura di tavoli di monitoraggio trasparenti partecipati da cittadini, ASL e rappresentanza degli ordini, per garantire la continuità e la verifica costante delle performance territoriali;
  • L’implementazione di reporting quotidiano e pubblico sull’andamento delle liste d’attesa, in modo da indirizzare e favorire buone pratiche replicabili.



Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...