Il taglio del cuneo fiscale non è più una misura riservata ai soli lavoratori dipendenti attivi. A partire da ottobre 2026 l'INPS estende ufficialmente i benefici fiscali introdotti dalla Legge di Bilancio 2025 anche a chi percepisce prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro, come NASpI, Dis-Coll, Ape sociale, isopensione, assegni straordi
Il taglio del cuneo fiscale non è più una misura riservata ai soli lavoratori dipendenti attivi. A partire da ottobre 2026 l'INPS estende ufficialmente i benefici fiscali introdotti dalla Legge di Bilancio 2025 anche a chi percepisce prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro, pur non avendo più un rapporto di impiego in corso. Parliamo di NASpI, Dis-Coll, Ape sociale, isopensione, assegni straordinari dei settori bancario e assicurativo e indennità legate ai contratti di espansione.
La conferma arriva direttamente dall'Istituto, che con un messaggio ufficiale ha chiarito, a distanza di quasi due anni dall'entrata in vigore della norma, come si applica concretamente il beneficio a queste categorie di percettori. Un chiarimento atteso da milioni di persone che, pur non lavorando più in modo attivo, continuano a ricevere un trattamento economico tassato secondo le stesse regole del lavoro dipendente.
Il cosiddetto taglio del cuneo fiscale è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) con l'obiettivo di aumentare il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti attraverso una riduzione del carico fiscale sulle buste paga. La misura si articola in due strumenti distinti, entrambi calcolati sul reddito complessivo annuo del percettore:
Il punto chiave chiarito dall'Istituto è semplice: anche se il rapporto di lavoro dipendente non è più attivo, le prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro vengono tassate con le medesime regole IRPEF previste per gli stipendi. Ne consegue che, per coerenza, anche il taglio del cuneo fiscale deve essere riconosciuto a chi le percepisce, così come avviene già da tempo per il cosiddetto trattamento integrativo.
Rientrano quindi tra i beneficiari del taglio del cuneo fiscale:
Non tutti i percettori di prestazioni INPS rientrano nella misura. Restano espressamente esclusi:
Il meccanismo di calcolo resta quello previsto dalla normativa generale, ma applicato all'indennità INPS percepita al posto dello stipendio. Ecco come si articola nel dettaglio.
Per chi ha un reddito complessivo annuo non superiore a 20.000 euro, il bonus aggiuntivo viene calcolato applicando una percentuale che varia in base alla fascia di reddito:
Per i redditi complessivi compresi tra 20.000 e 40.000 euro, scatta invece la seconda misura, la ulteriore detrazione, così strutturata:
L'INPS agisce in qualità di sostituto d'imposta e provvederà al riconoscimento dei benefici in modo automatico, senza necessità che il cittadino presenti alcuna domanda.
L'erogazione parte con la mensilità di ottobre 2026. Insieme al cedolino di ottobre verranno pagati anche gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026, ma solo per quanto riguarda il bonus aggiuntivo. Per l'ulteriore detrazione, invece, eventuali arretrati o conguagli non ancora riconosciuti saranno definiti in occasione del conguaglio fiscale di fine anno. Dal 2027 la gestione dovrebbe diventare ordinaria e mensile, senza più la necessità di recuperi concentrati in un'unica soluzione.
Da quando parte il taglio del cuneo fiscale per NASpI, Dis-Coll e Ape sociale? Dalla mensilità di ottobre 2026, con pagamento automatico da parte dell'INPS e senza necessità di presentare domanda.
Gli arretrati vengono pagati subito? Sì, ma solo quelli relativi al bonus aggiuntivo maturato dal 1° gennaio 2026. Quelli relativi all'ulteriore detrazione saranno definiti con il conguaglio di fine anno.
Chi percepisce solo una pensione ha diritto al beneficio? No. La misura è riservata alle prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente, non alle pensioni in senso proprio, né a quelle integrative o complementari.
Bisogna fare domanda per ottenere il beneficio? No, il riconoscimento è automatico da parte dell'INPS in qualità di sostituto d'imposta.
Il chiarimento dell'INPS mette, dunque, fine a un lungo periodo di incertezza applicativa e riconosce, con effetto retroattivo dall'inizio del 2026, il diritto al taglio del cuneo fiscale anche a chi vive una fase di transizione tra il lavoro e la pensione, o a chi si trova temporaneamente senza occupazione. Una platea ampia, che comprende disoccupati, collaboratori, e lavoratori usciti anticipatamente grazie a strumenti come Ape sociale, isopensione e contratti di espansione, che da ottobre 2026 vedranno finalmente riconosciuto un beneficio fiscale già garantito da tempo ai lavoratori dipendenti in attività.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...